Rose ...Nostre!

Cosa fate di solito quando vi capita fra le mani un "Rosa" di una scrittrice Italiana? Spero che siate piu' sagge di me, perche' io solitamento prendo il libro e lo ripongo sullo scaffale! Ahime', sono la prima a cui e' dedicato questo post.

Partiamo dall'inizio.
Perche' ROSE... NOSTRE?
Come avrete notato, abbiamo dato possibilita' ad alcune autrici Italiane emergenti, di presentarsi e presentare i loro romanzi. Capirete bene che stando a contatto con queste scrittrici, si scopre un mondo che non si immagina nemmeno lontanamente.
Diventi partecipe di paure, incertezze, gioie e delusioni che ruotano tutte intorno ad un romanzo e la sua pubblicazione.
Il blog si sta allargando e quindi oltre alle "emergenti" si e' deciso di contattare anche le scrittrici Italiane piu' conosciute.
Detto fatto, armata di una bella faccia di bronzo ho contattato i nomi che mi sono venuti in mente ( ma se aveste dei suggerimenti, sono ben accetti!) :
Roberta Ciuffi
Mariangela Camocardi
Ornella Albanese.

La mia meraviglia e' stata quando, non solo queste scrittrici mi hanno risposto con entusiasmo, ma anche quando tutte mi hanno manifestato il loro dispiacere di non essere molto considerate e questo perche' sono Italiane!
Meno maleeeeeeeeee che non potevano vedermi mentre leggevo le loro e-mail e mi battevo il petto ripetendo: MEA CULPA , MEA CULPA..
Eh si! IO , e lo ammetto qui davanti a tutte...(tanto siamo tra noi,non lo sapra' nessuno) io sono la prima che quando legge un nome Italiano in copertina non da` nemmeno una chance al romanzo, non leggo nemmeno la trama per vedere se mi piace!
MEA CULPA, MEA CULPA.... speriamo che nessuna scrittrice Italiana passi di qui!

Vorrei ad ogni modo giustificare questa mia reticenza a leggere un "rosa nostrano".
Il problema principale e' sempre lo stesso: faccio fatica a leggere di personaggi che hanno nomi Italiani, che hanno vissuto le loro storie in posti che io conosco.
Purtroppo queste cose mi fanno rimanere con i piedi per terra, non mi danno modo di abbandonarmi completamente al romanzo , alla storia d'amore!
Esempio( tutto inventato di sana pianta ):
Flavio girava attorno alla casa della sua amata Antonietta. Nel frattempo cercava di scansare i bimbi a piedi nudi che chiedevono l'elemosina e che osavano arrivare fino li, davanti le case della Firenze per bene.
Questo e' cio' che fa il mio cervello in meno di due nano secondi.
Flavio: nome proprio di persona maschile- Se becco Flavio di nuovo intorno a mia figlia grande gli faccio la pelle, parola mia!
Antonietta- nome proprio di persona femminile- Sta` qui era la piu' brutta alle elementari con quella sua faccia equina, eppure e' stata la prima a sposarsi ed ancora si tiene il marito, brutto pure lui tra l'altro!
Firenze - bimbi che chiedono l'elemosina- Si apre un baratro, un buco nero nella mia immaginazione che inghiotte tutti i bei pensieri. Firenze e' cosi vicina a me e al mio mondo, le difficolta' mi sono cosi familiari...

Ad ogni modo, per par condicion, c'e' da dire che se una scrittrice straniera ambienta la sua storia in Italia, quasi mai leggo il romanzo.

E questa e' sempre stata Juneross, con i suoi limiti mentali e le fette di "bacon" sugli occhi, visto che il prosciutto di Parma era troppo Italiano.
Poi, ho letto per caso un romanzo di una scrittrice che pensavo fosse straniera. Mentre leggevo il romanzo "gustavo" il modo in cui era scritto, cosi vicino al mio modo di parlare italiano, con espressioni cosi familiari.
Avete presente quando dopo tanti giorni di dieta vi capita di mangiare un pezzettino di cioccolata? La sensazione divina che vi procura nemmeno fosse il piu' prezioso dei cibi? Ecco questo e' cio' che ho provato leggendo un romanzo scritto direttamente in Italiano!
Mi si e' aperto un mondo!
Ho pensato: protestiamo tanto per i tagli che falciano i rosa, ci lamentiamo quasi sempre della cattiva traduzione e poi? Evitiamo il romanzo made in Italy?
Giammai!

Ora, dopo avervi confessato il mio peccato, faccio ammenda!
Infatti sto dando alle scrittrici Italiane la stessa chance che do` di solito ad una scrittrice straniera che mi e' sconosciuta. Questo non vuol dire che amero' lo stile di tutte le scrittrici Italiane, badate bene, ma almeno avro' dei validi motivi se non le leggero' che non saranno : perche' e' Italiana!

E dopo questa filippica, facciamo una cosa carina tutte insieme?
Dovremo mandare le domande per le interviste alle tre scrittrici menzionate su. Perche' non lasciate anche voi le vostre domande? Anche curiosita' a livello personale ( ma non siate invadenti mi raccomando).
Pensate alla "gioia" di poter fare le domande in italiano ma, soprattutto, ricevere le risposte in una lingua comprensibile! Non immaginate nemmeno quanto sia difficile tradurre le interviste fatte alle straniere!
Cosa ne dite, mi aiutate?





Juneross

26 commenti:

  1. juneross hai colpito e centrato in pieno il problema sul perchè neppure io consideravo (e parlo al passato!!) le autrici italiane: i nomi,la scrittura o l'ambientazione di casa nostra ci fanno pensare a qualcosa di poco affascinante, ma da un po a questa parte grazie a TE sto cambiato opinione. saranno le interviste lette che le rendono più speciali perchè ci fanno conoscere i loro timori, le loro incertezze rendole più vicine a noi; o qualche paragrafo sui loro lavori di qua e qualche libro in regalo di la ( a proposito, ho letteralmente divorato e apprezzato la Conetti, e prima di trovarla qui non sapevo nemmeno chi fosse!!!)
    certo, non tutte hanno lo stesso stile, emozionano allo stesso modo ma mi sembra un bel punto di partenza per rivalutarle...

    passando alla domanda:cosa vorrei chiedere ad una delle tre autrici italiane? mi piacerebbe sapere da cosa partono per la stesura del loro romanzo, dai personaggi, dall'ambientazione o cos' altro...
    grazie mille per la loro disponibilità e a te, Ross, per la possibilità che ci dai per conoscerle meglio.

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  2. Ahimè, anch'io purtroppo faccio parte di quella schiatta di persone che vogliono allontanarsi almeno nella fantasia dalle ambientazioni di casa nostra. Certamente è illogico, lo ammetto, anche perchè gli altri popoli, per esempio gli americani, non hanno di queste "bizzarrie", considerando l'estremo successo delle autrici americane negli stessi States. Ma sto cercando di rimediare, anche perchè la nostra è una lingua fantastica e talmente piena di sfaccettature che spesso non incontra traduttori capaci di renderle giustizia dall'inglese.

    A proposito della domanda, ecco la mia:
    Avete trovato difficoltà a farvi pubblicare considerando la spietata concorrenza che al giorno d'oggi proviene dagli scrittori "d'oltre oceano"?

    Continuate tutte così, con la speranza che anche il made in Italy trionfi del successo che merita!!! Grazie a tutte ed anche a Ross che come sempre propone delle piacevolisse novità che ci permettono di esprimere la nostra e di entrare in contatto con tante autrici...

    Un bacione Angy

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  3. Cara Ross, non posso che essre felice per l'iniziativa. Era ora!!!
    Eli

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  4. "Poi, ho letto per caso un romanzo di una scrittrice che pensavo fosse straniera..." Beh, hai detto tutto in questa frase. Se ci abituassimo a valutare un romanzo di genere soltanto per il modo in cui è scritto...forse cadrebbero subito questi pregiudizi. Personalmente non giudico essenziali l'ambientazione e i nomi ma il modo, più o meno piacevole, di raccontare la storia.
    Ho letto e apprezzato alcuni romanzi della Camocardi e della Albanese. Mi manca la Ciuffi ma rimedierò...

    La mia curiosità? Siete mai state tentate di usare uno pseudonimo straniero per vendere di più?
    Un abbraccio da Emma

    PS: complimenti x l'iniziativa! :-)

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  5. cara juneross hai colpito nel segno... anche io tendo a scartare i romanzi italiani soprattutto per via dei nomi anche se ultimamente mi sto ricredendo... si ne ho acquistato qualcuno ma le protagoniste son sempre ambientate fuori italia e questo aiuta! ...
    cmq appena puoi passa da me a ritirare una cosa per te!baci!!!
    ps. ho letto solo adesso il tuo commento ad un mio post ti mando la mail subito cmq sono alpen..nn so se ti ricordi t spiego tutto tramite mail baciiiii

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  6. italiane? sì, grazie! anch'io mi sono convertita qualche anno fa, anch'io ero sotto l'influenza delle straniere.
    e invece...spesso le rose nostre sono molto brave. ora quando mi capita qualche nome italiano, leggo la trama e poi valuto...

    le mie domande...lavorate a tempo pieno alla stesura di un romanzo? tipo 6-8 ore? e in quanto tempo riuscite a finire? è più facile o più difficile lavorare a casa? immagino le interruzioni...

    grazie e ciao a tutti
    barbara

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  7. Caspita Ross hai colpito nel segno!!! Leggendo il Tuo blog pensavo che stessi scrivendo quello che avevo in testa io e volevo nascondermi..... Sigh.... Mi vergogno come una ladra....Ho pensato che hai proprio ragione e bisogna ribaltare la questione che nessuno è profeta a casa sua. Da adesso in poi anch'io partirò dalla trama e non scarterò più a priori perchè si tratta di un'autrice italiana. Mea culpa pure io..... Mi sembra di ricordarmi anche di un'autrice di nome Maria Masella. Mi piacerebbe chiedere loro cosa le ha spinte a scrivere, da dove traggono ispirazione per le loro storie, quali sono i loro libri preferiti (romance ma anche altri), se loro si sentono, a livello di casa editrice, considerate alla stessa stregua di scrittrici straniere o se invece devono faticare molto di più perchè ad esempio la casa editrice fa più difficoltà ad una scrittrice italiana. Mi piacerebbe sapere se c'è qualcosa che invidiano alle loro colleghe straniere oppure no. E mi piacerebbe sapere se hanno qualche anneddotto divertente collegato alla loro esperienza di scrittrici da condividere con noi. E mi piacerebbe sapere....... E vabbè son curiosa.... ma ormai dovreste averlo capito..... Ciao e grazie per questa iniziativa azzeccatissima. Erica

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  8. Ciao Ross,
    io invece non mi pongo problemi a leggere romanzi scritte da autrici italiane e già dai miei primi ho sperimentato la Camocardi, la Violi e la Ciuffi, la Giunta. Non vorrei difendere l'italianità ad ogni costo: come per le autrici americane, alcuni romanzi mi sono risultati belli, indipendentemente dall'ambientazione e dal periodo storico, altri francamente piuttosto noiosi o banali (non faccio nomi!). Il mio consiglio è comunque leggere, provare.
    baci Agata

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  9. Ad esser sincera io sono sempre passata davanti ai romance scritti dale italiane...francamente il vero perchè non lo so..Il primo che ho preso è sttao quello di Ely, che finalmente comincerò stasera. Dany

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  10. Ragazze, anche io, se devo essere sincera, e lo dico a malincuore, nn do una prevalenza al made in Italy ahimè, nn leggo neanche le trame...e sn d'accordo con chi dice che bisogna provare...io ne ho trovati alcuni veramente belli e di mio gusto di Mariangela Camocardi...ora leggo Sangue Ribelle di Elisabetta Bricca (un salutone ad Eli ^^).
    Cmq, devo dire che questa è una bellissima iniziativa, faccio i miei complimenti a ROSS...VIVISSIMI.
    E' un'ottima opportunità x conoscere il made in Italy più nel dettaglio, insomma c'è bisogno qualche volta di promozioni o spot come quelli in televisione...anche x incoraggiare le vendite ed eliminare i pregiudizi.
    Bhe, x quanto riguardano le domande, nn ne ho nessuna in particolare. Cmq mi piacerebbe sapere dove prendono ispirazione soprattutto x i nomi mai sentiti a volta buffi...x l'ambientazione, il carattere dei personaggi...se amano viaggiare x fare delle ricerche...ma diamo libero sfogo alal fantasia.

    BACIONI

    SWEETDAISY

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  11. meno male che non mi trovo sola a recitare il MEA CULPA....grazie per il sostegno ragazze!

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  12. Certo che ti aiuto!
    Appena posso ne butto giù qualcuna e te le passo!
    Un bacione..ah e poi è vero anche io a volte le evito le scrittrici italiane anche se tempo fa ho letto la Camocardi e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dal suo modo di scrivere.
    Forza al made in italy!!!
    Stefy

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  13. Senza togliere nulla alle autrici nostrane...ma non trovo molto intrigante leggere romanzi ambientati in Italia...mi basta leggere i nomi dei personaggi e mi smonto...pertanto a parte Elisabetta (che comunque ha scritto un romanzo irlandese) non credo che proverò a leggere nulla di altre!! Mi spiace perchè sicuramente sono bravissime e preparatissime...ma la storia italiana non mi è mai piaciuta granchè!! Ho sempre preferito Inghilterra...Scozia...Galles...Cornovaglia...Irlanda...e Stati Uniti!! Sarò poco propensa ad allargare i miei orizzonti...ma è più forte di me!!!

    Baci
    Lady Akasha aka Lady Ariel

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  14. ihihihi....noto che anche tu hai il Bacon sugli occhi, cara lady Akasha....non ti preoccupare ogni cosa al suo tempo. una lettrice matura se continua a leggere...Io ad esempio ancora nn sono riuscita a superarare la mia reticenza di leggere di vampiri e lupacchiotti! E non penso nemmeno di provarci nel prossimo futuro! ma non si sa mai...magari potrei anche diventare scrittrice di paranoramali....ahahah...

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  15. Persino io che sono una scrittrice italiana scrivo romanzi ambientati totalmente all'estero, soprattutto nella mia tanto amata Scozia. Voi mi chiederete perchè? La risposta è... probabilmente perchè mi dà più gusto, mi fa viaggiare anche se solo con la fantasia, ha tutto un suo fascino, forse perchè i nostri nomi italiani li sentiamo già tutti i giorni e, come diceva Ross, li associamo magari al vicino antipatico, alla pettegola del condominio, a un parente, a un vecchio compagno di scuola...
    Io credo che, comunque, a noi italiane non manchi nulla per competere con le autrici straniere. Anche perchè non è detto che una scrittrice, per il solo fatto che è italiana, debba per forza scrivere storie ambientate in Italia, no?
    E poi c'è anche da dire che, come lettrici, partiamo prevenute. Ma un po' forse è anche colpa dei nostri editori che non spingono più di tanto le autrici italiane. E se non investono loro su di noi, chi lo può fare? ^^
    Quindi avanti!!! Anche voi ragazze, dateci più fiducia e vedrete che non vi deluderemo! *_*

    Ammazza che propaganda :-D ah ah ah!!!

    Un bacio!

    Sonia

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  16. Sylvia Z. Summers14 gennaio 2009 15:38

    Mi unisco anch'io al coro d'approvazione per l'iniziativa di Ross:
    "Salviamo le autrici italiane dall'allergia alla polvere!" Facciamo scendere i loro libri dagli scaffali dimenticati di edicole e librerie e vediamo quel che succede... Leggiamo prima la trama, e se ci aggrada... Non sempre ci si innamora per un colpo di fulmine! Chissà... come molte delle nostre eroine preferite, possiamo poi innamorarci di qualcuno (o qualcosa!) che di primo acchito avremmo scartato!

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  17. @Sylvia Z. Summer: però anche tu scrivi romanzi non ambientati in Italia (infatti il tuo l'ho comprato e letto) =^__^= Perciò alla fin fine ho ragione...:oDDDD

    Lady Akasha aka Lady Ariel

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  18. w il made in italy!
    io a dire la verità non ho ancora grande esperienza di romance però leggo le trame provo e se non rimango delusa cerco altri libri della stessa autrice italiana o meno!
    mi è venuto spesso da pensare che un romanzo tradotto è come fosse riscritto perciò sotto l'autore in copertina dovrebbe figurare anche il nome del traduttore (ho notato spesso che se mi piace un autore è perchè c'è la stessa traduzione dietro..,)
    quindi un libro ''originale'' cioè non tradotto è di per sè una chicca!

    Per quanto riguarda la domanda :

    non ritenete che l'emarginazione delle autrici italiane sia un ulteriore stimolo che spinge a dare il meglio, tanto che con il tempo i romance italiani supereranno in qualità la maggior parte degli stranieri ( così da arrivare vicino alla ''serie A'')?

    elena

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  19. Mi associo al Mea Culpa!
    Concordo con tutto quello che ha scritto Ross, anche noi "bistrattiamo" le rose nostre per questo mi sembrerebbe giusto dopo il mea culpa, fare qualcosa per conoscere meglio le scrittrici italiane (oltre le interviste), pensavo che potremo scegliere un libro per ciascuna autrice, leggerlo e poi votarlo, per assegnare il premio del blog di Juneross, BRAVO.
    Potrebbe anche essere la stessa scrittrice italiana a suggerirci il romanzo da leggere e votare.
    Certo dovrebbe esserci a livello nazionale, come in America, una giuria di esperti che assegni premi come il RITA statunitense, ma credo sia fantascienza, immaginare ciò.
    Ciao Daniela C.

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  20. Vabbè sarò anche di un’altra generazione, ma quanto ho amato Liala, Luciana Peverelli, la Invernizio… non è possibile che sia una razza estinta…. Per questo io non ho nessun pregiudizio sulle scritrici italiane e anche l’ambientazione in Italia mi piace, c’è sempre così tanto da conoscere del nostro meraviglioso Paese! Domanda? Da dove o come arriva l’idea, lo spunto per un nuovo romanzo?
    Un bacio.
    Lucia

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  21. A me son piaciuti molto i romance della Camocardi "Nina del tricolore" e "I pirati del lago" ambientati se ricordo bene sulle sponde del lago Maggiore vicino Stresa, e l'altro vicino Pavia (se non erro) e siccome sono posti che conosco e che frequento anzi mi davano davvero la possibilità di vederli davanti ai miei occhi mentre li leggevo !
    Non ho preconcetti sulle scrittrici italiane, a me basta che una storia sia bella,ben scritta con personaggi di spessore,che mi faccia sognare insomma !
    Gabriella

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  22. Cara Lady Akasha... è vero, le mie storie sono ambientate in Inghilterra (per ora...) ma non ho fatto alcuna ricerca di "marketing" a riguardo... Sono laureata in letteratura inglese ed è quella che sento - davvero - più mia, così come l'ambientazione, avendo passato molto tempo in GB e tantissimo a guardare sceneggiati BBC (praticamente tutti quelli prodotti).
    Che le autrici siano libere di esprimersi come vogliono (e come vien loro meglio); se una storia è bella, lo è a dispetto dell'ambientazione, se i protagonisti sono ben descritti, possono chiamarsi Paolo e Giovanna e il nostro cuore palpiterà lo stesso.
    Ciao!

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  23. Sylvia Z. Summers15 gennaio 2009 17:18

    Cara Lady Akasha... è vero, le mie storie sono ambientate in Inghilterra (per ora...) ma non ho fatto alcuna ricerca di "marketing" a riguardo... Sono laureata in letteratura inglese ed è quella che sento - davvero - più mia, così come l'ambientazione, avendo passato molto tempo in GB e tantissimo a guardare sceneggiati BBC (praticamente tutti quelli prodotti).
    Che le autrici siano libere di esprimersi come vogliono (e come vien loro meglio); se una storia è bella, lo è a dispetto dell'ambientazione, se i protagonisti sono ben descritti, possono chiamarsi Paolo e Giovanna e il nostro cuore palpiterà lo stesso.
    Ciao!
    Sylvia Z. Summers

    RispondiElimina
  24. Anche io conosco poco le autrici italiane, ho letto per ora oslo la Camocardi. Sinceramente non per 'allergia' alle autrici di casa nostra, ma solo perchè è capitato così. Quelli della Camocardi che mi è capitato di leggere devo dire che mi sono abbastanza piaciuti. Di lei apprezzo in particolare la ricercatezza nei dialoghi e la scelta delle parole che i protagonisti utilizzano. Trovo che questo sia molto 'appropriato' considerando che parlano un italiano diciamo...d'epoca. E la mia domanda alla Sig.ra Camocardi riguardarebbe proprio questo: C'è un qualche tipo di ricerca o studio dietro i libri che scrive? E poi vorrei chiedere a tutte la autrici dei loro rapporti con le case editrici italiane...ma ci lo hanno già suggerito in tante!

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  25. HO LETTO LA CAMOCARDI E MI E' PIACIUTA...
    ALCUNE VOLTE SIAMO FISSATE CON LE STRANIERE...
    LE SCRITTRICI STRANIERE... FORSE XKè PENSIAMO SAPPIANO DI + NARRARE LE AMBIENTAZIONI TIPO IRLANDA O INGHILTERRA? SONO CURIOSA DI VEDERE CHE LIBRO STA SCRIVENDO LA CIUFFI ... NELL'INTERVISTA LO HA DETTO...

    RispondiElimina

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