Facciamo un gioco...L' antagonista!


Non sapete quanto questa rubrica del Blog mi piaccia!
Mi sono divertita da morire leggendo le vostre storie…e mi auguro ancora che chi l’ha iniziata, la continui…
Complimenti a tutte ragazze!Siete veramente brave!
Ma bando alla ciance!

Nel primo post moltissime di voi hanno descritto l’ambientazione del romanzo, scegliendo gli scenari più disparati in periodi diversi: dai castelli in Irlanda alle sale di Londra, nel periodo della Reggenza o al contrario in pieno Medioevo…

In seguito, vi abbiamo chiesto di descrivere il vostro eroe, quello che vi fa sognare e annullare tra le pagine di un libro…e anche qui vi siete sbizzarrite (unendovi anche le foto per rendere meglio l’idea!).

Giustamente, dopo, dovevamo trovare una donna in grado di stare al fianco del nostro eroe (molte di voi lo hanno lasciato solo, poveretto: rimediate!!!)

L’ultima domanda posta era più d’azione diciamo perché si riferiva all’incontro tra i nostri protagonisti e alle sensazioni che provavano l’uno nei confronti dell’altro al primo sguardo (anche qui: ragazze scrivete che muoio di curiosità!!!).


Adesso, abbiamo invertito la nostra “tabella di marcia”; nel senso che anziché attenerci allo schema iniziale; abbiamo deciso di “intrufolare” una domandina secondo noi “essenziale” all’evolversi della nostra storia d’amore…

Per cui vi chiedo:

Chi è l’antagonista? La figura negativa che in qualche modo ostacola il coronamento dell’amore tra i nostri amati protagonisti? Come si colloca all’interno del romanzo?


Quindi, ragazze, leva alla fantasia, e scrivete tutto ciò che vi viene in mente.
Chi non ha ancora risposto alle domande precedenti ne approfitti adesso…
Alla fine siamo tutte principianti (o quasi),ma molto creative…

Quindi, continuiamo questa magica storia d’amore: è bello leggere i libri altrui, ma non vi stuzzica un po’ l’idea che ogni tanto anche noi veniamo “lette” e apprezzate?!

A me si! E poi se non apprezzate voi i miei farneticamenti, chi potrebbe farlo?!





Baci
Ele


P.s. Vi siete perse le puntate precedenti? Cliccate qui!



5 commenti:

  1. Il corpo ondeggiava alla brezza del vento, ruotava su sè stesso con la camicia logora e sudicia che si gonfiava alla stregua di una vela di maestra...era l'unica cosa che pareva viva indosso ad un uomo immortalato per l'eternità con una corda intorno al collo. Nessuno si sarebbe ricordato di lui, era uno dei tanti, misera plebaglia che infestava i mari come un'erba particolarmente invasiva e che andava estirpata ad ogni costo. Un altro uomo in divisa andava occhieggiando quel macabro spettacolo dalla finestra del suo ufficio, un uomo con un sigaro in bocca col volto dall'espressione serena, terribilmente serena. L'ammiraglio Westfire tirò una boccata ed espirò il fumo in cerchi perfetti. Voltando le spalle al pirata appena impiccato si sedette alla scrivania, prese la penna d'oca e intingendola nell'inchiostro fece per scrivere.
    La porta si spalancò d'improvviso facendolo sobbalzare e macchiare il foglio.
    Seccato guatò l'intruso
    < Simpson spero per voi che abbiate un valido motivo per interrompermi > rimbrottò bruscamente il suo migliore ufficiale.
    < la Saint Margery, ammiraglio...è caduta per mano dello Spettro > si premurò di spiegare Simpson.
    Westfire si immobilizzò, rigido chiese
    < sopravvissuti? >
    Simpson tentennò, poi scosse la testa
    < tutti morti, ammiraglio, lo Spettro non ne ha mai lasciati come sapete bene...> esitò prima di continuare
    < vostra figlia...hanno trovato questo > e gli mostrò quella che doveva essere stata della stoffa celeste, prima di essere intrisa del rosso del sangue. Era strappata in più punti paralleli quasi come se qualcosa, uno scudiscio per esempio, vi si fosse accanito sopra.
    L'Ammiraglio Westfire si alzò ergendosi in tutta la sua statura. Fissò i suoi occhi azzurri freddi e vuoti oltre la spalla di Simpson.
    Quest'ultimo conosceva bene quello sguardo e rabbrividì voltandosi per seguire lo sguardo del suo superiore...stava fissando una carta nautica appesa alla parete dietro di lui che tracciava le rotte del Mar dei Caraibi.
    < preparate l'Ammiraglia Simpson, voglio tutti gli uomini migliori pronti a partire entro un'ora > poi fissò Simpson dritto negli occhi
    < Oggi metteremo fine ad una leggenda Simpson, lo Spettro mi ha sfidato e la pagherà amaramente; come i suoi genitori prima di lui lo distruggerò > asserì stringendo il pugno destro, come se le sue dita fossero strette intorno al collo del pirata che negli ultimi anni aveva avvelenato la sua esistenza.
    < e vostra figlia Ammiraglio? Potrebbe essere ancora viva e un nostro attacco frontale decretare la sua morte certa > obbiettò Simpson.
    il Generale parve sorpreso come si fosse dimenticato di possedere una figlia.
    < Mia figlia è....> esitò cercando la parola corretta
    <...sacrificabile Simpson; c'è un prezzo per tutto ed io sono disposto a pagare il mio >.
    Simpson gelò mentre lo sguardo lucido e febbrile del suo superiore tornava con brama verso la cartina appesa alla parete.

    un bacione
    Angy

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  2. "Maledizione!" pensò Andrew. Era filato tutto liscio fino a quel momento e allora perchè cominciava a sentire questi sensi di colpa? Forse era perchè questa ragazza gli era sembrata così innocente quando l'aveva guardata in viso e l'aveva vista spalancare quegli occhi. Forse perchè sentiva il suo cuore battere all'impazzata attraverso il tessuto fradicio dei loro abiti. Senza un vetro a separarli gli era sembrata così vulnerabile con i capelli sciolti e i piedi nudi. La sua bocca, così carnosa e sensuale, gli aveva ispirato allo stesso tempo innocenza e peccato, facendogli provare il desiderio profondo di assoporarla, ancora e ancora. Cosa gli stava succedendo?
    Doveva rammentare a sé stesso che questa ragazza aveva tormentato per settimane sua sorella Josie, ricattandola per la situazione incresciosa in cui l'aveva scoperta. La rabbia lo assalì nuovamente al pensiero della sua dolce sorellina, coinvolta suo malgrado in una situazione sordida e sporca, cancellando qualsiasi vergogna per il proprio comportamento. Josie non aveva ancora voluto rivelargli l'identità dell'uomo che si era macchiato di questo disonore ma era solo questione di tempo. Non l'avrebbe costretta a sposarlo, quello no, però qualcosa avrebbe fatto perchè gli prudevano troppo le mani. Intanto era riuscito solo a tirarle fuori il nome di Sarah Sheffield, la ragazza che li aveva sorpresi insieme e che aveva iniziato a ricattarla, chiedendole denaro e gioielli per tacere e non far scoppiare lo scandalo. Sarah Sheffield, colei che lui Andrew Morland, conte di Sherbrooke, aveva appena rapito!
    Se fosse stato solo il denaro che spariva, probabilmente Andrew non se ne sarebbe mai accorto, visto che era molto ricco, ma quando sparì la collana che era appartenuta alla loro madre, alla sua domanda di dove fosse, Josie dapprima lo blandì con mille moine cercando di cambiare discorso ma poi, non riuscendo a smuoverlo dal suo interrogativo, si sciolse in un pianto dirotto ed isterico, crollando e confessando tutta la storia. E che storia!
    La sua piccola e ingenua sorellina, mentre la sua chaperon era alla toilette, si era lasciata irretire e trascinare dietro a dei cespugli da un uomo al ballo dei Druisbury. Andrew rimase scioccato, perchè non si sarebbe mai aspettato da lei un comportamento così sconveniente ma Josie con tutte le sue lacrime e il suo faccino straziato riuscì a commuoverlo, come sempre riusciva a fare. Sventuratamente erano stati scoperti mentre si baciavano proprio da Sarah Sheffield, che, a suo dire, era in giro a prendere una boccata d'aria. Ah, l'intrigante! Chissà invece a chi aveva dato convegno amoroso proprio lì! Josie stessa gli instillò questi pensieri, raccontandogli che all'inizio si era dimostrata un'amica e, licenziando il dongiovanni, l'aveva aiutata a recuperare un aspetto composto e in ordine. Poi insieme si erano riavviate al ballo. Ma, il giorno dopo, Sarah aveva osato far recapitare un biglietto a Josie al chiaro scopo di ricattarla, pena il far scoppiare un enorme scandalo. La sua sorellina, per paura, si era quindi piegata al bieco ricatto. Andrew, ancora sconvolto, le aveva chiesto perchè non fosse venuta da lui a chiedere aiuto, eppure doveva saperlo che lui era suo fratello e le voleva bene, avrebbe fatto di tutto per proteggerla , così come aveva promesso ai loro genitori. Ma Josie era sembrata talmente straziata e disperata che Andrew non se l'era sentita di riversare su di lei la sua amarezza e di punirla. Non era certo lei la colpevole! E aveva invece finito per attribuire ogni colpa e responsabilità a Sarah Sheffield.
    Ebbene sì, Sarah doveva restituire tutto ciò che aveva ignobilmente estorto a sua sorella, a partire proprio dalla collana della loro madre. Ora si trattava solo di spaventarla un po'....
    Sarah si ritrovò improvvisamente dentro ad una carrozza. La pioggia aveva smesso di sferzarla direttamente e ora si sentiva solo lo scroscio dell'acqua contro la carrozza in movimento. Sarah e il suo rapitore erano però completamente fradici e gocciolavano da tutte le parti. A questo punto il suo aguzzino tirò fuori dei teli e iniziò ad asciugarle la testa. Sembrava arrabbiato. Sarah tremava per la paura e per il freddo, quando lui bruscamente le disse: - Dobbiamo toglierci questi vestiti bagnati....
    (segue)

    Spero di non aver disseminato la storia di troppe incongruenze, visto che ormai non mi ricordo più tutti i particolari iniziali. Però intanto vi saluto. Ciao. Erica

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  3. James attese nella penombra che il Maledetto e la fanciulla si allontanassero poi emerse lentamente dal giardino. La sete lo divorava, si sentiva ardere la gola e tutto quello a cui riusciva a pensare era al sangue. Ma non sangue qualsiasi il sangue di quella creatura meravigliosa.
    Cinque mesi prima aveva placato la sete con sua cugina, perché sapeva che non avrebbe provato nessuno scrupolo ad ucciderla. E così era stato.
    Uccidere lady Faith non lo avrebbe lasciato altrettanto indifferente ne era certo.
    Ma adesso vederla con il Maledetto aveva innescato in lui una bramosia e una fame che non aveva mai provato. Doveva averla ad ogni costo.
    In fondo se la meritava! Era la giusta ricompensa per la sua sofferenza!
    Il Maledetto doveva pagare! Lui non lo aveva salvato dal suo destino quando avrebbe potuto farlo, l’aveva condannato a quell’esistenza per l’eternità…
    Sì decise! Suo fratello avrebbe pagato.

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  4. I servi del castello si tenevano prudentemente alla larga dei Mac Bain. L'uomo si aggirava nel salone in preda ad una furia cieca. Intorno a lui, sotto i suoi stivali, gli arredi distrutti dal suo accesso di rabbia mi mischiavano agli avanzi di cibo sulle stuoie luride. Gli occhi iniettati di sangue, la barba incolta e i capelli unti e grigi che si arricciavano sulla testa intorno al viso gli davano l’aspetto di un satiro infetto da qualche fetida malattie venerea. Il che era pressappoco la verità..
    - Cani maledetti.- Gli ultimi avanzi del pranzo si fecero largo in mezzo alla barba insieme a sputi di saliva maleodorante. - Birra, vino, portatemi da bere. Vigliacchi….. – Barcollò - Dove vi siete nascosti? - Afferrò un pesante candelabro e iniziò a rotearlo intorno a sé.. - Dov’è? Dove è finita.? L’avete aiutata voi.. Lo so, siete stati voi. Trovatela, trovatela o vi scuoierò vivi uno ad uno…
    Ma – ma –ledetti!-
    Cadde riverso nel proprio vomito e nessuno dei servi si avvicinò per aiutarlo. Si sarebbe svegliato l’indomani mattina con un mal di testa demoniaco e sarebbe stato pericoloso come un cinghiale ferito.
    Ma Eyleena forse ce l’avrebbe fatta. La cuoca si asciugò le mani al grembiule, soddisfatta. Ora doveva solo far sparire la pozione che aveva messo Mac Bain fuori combattimento. Peccato, forse anche suo marito avrebbe meritato lo stesso trattamento.Gli occhi azzurri brillarono dal divertimento mentre si avviava in cucina con passo deciso.

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  5. Sto un po' in ritardo ed ho perso un po' il filo!
    comunque l'antagonista:
    ...Erano riusciti a guadagnare la terrazza per "raffreddarsi" un po' e lui sperava di conoscere meglio al pura perla che si era ritrovata tra le braccia... Quando all'improvviso si para davanti la più snob delle debuttanti della stagione... la reginetta indiscussa: lady Angie che gli stava dando una caccia "matrimoniale" spietata... Non le parve vero poter mettere in ridicolo la povera Lady Maryann per il suo rossore e per l'abbigliamento un po' "stropicciato"..... Questa, se possibile, si fece ancora più rossa e corse via... Lord Lucky si riscosse e con uno dei suoi sgurdi "assassini" ed una battuta arguta, finalmente la mise a tacere e se la torse di torno per sempre! Ma ora doveva cercare lady Maryann....
    Ciao Marianna

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