Qual'e' il sogno, il desiderio piu' grande per uno scrittore?
Dopo tanto lavoro, dopo tanta dedizione, la maggior soddisfazione e' quella di avere un riscontro con il lettore, non e' vero?
Ecco la sorpresa che il blog Juneross dedica a tutte coloro che in questi mesi hanno "giocato con noi!"(link)
Tutti gli " scrittori" avranno il loro momento di notorieta': pubblicheremo qui nel blog il vostro romanzo!
Orsu' dunque, coloro che ancora non hanno completato la loro opera si affrettino! Siamo curiosissime di leggere e pubblicare!
E nel mentre, ecco la prima ad aver completato il suo romanzo: Lady Night.
Buona lettura!
TRA LE BRACCIA DI UN BARBARO
La donna fuggiva nella notte ... i rami pietrificati della foresta la accolsero in un abbraccio mortale. La luna splendeva silenziosa e algida rispecchiandosi nel lago ghiacciato. Dall'alto della rupe il barbaro osservava la sua preda cercare inutilmente di sfuggirgli. Un colpo deciso di talloni e il potente destriero si lanciò per la terrificante discesa.... Pochi battiti di cuore e lei sarebbe stata sua.
La raggiunse in pochi istanti e le tagliò la strada, gli zoccoli dello stallone si sollevarono a un soffio dal viso della schiava. L'uomo venne illuminato da un lampo: i capelli neri ondeggiarono intorno al suo viso, gli occhi si accesero di un bagliore d'argento mentre un ghigno si disegnava sulle sue labbra perfette. Si piegò appena e in un unico, fluido movimento sollevò la fuggiasca, bloccandola dinanzi a sé. Il braccio possente la cinse in una morsa d'acciaio togliendole il fiato, le sue cosce muscolose vibrarono sotto di lei mentre il cavallo riprendeva la sua corsa indemoniata. Era un gigante seminudo, una forza della natura emersa dalla terra, un incubo divenuto realtà.
"Lasciatemi" gridò la donna "Animale, barbaro, demonio".
L’uomo lasciò che si dibattesse inutilmente e, poi, con noncuranza rispose...
"Esatto. Conan Mc Cain, il diavolo delle Highland". Mentre gli occhi le si riempivano di lacrime di rabbia e frustazione, Eyleena si chiese perché avesse un odore così buono. Il diavolo non dovrebbe puzzare di zolfo? La bassa risata di Conan riecheggiò nelle sue orecchie facendole battere il cuore.
Eyleena rinunciò a dibattersi. Lottare come una forsennata sarebbe servito solo a stremarla e lei aveva bisogno di conservare le forze. Se voleva sfuggirgli poteva solo fingersi debole, indifesa... e stupida. Puah! Erano la cosa che gli uomini si dimostravano immediatamente disponibili a credere di una donna. Purtroppo quella caratteristica difettava in lei. Era determinata, intelligente e dotata di una lingua troppo lunga per il suo stesso bene. Più di una volta era stata la sua bellezza a salvarla dalle frustate. Una bellezza che non era immediatamente evidente ma che si manifestava come una luce segreta... piano, come una malia che lei stessa cercava di nascondere. I lunghi capelli scuri si inanellavano fino alla schiena, gli occhi erano grandi, castani e seri, le labbra morbide. Ma a incantare era la linea delicata del collo, la schiena eretta nonostante la sua condizione di schiava, l'incedere elegante e le perfette proporzioni della sua figura minuta che la facevano sembrare più alta di quanto non fosse in realtà. Ma in quel momento sembrava che il suo aspetto interessasse ben poco il barbaro che l'aveva trovata e che, probabilmente l'avrebbe riportata al villaggio dei suoi padroni. Per una volta Eyleena avrebbe voluto che la sua bellezza fosse vistosa e prepotente. Era difficile resistere alla tentazione di abbandonarsi all'abbraccio di quell’uomo. Si morse le labbra: doveva mantenersi lucida e giocare bene le sue carte. Ce l'avrebbe fatta, la sua intelligenza l'avrebbe aiutata ancora una volta.
Come se avesse intuito i suoi pensieri l'uomo la strinse più forte a sè e le sussurrò piano tra i capelli.
"Dormi, Eyleena il viaggio è ancora lungo!". La sua voce calda la scosse dal profondo facendola sussultare. Come faceva a conoscere il suo nome? Qualcosa le diceva che questa volta non sarebbe stato facile fuggire. Poi, senza quasi rendersene conto, si accoccolò tra le braccia del magnifico demonio e, suo malgrado, si addormentò.
I servi del castello si tenevano prudentemente alla larga dei Mac Bain. L'uomo si aggirava nel salone in preda ad una furia cieca. Intorno a lui, sotto i suoi stivali, gli arredi distrutti dal suo accesso di rabbia si mischiavano agli avanzi di cibo sulle stuoie luride. Gli occhi iniettati di sangue, la barba incolta e i capelli unti e grigi che si arricciavano sulla testa, gli davano l’aspetto di un satiro infetto da qualche malattia immonda. Il che era pressappoco la verità..
"Cani maledetti." Gli ultimi avanzi del pranzo si fecero largo in mezzo alla barba insieme a gocce di saliva maleodorante. " Birra, vino, portatemi da bere. Vigliacchi….. " Barcollò " Dove vi siete nascosti? " Afferrò un pesante candelabro e iniziò a rotearlo intorno a sé.. " Dov’è? Dove è finita.? L’avete aiutata voi.. Lo so, siete stati voi. Trovatela, trovatela o vi scuoierò vivi uno ad uno…
Ma – ma –ledetti! "
Cadde riverso nel proprio vomito e nessuno dei servi si avvicinò per aiutarlo. Si sarebbe svegliato l’indomani mattina con un mal di testa demoniaco e sarebbe stato pericoloso come un cinghiale ferito.
Ma Eyleena forse ce l’avrebbe fatta. La cuoca si asciugò le mani al grembiule, soddisfatta. Sicuramente il messaggio inviato con il nipote avrebbe raggiunto il demonio delle Highland. Lui l’avrebbe trovata!
Ora doveva solo far sparire la pozione che aveva messo Mac Bain fuori combattimento. Peccato, forse anche suo marito avrebbe meritato lo stesso trattamento. Gli occhi azzurri brillarono dal divertimento mentre si avviava in cucina con passo deciso.
Finalmente la donna si era addormenta. Si era battuta come una leonessa e poi aveva finto di arrendersi. Ma l’aveva sentita vibrare di furia contenuta.
Fermò il cavallo e reclinò piano il capo per osservarla con calma. La luce lunare rendeva la sua pelle ancora più pallida. La mezzaluna delle ciglia evidenziava le ombre sotto gli occhi. Le braccia erano graffiate, la tunica di lana grezza strappata in più punti, i piedi gonfi, sanguinavano, malamente avvolti negli stracci che costituivano le sue scarpe. Eppure non aveva mai visto una donna più bella di quella piccola guerriera stremata. Poi Eyleena aprì gli occhi e lui temette che avrebbe iniziato nuovamente a dibattersi e si preparò a bloccarla. Invece la schiava restò incantata dallo sguardo del barbaro. Dimenticò la fuga, la rabbia e “lo vide” perdendosi in quegli occhi color del ferro.
La paura e la disperazione l’avevano braccata per tanto tempo. Eppure erano stati la sua difesa, il suo scudo, la sua forza e ora erano sparite, sciolte come neve tra le braccia di quell’uomo. Come era possibile? Perché non desiderava fuggire, perché…
E poi lui la baciò, dolcemente, stringendola piano a sé. E lei capì che se avesse voluto avrebbe potuto allontanarlo e rifiutarlo. Come mai le era stato concesso nella sua breve, terribile vita. Ma perché, poi, avrebbe dovuto farlo? Perché negarsi l’unico momento bello che, forse, il destino le avrebbe concesso? Rispose al quel bacio con un trasporto totale, assoluto, sentendo le lacrime bagnarle il viso. L’uomo le baciò quelle piccole gocce di dolore e di gioia ad un tempo. La guardò.
" Dobbiamo andare."
"Dove?"
Conan la fissò a lungo, in silenzio.
" T’importa? "
" No."
Improvvisa, inaspettata, come un regalo inatteso, la risata argentina di Eyleena risuonò nella notte. Una cascata di note cristalline che brillarono nella neve. Si strinse all’uomo che non conosceva e che non aveva mai visto prima e si sentì felice come mai le era successo prima.
Conan sentì il petto gonfiarsi di una sensazione nuova, sconosciuta. Un dolore e una gioia senza nome si annidarono nel suo cuore. Sapeva che prima sarebbe dovuto passare da Mac Bain per spiegargli che il suo vicino aveva deciso di tenere per sé la schiava che aveva promesso di riportargli ma, del resto, era quello che aveva deciso quando l’aveva vista per la prima volta, mentre sollevava le gonne per giocare a nascondino con i bimbi del villaggio nonostante i segni dei maltrattamenti e delle botte che le segnavano il viso e le braccia. E ne era stato ancora più sicuro quando l’aveva scorta sulle rocce della cascata a osservare lo scrosciare dell’acqua… era nuda e bellissima ma, invece che possederla, aveva desiderato indovinare i suoi pensieri segreti e confortarla, In quel momento non aveva potuto rischiare una guerra contro i Mac Bain. Veramente neanche adesso avrebbe potuto ma ormai lei era tra le sue braccia e non avrebbe rinunciato a quella sensazione per nulla al mondo. Del resto… se l’avesse sposata … e pagato un congruo riscatto… nessuno avrebbe potuto obiettare nulla. Ecco, adesso era nei guai fino al collo. Sposarsi? Era impazzito?
Poi la schiava si strinse a lui , adattandosi perfettamente al suo corpo. Conan spronò il cavallo. Doveva assolutamente arrivare a casa prima che padre Steffan crollasse a terra per la troppa birra. La ragazza lo baciò sul collo. Il dolore all’inguine divenne lancinante.
Lo stallone aumentò l’andatura mentre la notte abbracciava il barbaro e la sua donna in una coltre di silenzioso velluto.
Lady Night
Dopo tanto lavoro, dopo tanta dedizione, la maggior soddisfazione e' quella di avere un riscontro con il lettore, non e' vero?
Ecco la sorpresa che il blog Juneross dedica a tutte coloro che in questi mesi hanno "giocato con noi!"(link)
Tutti gli " scrittori" avranno il loro momento di notorieta': pubblicheremo qui nel blog il vostro romanzo!
Orsu' dunque, coloro che ancora non hanno completato la loro opera si affrettino! Siamo curiosissime di leggere e pubblicare!
E nel mentre, ecco la prima ad aver completato il suo romanzo: Lady Night.
Buona lettura!
La donna fuggiva nella notte ... i rami pietrificati della foresta la accolsero in un abbraccio mortale. La luna splendeva silenziosa e algida rispecchiandosi nel lago ghiacciato. Dall'alto della rupe il barbaro osservava la sua preda cercare inutilmente di sfuggirgli. Un colpo deciso di talloni e il potente destriero si lanciò per la terrificante discesa.... Pochi battiti di cuore e lei sarebbe stata sua.
La raggiunse in pochi istanti e le tagliò la strada, gli zoccoli dello stallone si sollevarono a un soffio dal viso della schiava. L'uomo venne illuminato da un lampo: i capelli neri ondeggiarono intorno al suo viso, gli occhi si accesero di un bagliore d'argento mentre un ghigno si disegnava sulle sue labbra perfette. Si piegò appena e in un unico, fluido movimento sollevò la fuggiasca, bloccandola dinanzi a sé. Il braccio possente la cinse in una morsa d'acciaio togliendole il fiato, le sue cosce muscolose vibrarono sotto di lei mentre il cavallo riprendeva la sua corsa indemoniata. Era un gigante seminudo, una forza della natura emersa dalla terra, un incubo divenuto realtà.
"Lasciatemi" gridò la donna "Animale, barbaro, demonio".
L’uomo lasciò che si dibattesse inutilmente e, poi, con noncuranza rispose...
"Esatto. Conan Mc Cain, il diavolo delle Highland". Mentre gli occhi le si riempivano di lacrime di rabbia e frustazione, Eyleena si chiese perché avesse un odore così buono. Il diavolo non dovrebbe puzzare di zolfo? La bassa risata di Conan riecheggiò nelle sue orecchie facendole battere il cuore.
Eyleena rinunciò a dibattersi. Lottare come una forsennata sarebbe servito solo a stremarla e lei aveva bisogno di conservare le forze. Se voleva sfuggirgli poteva solo fingersi debole, indifesa... e stupida. Puah! Erano la cosa che gli uomini si dimostravano immediatamente disponibili a credere di una donna. Purtroppo quella caratteristica difettava in lei. Era determinata, intelligente e dotata di una lingua troppo lunga per il suo stesso bene. Più di una volta era stata la sua bellezza a salvarla dalle frustate. Una bellezza che non era immediatamente evidente ma che si manifestava come una luce segreta... piano, come una malia che lei stessa cercava di nascondere. I lunghi capelli scuri si inanellavano fino alla schiena, gli occhi erano grandi, castani e seri, le labbra morbide. Ma a incantare era la linea delicata del collo, la schiena eretta nonostante la sua condizione di schiava, l'incedere elegante e le perfette proporzioni della sua figura minuta che la facevano sembrare più alta di quanto non fosse in realtà. Ma in quel momento sembrava che il suo aspetto interessasse ben poco il barbaro che l'aveva trovata e che, probabilmente l'avrebbe riportata al villaggio dei suoi padroni. Per una volta Eyleena avrebbe voluto che la sua bellezza fosse vistosa e prepotente. Era difficile resistere alla tentazione di abbandonarsi all'abbraccio di quell’uomo. Si morse le labbra: doveva mantenersi lucida e giocare bene le sue carte. Ce l'avrebbe fatta, la sua intelligenza l'avrebbe aiutata ancora una volta.
Come se avesse intuito i suoi pensieri l'uomo la strinse più forte a sè e le sussurrò piano tra i capelli.
"Dormi, Eyleena il viaggio è ancora lungo!". La sua voce calda la scosse dal profondo facendola sussultare. Come faceva a conoscere il suo nome? Qualcosa le diceva che questa volta non sarebbe stato facile fuggire. Poi, senza quasi rendersene conto, si accoccolò tra le braccia del magnifico demonio e, suo malgrado, si addormentò.
I servi del castello si tenevano prudentemente alla larga dei Mac Bain. L'uomo si aggirava nel salone in preda ad una furia cieca. Intorno a lui, sotto i suoi stivali, gli arredi distrutti dal suo accesso di rabbia si mischiavano agli avanzi di cibo sulle stuoie luride. Gli occhi iniettati di sangue, la barba incolta e i capelli unti e grigi che si arricciavano sulla testa, gli davano l’aspetto di un satiro infetto da qualche malattia immonda. Il che era pressappoco la verità..
"Cani maledetti." Gli ultimi avanzi del pranzo si fecero largo in mezzo alla barba insieme a gocce di saliva maleodorante. " Birra, vino, portatemi da bere. Vigliacchi….. " Barcollò " Dove vi siete nascosti? " Afferrò un pesante candelabro e iniziò a rotearlo intorno a sé.. " Dov’è? Dove è finita.? L’avete aiutata voi.. Lo so, siete stati voi. Trovatela, trovatela o vi scuoierò vivi uno ad uno…
Ma – ma –ledetti! "
Cadde riverso nel proprio vomito e nessuno dei servi si avvicinò per aiutarlo. Si sarebbe svegliato l’indomani mattina con un mal di testa demoniaco e sarebbe stato pericoloso come un cinghiale ferito.
Ma Eyleena forse ce l’avrebbe fatta. La cuoca si asciugò le mani al grembiule, soddisfatta. Sicuramente il messaggio inviato con il nipote avrebbe raggiunto il demonio delle Highland. Lui l’avrebbe trovata!
Ora doveva solo far sparire la pozione che aveva messo Mac Bain fuori combattimento. Peccato, forse anche suo marito avrebbe meritato lo stesso trattamento. Gli occhi azzurri brillarono dal divertimento mentre si avviava in cucina con passo deciso.
Finalmente la donna si era addormenta. Si era battuta come una leonessa e poi aveva finto di arrendersi. Ma l’aveva sentita vibrare di furia contenuta.
Fermò il cavallo e reclinò piano il capo per osservarla con calma. La luce lunare rendeva la sua pelle ancora più pallida. La mezzaluna delle ciglia evidenziava le ombre sotto gli occhi. Le braccia erano graffiate, la tunica di lana grezza strappata in più punti, i piedi gonfi, sanguinavano, malamente avvolti negli stracci che costituivano le sue scarpe. Eppure non aveva mai visto una donna più bella di quella piccola guerriera stremata. Poi Eyleena aprì gli occhi e lui temette che avrebbe iniziato nuovamente a dibattersi e si preparò a bloccarla. Invece la schiava restò incantata dallo sguardo del barbaro. Dimenticò la fuga, la rabbia e “lo vide” perdendosi in quegli occhi color del ferro.
La paura e la disperazione l’avevano braccata per tanto tempo. Eppure erano stati la sua difesa, il suo scudo, la sua forza e ora erano sparite, sciolte come neve tra le braccia di quell’uomo. Come era possibile? Perché non desiderava fuggire, perché…
E poi lui la baciò, dolcemente, stringendola piano a sé. E lei capì che se avesse voluto avrebbe potuto allontanarlo e rifiutarlo. Come mai le era stato concesso nella sua breve, terribile vita. Ma perché, poi, avrebbe dovuto farlo? Perché negarsi l’unico momento bello che, forse, il destino le avrebbe concesso? Rispose al quel bacio con un trasporto totale, assoluto, sentendo le lacrime bagnarle il viso. L’uomo le baciò quelle piccole gocce di dolore e di gioia ad un tempo. La guardò.
" Dobbiamo andare."
"Dove?"
Conan la fissò a lungo, in silenzio.
" T’importa? "
" No."
Improvvisa, inaspettata, come un regalo inatteso, la risata argentina di Eyleena risuonò nella notte. Una cascata di note cristalline che brillarono nella neve. Si strinse all’uomo che non conosceva e che non aveva mai visto prima e si sentì felice come mai le era successo prima.
Conan sentì il petto gonfiarsi di una sensazione nuova, sconosciuta. Un dolore e una gioia senza nome si annidarono nel suo cuore. Sapeva che prima sarebbe dovuto passare da Mac Bain per spiegargli che il suo vicino aveva deciso di tenere per sé la schiava che aveva promesso di riportargli ma, del resto, era quello che aveva deciso quando l’aveva vista per la prima volta, mentre sollevava le gonne per giocare a nascondino con i bimbi del villaggio nonostante i segni dei maltrattamenti e delle botte che le segnavano il viso e le braccia. E ne era stato ancora più sicuro quando l’aveva scorta sulle rocce della cascata a osservare lo scrosciare dell’acqua… era nuda e bellissima ma, invece che possederla, aveva desiderato indovinare i suoi pensieri segreti e confortarla, In quel momento non aveva potuto rischiare una guerra contro i Mac Bain. Veramente neanche adesso avrebbe potuto ma ormai lei era tra le sue braccia e non avrebbe rinunciato a quella sensazione per nulla al mondo. Del resto… se l’avesse sposata … e pagato un congruo riscatto… nessuno avrebbe potuto obiettare nulla. Ecco, adesso era nei guai fino al collo. Sposarsi? Era impazzito?
Poi la schiava si strinse a lui , adattandosi perfettamente al suo corpo. Conan spronò il cavallo. Doveva assolutamente arrivare a casa prima che padre Steffan crollasse a terra per la troppa birra. La ragazza lo baciò sul collo. Il dolore all’inguine divenne lancinante.
Lo stallone aumentò l’andatura mentre la notte abbracciava il barbaro e la sua donna in una coltre di silenzioso velluto.
Lady Night
oh ma che bel post!
RispondiEliminacomplimenti a Carla!
il suo racconto mi è piaciuto molto.
Wow, che bello! mi ha fatto sognare ed emozionare.
RispondiEliminaComplimenti a Lady Night.
Lucia
Devo dire che mi è piaciuto molto questo estratto. In così poiche righe non è facile esprimersi al meglio, invece l'autrice c'è riuscita.
RispondiEliminaComplimentissimi
Bravissima Carla!! é proprio vero in così poco spazio non è facile arrivare ad una sorta di conclusione ma il tuo mini racconto si chiude alla perfezione ed è anche moooolto intrigante!!!!
RispondiEliminabaci
Angy
che bello carla, davvero complimenti!!!
RispondiEliminaGrazie , bellebimbe. Effettivamente "contorcere" una storia per concluderla in pochi passaggi non è facile ma... a noi basta sognare non è necessario che tutto sia proprio coerente al massimo.
RispondiEliminaBacissimi, Carla.
Complimenti!!! Scritto benissimo! Da brividi! Non ho più il coraggio di scrivere il mio! Hai veramente talento.
RispondiEliminaBaci
Il brano proposto da Lady Night è in effetti coinvolgente.I personaggi e la situazione sono impostati bene, anche se limiterei gli aggettivi. Se posso tuttavia permettermi suggerimenti, dato che scrivere è un mestiere durissimo nel quale non si smette mai di imparare, l'obiettivo di suscitare emozioni di per sè non basta. L'autrice deve applicarsi sulla punteggiatura, fondamentale in qualsivoglia testo, e riflettere sulle parole. Faccio degli esempi: mal di testa "demoniaco" lo trovo inappropriato e lo avrei sostituito con atroce o feroce. Curerei molto anche il modo di esprimersi: la cuoca si asciugò le mani "al" grembiule... la cuoca si asciugò le mani "nel" grembiule. E ancora: gli occhi brillarono "dal" divertimento anzichè "per il" divertimento. Invece "che" possedere invece "di" possedere. Attenzione anche alle ripetizioni, quando sono così ravvicinate: ...per spiegargli che il suo vicino "aveva deciso" ecc. "Aveva deciso" viene detto subito dopo e avrei scritto:...per spiegargli che il suo vicino avrebbe tenuto per sè la schiava ecc. I miei, naturalmente, vogliono essere solo piccoli suggerimenti per rendere ancora più piacevole la lettura del brano di Lady Night, alla quale esprimo comunque il mio personale "brava".
RispondiEliminaMariangela Camocardi
Ciao Lady Night
RispondiEliminascrivere dopo il commento della sig.ra Camocardi mi fa un pò di effetto... ma tranquilla scrivo i miei complimenti, e poi parli di barbari ed highlands e non è affatto semplice quindi ciao e brava!
Daniela C
Aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhh! Ahi!Ahi!Se avessi saputo che il mio brano sarebbe stato esaminato da una delle mie autrici preferite nonchè universalmente nota per il l'accuratezza del suo linguaggio sarei stata più attenta, invece ... mezza volta e via! Lo ammetto: ho preso alla leggera il brano,perchè era un gioco tra di noi ... La prossima volta (ma ne avrò mai il coraggio?) m'impegnerò di più! Giurin giurello!
RispondiEliminaPerò non ditelo ai miei alunni che non ho riletto il tema 10 volte prima di consegnarlo. Grazie, signora Camocardi, la sua attenzione è valsa ben il mio regno!
Ragazze io ho fatto da cavia... ora tocca a voi. Orsù!
Bacissimi, Carlaconlaceneresul capo! Eh, eh!
N.B.Lo so, giusto: barbaro e highlander sono termini non equivalenti ma li ho fusi nell'uomo dei miei sogni che è barbaro, demonio e vive nelle Highlander. In più ha gli occhi di Mel Gibson... sospiri, sospiri!
Tanto di cappello a Lady Night, per essere solo un gioco tra amiche.. bè ora son curiosa di come finirà questa storia.... quando il seguito?
RispondiEliminaComplimenti!!
Non c'è di che, Lady Night. Il consiglio più spassionato che posso dare a qualcuno che vuole cimentarsi con la narrativa e quello di scrivere storie che abbiano una buona "credibilità" e che si reggano in piedi. Naturalmente i personaggi devono risultare altrettanto convincenti e soprattutto "veri". Ma la vita offre infiniti spunti da cui trarre ispirazione, non è vero?
RispondiEliminaBuon lavoro, dunque. Mariangela Camocardi.
P.S. Mi ha fatto enormemente piacere sapere che sono una delle sue autrici preferite, Lady Night: auspico di poter dire la stessa cosa di lei se continuerà a scrivere e in futuri potremo leggere i suoi romanzi.
ihihihihi...che effetto fa essere lette dalle scrittrici? di solito capita il contrario non e' vero? noi leggiamo e poi giudichiamo...
RispondiEliminaad ogni modo , tranquille ragazze, questo e' e rimane solo un gioco ...ho voluto fare una piccola sorpresa a Lady Night!
grazie Signora Camocardi.
Considero un piacere mettere la mia esperienza a disposizione di chi deve ancora farsi le ossa nel mestiere. Grazie a Juneross per avermi dato l'opportunità di rendermi utile a Lady Night.
RispondiEliminaMariangela Camocardi
Grazie a June (monella)e grazie ancora alla gentile signora Camocardi.
RispondiEliminaCarla.
Ciao Lady,
RispondiEliminache dire? Il tuo pezzo mi è piaciuto molto! Sarà che ho un vero debole per i Barbari?
Ho avvertito molta passione tra le righe e ho trovato il tuo lessico davvero "visivo".
Per quanto riguarda i segni di interpuntzione, ci sarebbe da aggiustare qualcosina...ma d'altronde la revisione è la parte più "noiosa" del mestiere di scrivere (almeno per me!)..perciò se puoi evitarla per ora, fallo!
Bacioni e un abbraccio,
Eli
Complimenti Carla!
RispondiEliminaIl brano è veramente piacevole...
Gasp... Aiut.... Questi giochi tra di noi stanno diventando veramente impegnativi. Non ero molto preparata....
RispondiEliminaCarla il Tuo pezzo mi è piaciuto molto, perchè Ti ho immaginata come me, a livello amatoriale al 100%, mentre cercavi di creare una piccola storia ad incastro. E Ti ho immaginata a lambiccarti il cervello per ogni tappa di questo gioco. Grazie per la condivisione.
Anzi questo gioco penso ci abbia aiutato a capire di più quanto è veramente difficile il mestiere di scrittrice e quanto lavoro c'è dietro. Ciao a tutte. Erica
Bellissimo pezzo...complimenti! A quanto un intero romanzo?? ;o))))
RispondiEliminaLady Akasha aka Lady Ariel
Learning without thought is useless; thought without learning is dangerous.
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The worst bankrupt is the person who lost his enthusiasm.
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