Occhio alle saghe di Giugno



 Quante novita' porta Giugno!
Dalla serie Prive' della Sperling che si puo' solo scaricare negli store digitali, agli Oro Introvabili della Mondadori, alla nuovissima serie Kiss firmata Harlequin.
Care colleghe lettrici, non abbiamo scampo, dovremo accendere un mutuo!
Aiutttttttttt!
P.s. come al solito abbiamo dato risalto ai romanzi facenti parti di una saga e alle maggiori novita'. Naturalmente tutte i vostri consigli ci saranno di grande aiuto.

Offerta in sposa di Karen Ranney

Direttamente dalla scrivania di Lilli

 Sottotitolo: Storia di una lettura abbandonata

 Trama: Douglas Eston, giovane e ricco scienziato, si rivolge al duca di Herridge per chiedergli di investire in una sua invenzione. Si vede invece offrire la mano della figlia Sarah. Douglas rimane scioccato dalla controproposta, ma se per lui è amore a prima vista, per l’algida giovane si tratta dell’unico modo per proteggere la madre malata e impedire al crudele padre di relegarla in Scozia. Tuttavia le costanti e appassionate attenzioni di Douglas riescono a trasformare un matrimonio nato solo per convenienza. Peccato che proprio quando Sarah si sarà resa conto di amare il marito, il destino minaccerà di portarglielo via per sempre…

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Scacco matto di Monica Lombardi




Trama:  Las Vegas, agosto 2008.

Un pentacolo disegnato sulla pelle di una vittima brutalmente assassinata, un padre mai conosciuto davvero, una ragazza scomparsa. Tre eventi che non hanno nulla in comune salvo forse le luci artificiali di Las Vegas, la città nel deserto, la città del sole, del gioco e della follia.

Qualcuno trama all’ombra dei suoi leggendari hotel, pronto a servirsi di chiunque, di qualsiasi mezzo per tessere la sua ragnatela, i cui fili sembrano condurre a Forrester Mansion, solitario ritiro nell’arido paesaggio del Nevada.

Tra il nero e il carminio di macabri rituali e il glamour dei casinò, Mike Summers e Alex Newman sono di nuovo insieme per affrontare il Male. Accanto a loro, l'agente speciale Paula Wellmann e due preziose, insostituibili alleate.

Questa volta la posta in gioco è ancora più alta, questa volta, perdere la partita potrebbe significare perdere tutto…


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A proposito di Liala

 Direttamente dalla scrivania di Lucilla e Patrizia.

Siamo davvero, come talvolta capita di dire, tutte, almeno in parte, nipotine di Liala?
Probabilmente no, eppure è difficile non fare i conti coi suoi romanzi, non fosse altro che per la maniera massiccia in cui hanno occupato le librerie di mamme e nonne. E comunque, nonostante la polvere del tempo, vale la pena di parlarne, in primis come fenomeno di costume più complesso di quanto non appaia. Quale romanzo consigliereste a chi Liala non l’ha mai letta, ma è curiosa di formarsi una propria opinione in proposito?



Cappuccetto Rosso Sangue!

Direttamente dalla scrivania di Lucilla.
 
Capita, a volte, di aver voglia di leggere qualcosa di un po', come dire, fosco, tenebroso, horror. Poiché ormai "Twilight" e' abbondantemente inflazionato, vista la mia preferenza verso i lupi mannari, ho vinto la mia diffidenza ed ho letto il tomo intitolato "Cappuccetto rosso sangue", da cui è' stato tratto anche un film. Per fare le cose per bene, mi sono procurata anche il DVD ed ho deciso di concedermi una distensiva lettura seguita da seratina film & patatine.
Tutto bene, quindi? Non proprio.
Cominciamo dal libro: 

Il tomo inizia con una  premessa della regista del film, la quale rende edotte le povere lettrici dell'eccelsa penna di colei che ha materialmente scritto il libro, tal Sarah Blakely- Cartwright, che non è la sorella minore dei fratelli Grimm, ma una che il mestiere lo ha studiato! Proprio così, la signora, come apprendiamo da un poscritto, si è' laureata cum laude al Barnard College di New York ed ha vinto premi su premi per i suoi scritti.
Parafrasando il sottotitolo, "Guardati dal lupo", mi verrebbe da dire "guardati dalla scrittrice"! Si', perché questa novella Dante Alighieri dell'horror, secondo il mio personalissimo parere, avrebbe bisogno di ripetere il corso. Magari di prendere qualche lezione da un dilettante che non ha studiato ma che è' provvisto di talento.
Senza dilungarmi troppo, devo dire che la scrittura della blasonata signora non si discosta come livello da un qualche tema delle superiori, appena un po' più lungo: descrizioni roboanti, tanta natura selvaggia, troppi aggettivi ricercati. Penso, inoltre, che la nostra Sarah abbia qualche problema con i tempi: un attimo prima siamo in pieno inverno, la neve fiocca abbondante e un attimo dopo l'aria e' tiepida, primaverile.... Forse non ha riletto abbastanza prima di dare alle stampe.
E la storia

L'intento era quello di riscrivere, in chiave horror, una favola che rappresenta un archetipo comune a tutti i popoli europei, la storia dell'educazione sessuale delle bambine nelle società contadine, con il lupo selvaggio a rappresentare il sesso sfrenato, pericoloso perché non regolato dal vincolo matrimoniale, peraltro reso in ben più alta maniera dalla sublime Angela Carter nel suo racconto "La camera di sangue".
L'intenzione poteva essere lodevole, peccato che il risultato sia abbastanza scadente: quel che si è ottenuto e' una zuppetta sciapa per adolescenti in piena tempesta ormonale, un "Twilight" in sedicesimo con il lupo cattivo al posto del vampiro. In un villaggio sperduto nei boschi, un lupo mannaro fa strage di persone e animali. Gli abitanti del villaggio hanno stipulato con la Bestia un patto, un sacrificio animale a scadenze regolari per essere lasciati in pace. Chi sarà il lupo cattivo?
La protagonista, Valerie, e' la solita bella del villaggio contesa dal buono ma fesso e dall'affascinante cattivo, sospettato di istinti lupeschi.
Le incongruenze si sprecano: intanto non si capisce se il villaggio in cui la storia e' ambientata sia in Germania, in Inghilterra o nel Paese che non c'è. La nonna e' un'esaltata che vive in un'incredibile casa sull'albero, conduce un'esistenza da miserabile ma dispone di vesti di seta, compreso il mantello rosso che regala alla nipotina. La stessa Valerie saltabecca in lungo e in largo per boschi innevati coperta solo dalla suddetta cappa di seta rossa.  Insomma, una delusione via l'altra. La vera perla, però', e' il finale: che non c'è!
Esatto, alla fine del libro non ci viene detto chi e' il lupo mannaro che infesta il villaggio. Mi sono informata e ho saputo che, all'epoca in cui uscì il libro, il film che ne è stato tratto non era ancora approdato sugli schermi, perciò per non rovinare la suspence il libro era stato lasciato monco!
Ma insomma! Che razza di modo di fare e'? Io il libro l'ho acquistato pagandolo il prezzo intero, perciò ho diritto ad avere anche il finale! Altrimenti dovevano farmi lo sconto.
Per sapere come va a finire, quindi, o si andava al cinema o si doveva andare a leggere il capitolo segreto su un apposito sito, naturalmente disponibile solo dopo l'uscita del film. Ogni commento da parte mia e' irripetibile per decenza, spero che questo andazzo non prenda piede.
Si può comprendere, quindi, con quale disposizione d'animo mi sono seduta sul divano per vedere il film!
Già, il film.... "Twilight" che incontra i fratelli Grimm. Un film visivamente affascinante, ma povero di contenuti. Poverissimo. Non c'è niente  dei profondi temi sottesi alla favola, solo una rimasticazione di "Twilight", appunto (non per nulla la regista e' la stessa!), con il triangolo tra la ragazza contesa, qualche mostro di contorno e diverse scene splatter. Menzione di disonore per il decadutissimo Gary Oldman, mio amore adolescenziale nei panni di Dracula, ( questo si', vampiro affascinante, mica come quel nerd sberluccicoso di Edward Cullen!), qui ridotto al ruolo di crudele inquisitore dal cervello latitante.
Confesso che sarei tentata di rivendere o regalare libro & film, ma penso che invece li terrò, ad imperitura memoria dell'errore commesso, e ogni volta che avrò voglia di letture a tema, mi basterà guardare la sciagurata coppia per ammonirmi:

 "Guardati dagli acquisti avventati...."

Lucilla



 









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Storie d' Amore


Vi ricordate della nostra amica, Immacolata, la casalinga disperata con una visione della vita tutta sua?
Ebbene, se avete voglia di seguire le sue disavventure, la troverete in edicola ogni 15 giorni nelle pagine della nuovissima rivista Storie d'Amore (Panini Edizione).
Il primo numero e' gia' in edicola!

Buona lettura a tutti!   







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Dove è finita la fase dell'innamoramento?

 Direttamente dalla scrivania di Eleonora

Prima di iniziare questa mia digressione sui romance attualmente in commercio, ci terrei a precisare che non cerco il pelo nell'uovo sempre e su tutto.
Sono esigente sì, ma con moderazione!
Ultimamente le mie letture si sono fatte più vaste, includendo generi che prima escludevo a priori per evadere un pò dai soliti clichè.



Sulla scia di questa mia intenzione, ho letto sia "Easy" di Tammara Webber che Gabriel's Inferno - Tentazione e castigo di Sylvain Reynard.
Due generi totalmente diversi, trattandosi il primo di un young adult.
Come posso accostare due romanzi così diversi tra loro?!
Bene! Entrambi godono di una buonissima critica, campioni di incassi per così dire; e con due eroi maschili abbastanza tormentati.
In Easy c'è una storia d'amore fresca, pulita, universitaria, con tocchi molto soft di erotismo; in Gabriel's inferno c'è una storia un pò particolare con accostamenti con la Divina commedia di Dante (tratto che mi era sembrato veramente innovativo e interessante visto il mio "amore" per la letteratura italiana!) e un rapporto più conflittuale.


Leggendoli, mi sono accorta di non poter fare a meno dei miei cari e amati clichè.
Cosa manca?
La fase dell'innamoramento...
Io adoro questa fase di transizione per così dire, in cui entrambi i personaggi si trovano coinvolti nei propri sentimenti, e cominciano ad avvertire la mancanza, o il desiderio, dell'altro.
In questi due romanzi, ciò manca del tutto.
In Easy, i due protagonisti si scambiano a stento tre parole fino quasi alla fine (ma si baciano, senza neppure scambiarsi un pensiero coerente!). Lei comincia a pensare a lui; lui la cerca ma sfugge.
Come sono arrivati ad innamorarsi?!
Sulla base di quali pensieri profondi che io di certo non ho captato?!

In Gabriel's Inferno, inizialmente il protagonista è uno strxxzo patentato (ma veramente!); lei un pò deficiente. All'improvviso, lui si ricorda dell'unica volta in cui si erano visti (lei è la sua Beatrice) e diventa un idiota rammollito che la vezzeggia con frasi ripetitive, di un melenso assurdo (se siete diabetici, non leggete: meglio un buon dolce!).
Come si sono innamorati questi due? Sulla base di cosa?
Posso capire lei che ha un'infatuazione adolescenziale, ma lui?

Quindi, care amiche, possibile che solo io abbia notato la mancanza della fase più bella di un buon romanzo?
Lo avete per caso riscontrato in altri romanzi?

La Vostra riflessiva 
Ele
















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Dolce Sacrificio di Anne Stuart ( la vendetta!)



Premessa:

Visto che la mia Malelingua sulla Stuart ha animato le lettrici, era ora!, Lullibi e' stata costretta a leggere il romanzo, giusto per il gusto di contraddirmi! 
Vediamo se ora siete d'accordo con lei :)

June Ross 




 
LETTERA APERTA A BOSSROSS SU “DOLCE SACRIFICIO” DI ANNE STUART

Cara Ross,
sono così dolente (seeeeeeee) di non essere con te d'accordo, sai quanto mi dispiaccia contraddirti (eheheh), ma a me “Dolce sacrificio” è piaciuto.(Trovate la sua recensione a questo LINK)
Sarà che amo le storie dark, i bad boy, le eroine paurose, ma coraggiose (è un'incongruenza? Boh...), ma il romanzo non è così brutto da farci una Malalingua. Almeno a parer mio.
E' vero, i protagonisti potevano essere meglio sviluppati (non parlo del randello, ovvio!), le situazioni e le avventure ancor più dipanate, ma, in fondo è stata una gradevole lettura e l'ho finito in poche ore. Ross, tu quattro giorni? Sarà mica che non sai leggere veloce o che hai bisogno degli occhiali?

Mi piace lo stile della Stuart, non ho trovato errori evidenti, a parte... a parte, mi sono bloccata su due parole: vampiro e mutante. Sono andata a cercarmi il periodo storico (e già ho interrotto la lettura) di Enrico III e visto che il re viene descritto come dodicenne, dovremmo essere nel 1219, anno più, anno meno. Poi son dovuta andare a cercarmi l'etimologia di “vampiro” e “mutante” (non ho capito perché Google si ostinasse a propormi “mutande”, ma questa è un'altra storia...) e qui mi casca l'asino.
Cito da Wikipedia: 

vampiro è un essere mitologico/folkloristico che sopravvive nutrendosi dell'essenza vitale (generalmente sotto forma di sangue) di altre creature, nonché una delle figure dominanti del genere horror.
Nonostante la speculazione sostenuta dallo storico letterario Brian Frost secondo la quale la credenza dei vampiri «potrebbe risalire alla preistoria», il termine "vampiro" divenne popolare solo agli inizi del XVIII.

Per non parlare di “mutante” termine nato con la fantascienza.
Forse l'autrice, o la traduttrice, non so, avrebbe fatto meglio a usare il termine “mostro bevitore di sangue” per descrivere Grendel.
Ah... c'era un altro termine che mi aveva infastidito, ma ora non lo ricordo.
A parte questa divagazione (la mia natura velenosa deve comunque fare capolino) il resto del libro me lo sono sorbito tutto in breve tempo.
Sarà che amo il Medioevo come ambientazione storica, ma il romanzo non mi ha annoiato, ho trovato molto bella la scena d'amore sulla torre, in pieno temporale (ok, la serpe tira fuori la lingua biforcuta, ma le impongo di ritirarla e di non fare battute su tuoni e fulmini), e il personaggio di Simon de Navarre mi ha affascinato. A proposito, cara BossRoss, io lo immagino così:



 Avrei preferito avesse veramente la mano anchilosata (ohhh Geoffrey de Peyrac...),
allora sì che Alys avrebbe dimostrato coraggio!
E non mi ha deluso neppure lei, ingenua sì, educata in convento e ignara della vita, ma non stupida.
E l'autrice (santa, santa Stuart) non ci ha propinato neppure un attimo del dannatissimo, insopportabile misunderstanding! Certo paura e dubbi Alys ne ha, ma appena di fronte al marito la sua mente razionale le fa capire tutto (santa, santa Stuart), non ci sono silenzi, fughe, equivoci che allungano il brodino.
Però do ragione ad alcune lettrici, il finale è misero e troppo breve, si risolve tutto in poche righe.
E poi, è vero che l'amore è tutto, ma questi due dove vanno a finire???
Io la curiosità ce l'ho...

Cara la mia Ross, a me è piaciuto, tu avevi chiesto dei pareri e io, il mio, te l'ho dato.
Tanti cari saluti

Lullibi

 











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Occhio alle saghe: Maggio 2013



Passato Aprile dolce dormire, e’ tempo di svegliarsi  e pensare alla prova costume!
Eccovi come al solito una piccola panoramica sulle uscite del prossimo mese di maggio. Come ben sapete, evidenziamo le serie, sperando di darvi una mano  nella scelta dei titoli.
 Come sempre, comunque, e’ il vostro contributo che ci permette di completare la lista degli acquisti. Quindi siamo tutto orecchie, consigliateci: cosa compare il prossimo mese?

Dolce sacrificio di Anne Stuart

E anche questa volta ci sono cascata!
Come ho potuto dimenticare l'esperienza scorsa? Pero' proprio colpa mia non e', questo posso dirlo a mia discolpa. Infatti, durante l'incontro con gli editors alla scorsa edizione de La vie en Rose, sembrava che non si chiedesse altro che la Stuart. E questo mese, nella collana Emozioni Mondadori, la Stuart c'era! Un medioevale, nientemeno:il mio genere preferito!
Ma si, 6.00 euro,  si possono spendere per un'autrice che da anni viene richiesta a gran voce dalle lettrici italiane. Peccato che avevo dimenticato che con la Stuart mi ero gia' scontrata...Va beh!
Ora pero', la soddisfazione me la dovete dare voi, cari estimatrici della Stuart: parliamone!

Quello che mi sconvolge di questa autrice, e' che ha un incipit molto accattivante: sono rimasta letteralmente incollata alle prime paginee voi? 

Purtroppo, pero', si e' trattato solo delle prime pagine perche' poi mi ci sono voluti ben quattro giorni per finire di leggere il libro.
Le mie impressioni a caldo sono queste: 
una storia piatta, clichettata, dialoghi abbastanza stupidi e scontati, e con protagonisti buttati li, sommariamente delineati.
Anche se, a essere sincera un immagine mentale del mago protagonista sono riuscita a farmela, eccola qui: LINK
Se non avete ancora letto il libro, non aprite il link, potrebbe compromettere l'intera lettura.

Ma evidentemente c'e' qualcosa che mi sfugge di questa autrice,  una profondita' che la mia insensibilita' non riesce a percepire. Ecco perche', spero che qualcuna di voi abbia gia' letto il romanzo e ne abbia vogllia di discutere con me. 
Sono tutta orecchi: cosa avete da dire per salvare la Stuart e il suo Dolce Sacrificio?
Parliamone!

P.s.
Visto che la mia Malelingua non ha soddisfatto tutte, meno male!, eccovi anche il punto di vista di Lullibi: LINK

Juneross   
  

  







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