Susan Wiggs....



Vi presento la signora :Susan Wiggs!

Questa settimana questa brava autrice sara' ospite del blog di Elisa!

La Wiggs ha lasciato varie sorpresine per le lettrici italiane,tra cui una ricetta...
ma non vi dico di piu'...
Andiamo a conoscerla di persona ed a chiacchierare un po' con lei..
Siamo tutti ospiti di:Susan Wiggs.
cliccate qui!



E manco a farlo apposta,Concetta,ha letto da poco "Le onde del destino".

Questa la sua recensione:


Da grande amante del mare e dei fari,non potevo non innamorarmi
di questo bellissimo romanzo di Susan Wiggs che,credetemi,si legge tutto d' un fiato.


Trama

Territorio di Washinghton,1876

Jesse Morgan,rampollo di una ricca e agiata famiglia,
perde per fatalità e per leggerezza tutto ciò che di più caro ha al mondo:
la moglie e il figlio che lei porta in grembo.
Travolto dal dolore e dai sensi di colpa,si ritira in solitudine a guardia di un vecchio faro
che sovrasta l'alta scogliera di Cape Disappointment...
Rassegnato all'idea di una solitaria esistenza si dedica, per dodici lunghi anni,
anima e corpo al suo lavoro di guardiano del faro...
All'improvviso però, in un giorno come tanti altri dallo stesso mare che gli ha rubato la felicità
giunge inaspettato un dono.
Una donna,una sconosciuta dall'angelico volto vittima di un naufragio,
approda miracolosamente sulla lingua di sabbia ai piedi del faro.
La donna si chiama Mary Dare e, per una strana coincidenza,proprio come Jess,
ha alle spalle un passato tormentato e davanti a sé un futuro quanto mai incerto.
Per lei e per la creatura che porta in grembo.





Questo romanzo mi ha fatto profondamente riflettere sul concetto di fatalità...
Altro non siamo che delle piccole pedine in balia di un qualcosa di infinitamente grande
che governa il tutto e dispone a suo piacimento della nostra sorte.
Pensiamo un pò al nostro Jess...
E' incredibile come riesca a trasformarsi da solitario lupo di mare in amante
tenero e appassionato al tempo stesso.
Tutto ciò grazie a Mary approdata per puro caso a Cape Disappointment
e tratta in salvo proprio da quell'uomo solitario che è Jesse.
Un uomo circondato da una corazza inespugnabile, incapace di comprendere
la natura dei suoi veri sentimenti e ormai certo di non essere più in grado
di dare e ricevere amore.
Solo allorquando Jesse rischia di perdere per la seconda volta
la donna che ama ma alla quale non trova ancora il coraggio di palesarsi,
ecco che avviene il miracolo...
Finalmente riesce a dar voce alle parole nate nel suo cuore da tanto tempo
e che non era riuscito a soffocare.
Giunge così alla fine di un lungo viaggio,un viaggio che la sua anima ha impiegato
dodici anni a compiere...
"Mary" sussurra alla fine "Più bevo alla sorgente del nostro amore e più mi sento forte e sicuro."

Il mio voto è 8


Concetta

1 commento:

  1. E brava Concetta!
    Il romanzo promette bene e concordo con te che nella vita la fatalità è un cardine inestricabile e molto spesso insormontabile...

    RispondiElimina

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