Facciamo un gioco - 2^ parte.

Ciao belle fanciulle!
Rieccoci qui per proseguire la nostra “avventura” sul romanzo del blog!

Due settimane fa vi abbiamo posto la prima domanda:
“1- Cominciamo dall’ambiente… Che scenario immaginate per il primo incontro tra il nostro eroe e la nostra eroina? Descrivete.”
Ecco il post e i vostri bellissimi commenti!
E devo dire che molte di voi si sono aggregate, lasciando risposte ricche e articolate. Brave! Ho sempre sospettato che dentro di noi si celassero delle vere romanticone!

Come vi abbiamo già spiegato, seguiremo un “percorso” con diverse domande che rappresentano un po’ i punti centrali delle storie d’amore che amiamo tanto leggere.
Alla fine, dopo aver risposto alle 5 domande centrali, sorteggeremo i commenti da ogni post, formando un romanzo, forse un po’ “disordinato” ma sicuramente allegro e ricco perché pieno dei nostri pensieri e delle nostre idee...e chissà se alla fine ci sarà qualche sorpresina per tutte noi! (Impegnatevi nelle risposte mi raccomando!)

La domanda di questa settimana è quella sulla quale (almeno io) fantastico di più!!!

2- Il nostro eroe di turno com’è fisicamente? Chi è? Quali sono le sue abitudini?

E allora ragazze: sbizzarriamoci!

Se avete gia' iniziato la vostra storia nel post precedente, continuate a narrarla ed a svilupparla con questa nuova domanda che vi abbiamo proposto. Insomma , create il vostro romanzo !

Partecipate tutte (chi non ha partecipato la scorsa volta, clicchi qui e rimedi subito!)…

Più siamo e più ci divertiamo e vi ricordo che non è un saggio di bravura, ma un modo per divertirci tutte insieme!
Buon divertimento!






Ele

25 commenti:

  1. ...celato tra le ombre Nicholas Edward Morant,Duca di Bellefronte cercava un attimo di pace dalla ressa nella sala da ballo.
    Chissà magari avrebbe fatto un incontro piacevole per dare la giusta svolta a una serata che si stava dimostrando decisamente noiosa...
    Per un libertino come lui, era veramente stancante e poco proficuo guardare tante deliziose piccole fanciulle senza neppure poterle sfiorare...
    La sua fama non era immeritata:tutti lo chiamavano il Duca nero se per la sua anima o per il suo aspetto non lo aveva ancora capito.
    Effettivamente, Nicholas è un uomo alto con un fisico prestante, e con dei capelli neri come la notte. Ciò che rende Nicholas veramente magnetico è il suo sguardo che intimidisce e mette a disagio come se fosse in grado di guardare dentro: i suoi occhi blu erano una delle attrazioni principali per le donne di tutte le età...

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  2. Ciao a tutte!!!! Bè..... che dire ... il lui x me è rigorosamente (salvo qualche eccezione... Stefan) moro, alto...moooolto alto e con due profondi occhi blu (che con uno sguardo già capisce al volo ciò che la donna desidera). Forte di carattere che sa come ottenere ciò che vuole. Ricco come creso, ma non un conte... magari un americano che si trasferisce in inghilterra... che si è costruito un'attività dal nulla... un vero uomo alpha insomma...tipo gli eroi di lisa kleypas!!!! Ma soprattutto un uomo che sa come far ridere una donna. (mò voglio troppo?) Ciao, Lidia

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  3. Bella McIntyre sollevò con cura le gonne sulle caviglie.
    Oh, tutto quel fango le avrebbe rovinato i preziosi stivaletti di capretto, ma era decisa a dimostrare di sapersela cavare da sola.
    Alzò il volto, sfrontata, e guardò dall’altra parte del ruscello.
    LUI era lì, le braccia incrociate sull’ampio petto, un sorriso ammiccante che si rifletteva nei luminosi occhi verdi, il volto abbronzato, i capelli corvini scompigliati sul collo.
    Roy Allistar come ti odio! Gridò tra sé, mentre protendeva la gamba e affondava nel fango.
    Una risata scrosciante, gutturale, la costrinse a sollevare lo sguardo e quella distrazione le fu fatale. Perse l’equilibrio, scivolò e cadde di schianto tra la melma. I suoi occhi si inondarono di lacrime alla vista del fango che imbrattava il suo bel vestito di raso pesante e i candidi mutandoni.
    Con un colpo deciso si scostò una ciocca di capelli dal viso, mentre una luce di sfida le accendeva lo sguardo dorato. Fu a quel punto che lo vide: Roy aveva attraversato il rivo d'acqua e le stava tedendo il braccio «Fate pure con comodo, Milady….volete che vi aiuti a rimettere il cappellino?»
    Roy, il giocatore d’azzardo, il contrabbandiere più ricercato di Inverness, si protese in un inchino beffardo.

    Eli

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  4. Stava ritto sul cassero di prua, il vento che gli sferzava il volto, il mantello nero ondeggiante alla stregua di ali tenebrose. Osservava con un ghigno quelle pantomime di uomini in uniforme che sull'altro veliero si agitavano come tante formiche. Inglesi, pensò, e sputò per terra a confermare l'astio che covava per quel popolo predone che accumulava una terra dopo l'altra senza mai saziarsi e senza mai perdere una notte di sonno verso gli indigeni che derubavano. Li odiava, con estremo ardore, perchè a lui non avevano preso la terra, no, quella no, ma ben di peggio. Lo avevano privato della voglia di vivere, di un padre e di una madre, uccisi da corsari inglesi al soldo della regina. Da allora la sua vita era divenuta un fiume in piena, un fiume rosso di sangue, ove morte, distruzione e vendetta erano le uniche sue fedeli compagne. Lo chiamavano Lo Spettro dei Caraibi, un pirata crudele come pochi, che doveva il suo nome alla pelle bruna, ai capelli color giaietto ma soprattutto al nero infernale dei suoi occhi allungati, retaggio della madre orientale, uno dei quali rigato in verticale da una profonda cicatrice che ne aveva compromesso la vista. Gliene rimaneva uno, e ne avrebbe usato lo sguardo acuto per vendicarsi dell'uomo che anni prima gli aveva portato via l'altro, che lo aveva privato della felicità e della famiglia...l'unico responsabile per l'essere crudele in cui si era trasformato.
    Si toccò la cicatrice mentre i suoi uomini ancoravano con i rampini la nave inglese, scese quindi dal cassero con un balzo e diede fiato all'odio che lo dilaniava
    "all'arrembaggio" urlò ed il pontile si tinse di rubino...

    ok basta mi fermo ihih!!
    bacioni a tutte
    Angy

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  5. ..............dopo un pò si fermò per prendere fiato.
    Chiuse gli occhi e si passò le mani fra i capelli fradici.
    Gli piaceva l'odore della pioggia, era una di quelle poche cose che ancora lo facevano sentire vivo, che lo convincevano che quel freddo che gli
    artigliava il cuore non era la morte.
    Ma cosa era diventato?
    Un tempo era stato il primogenito di un duca, un uomo rispettato e riverito per il suo lignaggio e per se stesso.
    Adesso era un insieme di carne, sangue e ossa.
    Un insieme informe e perverso.
    Adesso era un ombra.
    L'Ombra del Diavolo................

    Sempre più goticamente
    Lilli

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  6. Era arrivato con il rombo del tuono.
    Biondo come un angelo, tenebroso come un demonio.
    Si chiamava Aidan, e la sua spada, Tamir, la sua compagna più fedele, era una lama assetata di sangue così come lo era lui.
    I suoi occhi di ghiaccio osservarono le rune sopra incise e la sua mano ne sfiorò il gelido acciaio.
    Insieme ancora una volta, nella tempesta, nel furore della conquista.
    Lui era Aidan, figlio delle terre del Nord, il Vichingo, il Berseker venuto per uccidere.

    Eli

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  7. Gwen si chiese cosa ci faceva in quella carrozza che correva nella notte buia verso il "Castello maledetto", come veniva chiamato da tutti gli abitanti di quel piccolo paese della Cornovaglia.
    Improvvisamente la carrozza si fermò...era arrivata alla sua meta.
    Cercando di sistemarsi alla meglio. premette le mani sul petto, come a voler fermare il battito furioso del suo cuore.
    Prima che avesse il tempo di muoversi venne aperta la porta della carrozza dal vetturino, impaziente di andarsene da quel luogo cupo, che metteva i brividi.
    Gwen non fece in tempo a scendere che comparve all'improvviso, come materializzatosi dal nulla, l'uomo piu' incredibile che avesse mai visto.
    Notevolmente alto, con i capelli corvini che gli sfioravano appena le spalle, gli occhi di un blu cupo e un sorriso appena accennato su due labbra incredibilmente sensuali....

    Silvana

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  8. Lui era li, fermo, immobile, con alle spalle i suoi guerrieri. Coperto di sangue osservava la vendetta di Riccardo Plantageneto. Gli abitanti di Acri avevano osato resistere e il re d'Inghilterra, per vendetta, aveva fatto giustiziare migliaia di uomini, donne e bambini. I cadaveri accatastati emanavano un fetore insopportbile che riempiva il naso e ottenebrava il cervello. Il corpo del Lord era spossato, si tolse l'elmo, e i suoi capelli neri erano fradici di sudore. Gli occhi, di un verde brillante come la terra da dove proveniva trattenevano a stento le lacrime. Era un uomo alto piu' di un metro e novanta, possente, determinato, e aveva l'assoluto rispetto dei suoi guerrieri. Ma in quel momento davanti al quel macabro spettacolo, si sentiva piccolo, impotente. Maledi' Riccardo, e inginocchiandosi, maledi' anche se stesso. Il resto alla prossima puntata. Ciao a tutte e un caro saluto a Ross. Anna

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  9. Bene, brave
    io non ho le vostre capacità narrative per cui sarò breve, scrivete per me di un HIGHLANDER, lo so, sono una razza in estinzione, ma li adoro, forse xchè così lontani dalla realtà. Domanda sono mai esistiti?
    Ciao Daniela

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  10. Ragasseeeeeeeee sono basita.Abbiamo un blog di scrittrici........Dunque io sono come Daniela non ho capacita' narrative e quindi vi dico alto moro occhi verdi o azzurri.....tipo Douglas Sherbrooke per intenderci.
    Baciotti a tutte
    Lara

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  11. Quando lei entrò portando con se, all'interno della locanda, neve e gelo non si accorse di lui...egli infatti era seduto da solo con il suo boccale ad uno dei tavoli d'angolo in fondo alla stanza, quelli dove nemmeno la luce delle candele osava posarsi. Lei si incamminò e si accomodò all'ultimo sgabello del bancone e da quella postazione finalmente lo vide, un lieve riflesso lo illuminava in maniera misteriosa, giocando con i suoi lineamenti decisi. Aveva un bel viso, ben modellato, il naso era dritto e non troppo lungo, perfetto. Le labbra erano piene e avevano una piega insolente che lasciava intuire la sua indole ribelle e indomabile, gli occhi erano di una strana sfumatura di nocciola che con le candele diventavano arancioni come il fuoco. Si alzò e lei notò i capelli corti castani, folti e spettinati, il suo fisico era slanciato e scattante, muscoloso ma non spropositato, sarà stato alto all'incirca un metro e 85....il cuoio gli donava molto ed aderiva perfettamente alla sua figura. Era armato fino ai denti. Quando si fermò vicino a lei per prendere ancora da bere le lanciò uno sguardo veloce e lei si accorse che aveva due cicatrici in volto, una sul labbro e una vicino al sopracciglio sinistro, rimase incantata...lui invece rimase più incantato dalla sua bevanda visto che subito dopo aver ottenuto ciò che voleva girò sui tacchi e tornò dritto al suo posto senza degnarla di un'occhiata di più e silenzioso come un'ombra nella notte...un ranger...un pericolosissimo ranger, colui che sapeva seguire tracce invisibili ai più, che sapeva essere un fantasma nei boschi, che camminava sulle foglie secche senza emettere il minimo rumore....colui che poteva arrivarti alle spalle e ucciderti prima che tu fossi in grado di capire che quello che stavi emettendo era il tuo ultimo fiato.

    *Morwen*

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  12. Valerian osservava stupito quella straordinaria fanciulla intenzionata a salvarlo a tutti costi. Anche se significava mettersi contro la sua stessa famiglia. I suoi occhi azzurro ghiaccio seguivano i movimenti veloci di lei, mentre crakkava i dispositivi di sicurezza di quel bunker. Era già riuscita a farlo uscire da quella gabbia velenosa ma la libertà era ancora lontana. Allontanò con la mano una ciocca dal viso. Aveva perso il laccio di cuoio che li teneva in ordine ed ora i suoi lunghi capelli neri come la notte, erano un ammasso di riccioli ribelli. Doveva decidersi a tagliarli, pensò Valerian seccamente. Si avvicinò alla ragazza facendole ombra con la sua massa imponente, era alto quasi du metri, di muscoli imponenti. Lei si voltò e gli sorrise coraggiosamente. Lo avrebbe salvato ad ogni costo. Lui poteva solo cercare d'impedire che si facesse uccidere nel tentativo.
    Sabrina sapeva benissimo a chi stava sorridendo ma sembrava che la cosa non le importasse. Ancora una volta, Valerian, rimase senza parole davanti alla generosità e nobiltà che albergava in quella fragile umana, che doveva essere sua nemica ed invece inaspettatamente si era rivelata una sua alleata.
    Era così giovane. Solo diciassette anni. Valerian era deciso ad attendere anche l'eternità ma Sabrina ormai gli apparteneva.

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    Speriamo che questa volta vada bene!!

    Lady Akasha aka Lady Ariel

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  13. Karl Nicholas Lengwood conte di Karlstone osservava il suo riflesso nel grande specchio della sua camera, facendo indolentemente roteare un brandy nel bicchiere. Si squadrò con occhio critico come non faceva da tantissimo tempo.
    Sembrava fossero trascorsi secoli dall'ultima volta che si era guardato per quello che era esteriormente.
    La sua bocca si increspò in un sorriso beffardo.
    Non sembravano secoli.... lo erano!
    I capelli neri lucenti gli incorniciavano un volto duro e tormentato, gli occhi verdi scintillanti contrastavano con la sua asprezza e l'incarnato del suo viso completava la sua sinistra immagine.
    Maledetto pallore, maledette occhiaie, maledetta fame!
    Scagliò con rabbia il bicchiere contro lo specchio frantumandolo in mille pezzi.
    Mentre le schegge si mescolavano al liquido ambrato e al suo sangue pensò che meritava di soffrire.
    Lui era un mostro, un vampiro, anzi peggio... lui era il MALEDETTO.

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  14. Lui:moro con occhi ghiaccio...vestito da tulipano nero(era il ballo in maschera).

    Germa

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  15. Non poteva credere ai suoi occhi! Aveva appena visto un adorabile fondoschiena e due gambe snelle e veloci camminare sul tetto per poi saltare dentro a un lucernaio.
    Malcolm Hunt, nono conte di Herefordshire, rimase affascinato da tanta agilità. Che diavolo ci faceva una fanciulla sul tetto dei Russell?
    I suoi occhi, verde brillante, si posarono di nuovo su quelle tegole ma lei non c'era più. Le sue labbra, sottili ma sensuali, si allargarono in un sorriso ironico. Chissà se stava cercando quello che cercava lui... tutto poteva essere! Si passò una mano tra i morbidi capelli neri per sistemare la piccola coda che li raccoglieva, poi si voltò verso la casa e guardò le alte finestre illuminate. Velocemente si nascose dietro un albero e si avvolse nel lungo mantello di lana blu. Maledizione! Quella notte era scesa la nebbia e faceva un freddo come non aveva mai sentito in vita sua. Eppure aveva un fisico d'acciaio: alto, corporatura muscolosa, ogni fibra del suo essere emanava forza e, al tempo stesso, agilità. Era abituato a stare in condizioni climatiche peggiori ma ormai era lì fuori da più di due ore. Doveva entrare e trovare l'oggetto misterioso.
    Non sarebbe stata un'impresa facile perchè la sua fama di libertino e di scavezzacollo, gli aveva vietato l'ingresso a molti ricevimenti, nonostante il suo titolo nobiliare. Poco importava, una soluzione l'avrebbe trovata sicuramente. Non era mai stato tipo da arrendersi, anzi lottava fino ad ottenere quello che desiderava, a qualsiasi prezzo.
    Diede una rapida occhiata in giro poi, a passo svelto, sparì dietro la casa.

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  16. Il mio lui ideale è biondo o al massimo castano con striature dorate, occhi blu o turchesi con sguardo assassino.Alto spalle ampie, prestante,elegante.
    Cosa fà? La mattina dopo la lettura dei giornali si occupa dei suoi affari delegando il suo segretario per le incombenze più noiose. Poi va a pranzo in uno dei suoi clubs dove incontra gli amici. Nel pomeriggio una passeggiata al parco a cavallo, qualche visita, ma non sempre.Ci metterei anche un po' di palestra per tenersi in forma. Per la sera c'è sempre un invito mondano e per la notte.... lo lascerei "fare pratica" con chi vuole lui.... questo sempre e solo prima di ... CONOSCERE ME!
    Baci Marianna

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  17. Ragazzeeee ma siete bravissime.... Il mio lui (che ho lasciato fuori dalla finestra in una notte tempestosa) ha circa 32/33 anni, esteticamente ha i capelli mori che gli si allungano sul collo e con un ciuffo ribelle che non sta mai a posto, ha gli occhi scuri e uno sguardo intelligente e profondo. E' alto ma non troppo, si muove agile come un gatto. E' un nobile per nascita ma non un dandy o un libertino. Ha proprietà terriere ed è molto amato dai suoi dipendenti. E' orgoglioso e intransigente, testardo come un mulo ma con prospettiva di miglioramento (per fortuna!). E' molto protettivo con chi ama e proprio per questo si fida di una menzogna grave riferitagli dalla sua sorellina(che invece pensa solo al proprio tornaconto) di cui è il tutore visto che i loro genitori sono morti e sta per fare un torto alla mia eroina......
    Bacioni a tutte. Erica

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  18. Ragazzeeee ma siete bravissime.... Il mio lui (che ho lasciato fuori dalla finestra in una notte tempestosa) ha circa 32/33 anni, esteticamente ha i capelli mori che gli si allungano sul collo e con un ciuffo ribelle che non sta mai a posto, ha gli occhi scuri e uno sguardo intelligente e profondo. E' alto ma non troppo, si muove agile come un gatto. E' un nobile per nascita ma non un dandy o un libertino. Ha proprietà terriere ed è molto amato dai suoi dipendenti. E' orgoglioso e intransigente, testardo come un mulo ma con prospettiva di miglioramento (per fortuna!). E' molto protettivo con chi ama e proprio per questo si fida di una menzogna grave riferitagli dalla sua sorellina(che invece pensa solo al proprio tornaconto) di cui è il tutore visto che i loro genitori sono morti e sta per fare un torto alla mia eroina......
    Bacioni a tutte. Erica

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  19. Scusate... nella foga ho cliccato due volte.... Ciao ancora. Erica

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  20. Il mio protagonista è Lancelot (Lance, per gli amici) Gray, conte di Stockdale.

    Ha una quarantina d'anni, vedovo con due bambini (Percival e Tristram) di quattro e sette anni.

    Lance è alto, massiccio, scuro di capelli e ha lunghi, sottili occhi grigi, mani da pianista e folte sopracciglia su un naso dritto e bocca dal sorriso crudele. La sua voce è grave e profonda, il suo umorismo spietato.

    E' severo, impaziente, ironico, molto colto e testardo. L'eredità della vecchia zia gli serve per rimettere a nuovo il castello dove vive con i suoi figli, ancora sconvolti dalla morte della madre.

    Gli servirebbe un'istitutrice per quei due teneri monelli, ma Lance non sopporta sciocche ochette per casa, nè tanto meno vecchie befane.

    Eppure, deve fare qualcosa per migliorare la vita dei suoi figli, pensa, bevendo cognac davanti al camino dello studio e osservando i figli che - pur di non stare soli - dormono coricati sul tappeto, le testoline sulla schiena del vecchio cane da caccia.

    Gli servirebbero risate per i figli, e affetto, e coccole e favole e qualcuno che rimboccasse loro le coperte..

    per loro, beninteso, perchè Lance Stockdale non ha bisogno di nessuno e la solitudine per lui è un privilegio... o almeno così crede.

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  21. Il barbaro la raggiunse in pochi istanti e le tagliò la strada, gli zoccoli dello stallone si sollevarono a un soffio dal viso della schiava. L'uomo venne illuminato da un lampo: i capelli neri ondeggiarono furiosi intorno al suo viso, gli occhi si accessero di un bagliore d'argento mentre un ghigno si disegnava sulle sue labbra perfette. Si piegò appena e in un unico, fluido movimento attirò a sè la fuggiasca, bloccandola dinanzi a sè. Il braccio possente la cinse in una morsa d'acciaio togliendole il fiato, le sue cosce muscolose vibrarono sotto di lei mentre il cavallo riprendeva la sua corsa indemoniata. Era un gigante seminudo, una forza della natura emersa dalla terra, un incubo divenuto realtà. "Lasciatemi" gridò la donna "Animale, barbaro, demonio". Lasciò che si dibattesse inutilmente e, poi, con noncuranza rispose... "Esatto. Conan Mc Cain, il diavolo delle Highlander". Mentre gli occhi le si riempivano di lacrime di rabbia e frustazione, Elyanna si chiese perchè avesse un odore così buono. Il diavolo non dovrebbe puzzare di zolfo? La bassa risata di Conan rieccheggiò nelle sue orecchie facendole battere il cuore.

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  22. c'era quasi, ancora poca strada e il cavaliere sarebbe stato al sicuro...ma, all'improvviso, scorse un gruppo di cavalieri che puntava proprio nella sua direzione.imprecò tra i denti e con uno scatto alle redini deviò improvvisamente la direzione ma il cavallo, colto di sorpresa s'impennò, disarcionandolo. "maledizione" disse mentre tentava di calmare il cavallo; doveva andarsene di li in fretta...li sentiva arrivare...ma il fato gli era contro, quel giorno, e improvvisamente si ritrovò circondato da una decina di cavalieri. "dove andate con tanta fretta?" si sentì chiedere da una voce tanto profonda quanto irriconoscibile. lanciò un'occhiata furtiva verso la voce e solo allora si accorse che lo stemma indossato dal suo cavallo non apparteneva a nessuno di sua conoscenza. quasi sospirò di sollievo mentre si assicurava che il cappuccio lo tenesse più possibile al riparo. "facevo solo esercitare il cavallo dei miei padroni" mentì con voce cupa " voi, piuttosto chi siete per attraversare queste terre senza consenso? " sentì lo sguardo dell'uomo fissarlo in modo strano e si affrettò a rimotare..doveva andarsene in fretta.. "sono lord de marr e sono atteso al castello " dunque, si disse, era lui che avrebbe sposato la sua sorellastra. non riuscì a impedirsi di guardarlo, anche se indossava la cotta di maglia si capiva che aveva un fisico possente, le sue coscie muscolose che cincevano i fianchi del cavallo emanando tanta virilità da farla rabbrividire. in fondo era una donna che sapeva riconoscere un vero uomo, o un nemico,quando ne vedeva uno. "allora ci rivedremo, milord" disse provocatoriamente,facendosi strada e fuggendo al galoppo, lasciando l'uomo perplesso.

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  23. il classico bel tenebroso, moro, occhi penetranti sicuro di se ... mi vien in mente il protagonista di Heather Graham Pozzessere - Promessa Avventata o Deborah Simmons - Il Cacciatore di Dote o I SEGRETI DEL CUORE di CAMP CANDACE ....

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  24. IO non sono brava nelle descrizioni mà posso usufruire di stiomoli visivi i protagonisti del mio romanzo avrano volti di persone note se fosse uno storico mi piacerebbe che il protagonista fosse il compianto Edoardo Palomo così com'era in Cuore selvaggio ,se fosse un contemporaneo "mi accontento"del bellissimo Cayetano Rivera Ordonez(guardate guardate...)baci atutte

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  25. scusate non avevo capito che doveva essere una descrizione sono la solita sbadata.
    provvedo sbito, certo non ho grandi dote letterarie come voi spero apprezzerete comunque ..
    Non era sua intenzione passare tutta la serata a casa della duchessa Barclay, ma non poteva certo sottrarsi agli obblighi,
    Soprattutto in quella città. Era appena arrivato e l'unico modo per raggiungere il suo scopo era infiltrarsi nel miglior modo.
    Sospirando, Luca Montoni, marchese di Canossa, fece il suo ingresso, seppur con un pò di ritardo, nella sala dei ricevimenti, scortato
    dal suo fidato amico Sebastian. Luca posò lo sguardo sulla sala, e studiò per qualche istante le persone alla ricerca
    della duchessa, quando ad un tratto il suo sguardo si posò su una figura solitaria. Una giovane donna in abito color melanzana fissava tutti con occhio critico.
    Che strana figura pensò, era graziosa niente di più, ma qualcosa nei suoi occhi lo attirò. La studiò per alcuni minuti,
    poi senza pensarci, si avviò nella sua direzione. Voleva conoscerla.

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