Processo al Cavaliere d'Inverno!




ACCUSA : LLUCYA73

DIFESA : SILVIA



GIURIA : TUTTE!





Parola all'ACCUSA:





J’accuse “Il Cavaliere d’inverno” di
- non avermi fatto sognare,
- non avermi incantata,
- non avermi avvinta,
- non avermi fatto dimenticare la realtà della guerra.

“Il Cavaliere d’inverno”, un libro che ho letto solo perché ne parlavano le altre. MAI, passando davanti agli scaffali dei romance, quella copertina, quelle pagine, quella trama, MAI hanno sussurrato dolci richiami nei miei confronti.
Ma nonostante quel chiaro preavvertimento – nessuna ispirazione a leggere quel discreto mattoncino - ho sfidato il mio sesto senso (male!) e il mio intuito (malissimo!) e l’ho acquistato. (Il problema è che l’ho anche letto! ^^)

Dunque, iniziamo dai lati positivi: “Il Cavaliere d’inverno” è frutto di una ricerca storica minuziosissima, precisissima, e le descrizioni della guerra, della società della Russia del ventesimo secolo lasciano senza fiato. Un affresco che sconvolge e commuove.

Quello che NON MI toglie il fiato è la caratura dei protagonisti …non la loro storia, ma proprio il loro carattere! Mi sono trovata spesso a sbuffare leggendo le avventure di questo povero ragazzo, sfortunato fin che si vuole, per carità, e di questa ragazzina giovane e bella, ma strana assai… e devo dire che i loro caratteri mi facevano venire i nervi.
Proprio le loro personalità, perché la storia in realtà non è male per niente. Una storia d’amore nell’epopea di una guerra ingiusta come tutte le guerre. Che fa soffrire quel popolo come tutti i popoli.
Ma – ragazze – non è l’unica storia d’amore in tempi di guerra. Ce ne sono tante altre meglio riuscite (Via col vento su tutte, devo dire, ma potrei proseguire con Guerra e Pace o Il dott Zivago). Nelle quali si respira comunque la disperazione della guerra e della fame, ma anche l’amore a tutto tondo, quello che qui a me non è arrivato, toccando forse corde emotive diverse dalla mia.

Per me, insomma, leggendo questo libro non è scattato il click della magia (come invece era successo per Jamie e Claire di “Outlander”).
Mi spiego. La storia tra questi due personaggi non mi ha “portata via”.
Troppe volte mi sono trovata a dissentire dalle loro decisioni, dalle scelte di tempo, dai loro discorsi. A dissentire da eroi che non erano come li avrei voluti IO.
Alexander è imperfettamente riuscito. È una bozza del principe azzurro che avrei voluto. Infatti, si avvicina al MIO archetipo dell’eroe senza raggiungerlo, sempre per un soffio. Ma è quel soffio che fa la differenza e che mi disinnamora. Non è riuscito a farmi sognare di lui, nemmeno un po’. Troppo imperfettamente vicino al mio tipo d’eroe.

Shura l’ho percepito autoritario ma non autorevole, dominatore ma non dominante, appassionato ma non passionale.
Vicino a soddisfare le mie aspettative, mancandole per un soffio, un soffio che lo allontana tremendamente da me.

Anche se non lontano come sento Tatiana. Tatiana è lontanissima da me, dalla mia irrazionale e bruciante passionalità di donna mediterranea. È lontana dalla mia idea di amore goloso che ruba a piene mani, che afferra e stringe e prende, senza pensare né riflettere, senza anteporre nulla perché l’amore che mi commuove è quello egoista e miope e cattivo che desidera, si strugge, brama e afferra. E al diavolo il mondo.
Tatiana pensa quando dovrebbe agire, riflette quando dovrebbe infiammarsi, cavilla quando dovrebbe esplodere. Tatiana polemizza ma non attacca, accetta e non maledice, aspetta ma non spera.
Tatiana soffre per l’essere stata la figlia non voluta (questo ci viene detto quasi subito e ribadito spesso) per cui il suo desiderio di rendersi utile per diventare indispensabile viene prima di ogni cosa. Quando Alexander la ritrova nel villaggio di Lazarevo, ecco, lì mi aspetto una scena appassionata, invece i due non riescono a stare soli un attimo – disturbati dalle incombenze da “dama di compagnia” cui sottosta la ragazzina – ragazzina che mi fa una tenerezza materna e al contempo mi irrita tremendamente.
Tatiana la sento fredda come il vento dell’est che spazza la tundra siberiana. Il suo cuore parla una lingua diversa dalla mia. Le corde della sua anima suonano armonie che non conosco.

Io sono una grande fan di personaggi capricciosi, unici ed egocentrici come Rossella O’hara – per nominare un’eroina coi fiocchi – o anche Shanna – altra donna assolutamente irrazionale, egocentrica ed irresistibile.
E mi accorgo che in questo j’accuse sto nominando “Via col vento” molto spesso, quindi vi dirò perché.

In “Via col vento” c’è una scena che amo da sempre. La guerra incombe, Atlanta è in fiamme, una civiltà sta crollando, la gente muore per strada e Rossella… vuole tornare a casa. Semplice. Prende un uomo che si strugge per lei, che non ha onore né parola, ma la vuole più di ogni cosa al mondo e gli ordina “portami a casa”.
Rett ruba per lei, rischia la vita per lei, per quei suoi colpi di testa che la rendono unica e odiosa e amabilissima. E tra città in fiamme, campagne saccheggiate, su un vecchio carretto con un’amica/nemica (Melania) moribonda e gemente, sotto un cielo di stelle che brillano nonostante tutto, indifferenti a tutto, Rett e Rossella sono protagonisti di una scena d’amore e di rancore che zittisce i cannoni, che spegne l’incendio, una guerra di anime che echeggia la guerra tra gli uomini ma che la zittisce per un interminabile attimo.
Lo so è soggettivo. Ma io di attimi interminabili tra i due eroi, attimi così potenti da prevalere sulla disperazione della guerra, ne “Il cavaliere d’inverno” non ne ho sentiti.

Lucetta





PAROLA ALLA DIFESA:

Per fare in fretta e bene, potrei prendere l’intero processo di Lucetta e ribaltarlo come un calzino privandolo di ogni accezione negativa.
Potrei iniziare difendendolo in quanto:
- mi ha fatto sognare,
- mi ha incantata,
- mi ha avvinta...

Ma è anche giusto motivare il tutto quindi ripartiamo dal principio.

Ho amato Il Cavaliere d’Inverno praticamente da subito perché da subito mi ha dato la percezione di trovarmi davanti a qualcosa di grande, raro e prezioso. Una storia d’amore che supera il male, la guerra, la morte, la fame, la disperazione, la paura, e si attacca a quel flebile sentimento ostacolato da tutto e da tutti, ma che ostinatamente tenta di vincere.

Alexander e Tatiana sono due personaggi diametralmente opposti, sono quello che sono, perché forgiati in quel modo dalla vita.

Tatiana è cresciuta in una famiglia patriarcale ed è edita a loro anima e cuore. Gli altri vengono sempre prima di lei, dei suoi bisogni, dei suoi stessi sogni. È giovane, ingenua, esasperatamente altruista e buona, tanto buona da risultare quasi “fessa” (concedetemi l’espressione poco felice), ma non potrebbe essere diversamente. Esiste per gli altri, a un gesto amorevole ricambia con altri cento e anche quando capisce di amare Alexander, fidanzato con la sorella Dasha, si mette in disparte, soffrendo in silenzio sul tetto della casa, mentre le bombe distruggono i suoi desideri mai realizzati.

Alexander è un soldato dell’Armata Rossa, con un segreto inconfessabile che potrebbe costare la vita a lui e a chiunque tenti di proteggerlo. È pieno di imperfezioni, spesso sfrontato, forse troppo sicuro di se’, ma è anche un insieme di forza, dolcezza e amore da lasciare disarmati. Inizialmente tante cose potrebbero non piacere. Ama in modo sbagliato, addirittura la persona sbagliata, ma resta il fatto che io quando leggo un romanzo non discuto quasi mai le scelte e i ragionamenti dei personaggi. Posso condividerli come no, l’importante e che siano consoni con la loro persona, che un’eroina con un certo carattere, dopo venti pagine non sfoggi un carattere opposto. Mi piace la coerenza, l’evoluzione logica dei sentimenti e la graduale maturazione psicologica dei personaggi.

E qui io ho trovato quello che volevo.
Un Alexander dispotico, autoritario, che ha sempre impugnato un fucile e amato una ragazza “tanto per” che si trova coinvolto da un sentimento così fragile da non riuscire sempre a maneggiarlo, timoroso di spezzarlo o infangarlo, ma sempre pronto a proteggerlo.
E ho trovato una Tatiana piccola, indifesa, dedita agli altri più che a se stessa, che poco alla volta impara a lottare anche per se stessa e per l’uomo che ama diventando padrona della sua vita e del suo cuore.
E soprattutto ho trovato l’amore. Quello altruista, disinteressato, speciale.
Alexander si toglie il pane dalla bocca, rincorre Tania tra le bombe, la salva dalle macerie, conserva il suo vestito bianco con le rose rosse nel fondo logoro del suo malconcio zaino e le regala un futuro mettendo nelle sue mani tutta la sua esistenza, quello che era, è e forse mai sarà.

A sua volta Tatiana lo salva dal freddo abbraccio della morte, le dà il suo stesso sangue, lo ama sempre e comunque, da lontano e vicino, anima e corpo.
Amano e sono disposti a pagare con la vita il loro sentimento, tutto, per la felicità dell’altro.

Leggendo Il Cavaliere d’Inverno si viene catapultati in una realtà agghiacciante, quella della guerra, minuziosamente descritta, presente e opprimente figura che incombe su un popolo messo ormai in ginocchio, che non ha più nulla a cui aggrapparsi. Ed è proprio l’amore l’unica ancora di salvezza in un mare di desolazione. Quell’amore che Alexander grida a una Tatiana priva di forze e quasi morente instillandole la vita e la forza.

Ormai chi mi conosce sa quanto io ami questo romanzo che mi sono permessa di definire con l’eco. Un eco molto lungo, in quanto dopo anni dalla prima lettura, mi basta aprirlo, leggere poche righe e rivivere il turbinio di emozioni che ben poche autrici mi hanno suscitato.
Ci sono intere frasi memorabili, da cui trabocca un messaggio sì di amore, ma soprattutto di speranza e quindi chiudo in bellezza!
“ C'è un momento, nell'eternità, che precede la scoperta delle reciproche verità. Quel semplice momento è quello che ci spinge a vivere, quello in cui ci sentiamo sull'orlo del futuro, sull'abisso dei sentimenti proibiti, prima di sapere con certezza che abbiamo amato.
Prima di sapere con certezza che abbiamo amato per sempre”

SILVIA





Parola alla giuria!



14 commenti:

  1. ç_ç Silvia...grazie. Davvero, non avrei saputo fare una difesa migliore di questa. Hai scritto quello che mi sarebbe piaciuto scrivere...ma che non riesco mai quando penso al Cavaliere. Troppe emozioni intese tutte assieme, implodo e non riesco a fare altro che galleggiare sopra le teste di Tatia e Shura...

    I punti dell'accusa non sono campati per aria...li posso anche capire, ma non li condivido.

    Nemmeno io 'sento' Tatia, ma per me il bello è stato proprio questo: non avrei mai lasciato che Dasha mi portasse via Shura MAI ma lei è così...ed il fatto che per me sia incomprensibile aumenta tantissimo l'angoscia mentre leggo quelle scene...è come se non immedesimandomi in lei senta mille volte di più, viva mille volte di più quelle emozioni che avrei provato se Tatia fosse stata più vicina a me.

    E' assurdo, lo so, ma è così. Non è detto che per appassionarsi ad una storia e ai suoi personaggi si debba per forza ritrovare qualcosa di nostro in loro.

    ^__^ Non mi pronuncio su Alexander...

    Seguirò questo processo con mooooooolta attenzione ^_*

    Miraphora

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  2. Brava Silvia! Brava, brava, brava! Quoto tutto! ^__^
    Questo romanzo ti emozione, avvince, i suoi protagonisti li ami e ti preoccupi per loro! Hai ragione, in un buon romanzo c'è bisogno di una evoluzione coerente dei sentimenti, anche se il lettore non ci si ritrova ma può capire e comprenderli e, ovviamenti, amarli!
    Complimenti anche a Lucetta, ottima accusa ma non condivido!
    Grazie!
    Sara

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  3. Silvia, ottima difesa!!! Io adoro il cavaliere e le tue parole rispecchiano i miei stessi sentimenti. Non ho mai letto un libro che mi facesse emozonare come questo, gioire e soffrire. Soffrire sia per il loro amore difficile che per la realtà della guerra che l'autrice descrive in maniera superba, con parole che riscono a farne comprendere la drammacità. Anzi l'autrice è talmente brava che mentre leggi soffri per tutte quelle persone che sono morte in guerra e non solo per la tragica fine dei personaggi letti sul libro e questo, insieme alla forza dei sentimenti veri che legano i due protagonisti, ha reso ai miei occhi questo libro indimentiabile.
    ^_^

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  4. Posso aggiungere poco a quello che voi avete già sottolineato di questo libro, che IO ADORO ^__^
    Posso parlarvi solo delle emozioni sconvolgenti che mi hanno rubato l'anima mentre leggevo e mi appassionavo a questi due perfetti-imperfetti eroi...
    L'unica nota per me negativa, ma che non sposta neanche di una virgola il mio pensiero e che avrei tolto qualche pagina alla luna di miele... troppo calcata in alcuni punti...

    SHURA LO ADORO ^__^

    p.s. Lucya, mi hermana astral, secondo me se avessi letto questo libro senza troppi entusiastici commenti lo avresti apprezzato di più! e un altra cosa... I hate Rosella... ^__^

    Monica (jem)

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  5. Ciao ragazze, io non ho mai letto Il cavaliere d'inverno e francamente non credo che mai lo leggerò. Da quel poco che avevo sentito dire del libro prima di leggere i commenti di Lucia e Silvia avrei scommesso che sarei stata dalla parte dell'accusa, invece ora mi devo ricredere, infatti se c'è una cosa che odio sono le eroine capricciose, preferisco quelle che riescono a riflettere prima d'agire, quelle che non pensano solo a se stesse, per dirla semplicemente odio Rossalla!!. Purtroppo l'ambientazione del libro non mi attira per nulla, odio la Russia e odio la guerra, e quindi mi accontenterò di leggere i vostri commenti. Emma

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  6. Premettendo che “Il cavaliere di inverno”è un libro che non adoro,perché mi ha straziato.
    Per me non è un romanzo rosa,come non lo è “Via col vento”,un romanzo rosa ci lascia col sorriso,a volte con un po’ di nervoso,o,delusione….ma non ci lascia in lacrime.
    Tatiana e Alexander,non sono reali,ma avrebbero potuto esserlo,la loro storia non è esistita ,ma sono esistite tante storie simili alla loro.
    In “Via col vento”il momento più toccante è quando Rossella giura d’avanti a Dio di non soffrire più la fame,la protagonista è lei,e basta,l’amore nella sua vita è Tara,non Ashely e né Rhett.
    Mentre nel”Cavaliere d’inverno” il vero protagonista è l’Amore sopra ogni cosa .
    Riporto 2 frasi:”sii certa che quello che ho sentito per te non è stato invano”;”Troverai un modo per vivere senza me.Troverai un modo per vivere la vita d’entrambi”.
    Tania e Shura come Paolo e Francesca,Tristano e Isotta…non si adorano perché ci hanno reso molto partecipi delle loro sofferenze,gioie e dolori tanto,troppo reali.
    Anche se non “amo”questo libro,lo DIFENDO,accarezza brutalmente l’anima,ma comunque la tocca.

    Germana

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  7. Innanzitutto complimenti per le argomentazioni, anche se di certo il mio completo appoggio va a Silvia e ai suoi pensieri.
    Brava! Sei riuscita a dire in poco tempo tutto quello che sento...
    Io trovo sinceramente incomprensibile che non ci si innamori della storia, dei personaggi...ma non condanno di certo!
    Sia Tatia che Shura sono entrati nel mio "quotidiano" come figure reali che non riesco a scindere dall'eternità e dall'amore: ecco! Ho sempre pensato che l'amore, quello con la A maiuscola sia indefinibile, ma dopo avere letto questo romanzo ho sentito che c'è che può essere spiegato, ma non attraverso le parole, le scene mozzafiato, ma semplicemente attraverso gesti, sguardi, dimensioni...
    Alexander, il "mio" Shura è il vero principe azzurro, appunto perchè reale e meravigliosamente imperfetto...
    Per me tutto è incentrato sul vero amore: sia Shura che Tatia lo capiscono da subito, malgrado non riescano a gestirlo per una serie di motivi.
    Lui le dice (quasi subito)"Chiamami Shura..."
    E lei: "Chi ti chiama così?"
    Lui:"Nessuno..."
    Per me in queste quattro parole c'è l'essenza stessa del loro amore.
    E non dimenticherò mai cosa pensava Shura quando la va a trovare a Lazarevo: "fa che sia viva, anche se non mi ama più. Non posso vivere in un mondo dove lei non esiste...".
    Non so ragazze, io mi commuovo e mi emoziono anche adesso che sto solo ricordando...
    E' vero che Tatia non mi rispecchia, ma è anche vero che le sue emozioni sono lo stesso diventate le mie...Non dimenticherò mai il dolore quasi fisico che ho sentito quando lei crede sia morto...
    E poi Tatia è un personaggio che matura tantissimo durante la storia: vediamo una bambina che cresce e diventa donna che ama, che soffre, che lotta...
    Niente! Meglio non continuare...posso solo dire che questo per me è un vero capolavoro, un sogno nella realtà: insomma, ci fa rendere conto di quanto sia potente la forza dell'amore che riesce a vivere e nutrirsi anche durante una guerra dove tutto è morte e distruzione...
    Un romanzo da leggere, tenendo a bada non tanto le parole, ma quello che c'è scritto dentro le parole...

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  8. Complimenti a Silvia
    per la magistrale difesa!!!

    Nelle sue parole sono racchiusi i pensieri di tutte coloro che,come me(e...siamo in tante!) hanno apprezzato"Il cavaliere d'inverno"...

    Personalmente non ho dubbi nell'affermare che "Il cavaliere d'inverno"è il romanzo più bello letto fino ad oggi e,in quanto tale il mio DIK!


    Un forte abbraccio


    Concetta

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  9. @ Eleonora
    Eleonora, quando Alexander si incammina verso Lazarevo e pensa "fa che sia viva, anche se non mi ama più. Non posso vivere in un mondo dove lei non esiste..." il mio cuore è andato in frantumi per l'emozione... ci sono così tante scene, parole e pensieri che andrebbero ricordati e come succede a te, anche a me basta mettermi qui, a scrivere di Tania e Shura, che vengo travolta dai ricordi e dalla commozione.

    @Germana
    Hai letto il seguito del romanzo? Forse il Cavaliere strazia e lascia il lettore con l'anima spezzata, ma poi, come ogni romanzo rosa che si rispetti, l'happy end esiste!

    @Lucetta
    Hai presente la scena che descrivi dove Rossella è sul carretto con Melania? Beh io quelle emozioni che descrivi, dove non senti i boati dei cannoni e gli spari dei fucili l'ho vissuta con Tania e Dasha su un carretto e con un Alexander che mente a quest'ultima sapendo che non la rivedrà più. E sempre Dasha capisce che l'amore tra la sorella e Shura è qualcosa che lei non ha mai nemmeno accarezzato.
    Cmq i gusti non si discutono e le tue opinioni le motivi sempre in modo molto convincente.
    E in ogni caso Jamie ci accomunerà sempre!

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  10. Splendide arringhe da entrambe le parti,ragazze,è stato un piacere leggerele! Non saprei davvero chi scegliere, anche perchè certi rierimenti possono essere percepiti solo se si è letto il romanzo. Di una cose però mi avete convita: è ora che lo legga questo 'Cavaliere d'Inverno', visto che giace da tempo intonso e un po' dimenticato sugli scaffali della mia libreria...così poi potrò sapere sul serio a chi dare ragione!
    Baci
    Francy

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  11. @silvialeggiamo:Non ho letto il seguito,anche se mi sono informata sulle vicende descritte,avevo paura di soffrire per qualcosa,cmq,adesso che sono "cresciuta"ho intezione di leggerlo presto.

    Germana

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  12. ciao a tutte le giurate!
    Sapevo dall'inizio che fare l'accusa de "Il cavaliere d'inverno" sarebbe stata un'impresa improba!
    Libro amatissimo = rischio altissimo di essere "sbranata" dalle fan irriducibili!
    Ma lucetta non ce la fa a tenere il becco chiuso e ama provocare e difendere le proprie idee... quindi eccomi qui a fare l'accusa contro un DIK amatissimo.
    Comunque, pur rimanendo fissa nelle mie idee, sono d'accordo con la mia hermanita monicajem su una cosa: il fatto che fosse così incensato non gli ha certo fatto bene, a quel mattoncino lì, nella mia personale valutazione!
    ^^
    Apprezzo tutti i pareri di tutte le giurate, anche di quelle che mi son "venute contro", perchè avete letto quello che ho scritto con attenzione e avete ribattuto con il cuore, così come con io ho "accusato" con il cuore.
    ^__^

    Essendo avvocato nella vita, poi, un processo che finisce conla vittoria alla difesa non può che farmi piacere!!
    baci a tutte
    lucetta

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  13. Ragazze questa idea del processo al romanzo è fantastica!!
    Ho letto con attenzione sia l'accusa che la difesa, ovviamente sono di parte e mi schiero totalmente con la difesa!!
    Questo libro l'ho letto con il cuore, l'ho amato fin da subito, rapita dalla storia, dall'ambientazione e dai personaggi . A differenza dall'accusa ritengo che era molto bello quando Tania o Shura si comportavano in modo completamente diverso da come io lettrice innamorata dei personaggi speravo e volevo, perché così il libro mi faceva arrabbiare, soffrire e provare tutta una serie di emozioni indescrivibili. Non mi ha mai deluso neanche nel finale, anzi Paullina fino alla fine non ci ha dato tregua..ma ci ha lasciato con una speranza che ha trovato compimento poi nel seguito.
    Questo è il romanzo più bello che io finora ho letto, l'emozione che solo il ricordo dei protagonisti mi fa provare mi riempe il cuore di gioia e speranza.
    E' difficile molte volte descrivere cosa mi ha fatto provare, ma quello che è certo è che anche se la storia è inventata io continuo a vedere i protagonisti dentro di me, Tania e Shura non mi abbandoneranno mai!!!

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  14. Io sn di Parte, adoro questo libro..... ;) i gusti sono gusti.... Ma il Cavaliere ti cambia la vita.... Almeno a molta gente ke ho sentito lo ha fatto..... Alexander avrà i suoi difetti, ma è PERFETTO cmq.... Tania, magari avere il suo coraggio... La sua forza d' animo....

    RispondiElimina

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