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Nel cuore della Tormenta. (La nota stridente)

Nel cuore della Tormenta di Suzanne Brockman


Direttamente dalla scrivania di Miraphora.

Nel cuore della tormenta, facente parte della serie Troubleshooters e pubblicata (ma dai!) a caso dalla Fanucci, è un romanzo catalogato come rosacrime, ovvero come un romantic suspance; tuttavia di romantico ha veramente poco.
Se ci si aspetta una mirabolante storia d’amore, tra inseguimenti, sparatorie e intrighi si rimarrà invariabilmente delusi.
In questo romanzo non c'era abbastanza spazio per una storia d'amore sviluppata come si deve. La Brockmann ha incastrato talmente tanti personaggi nello stesso spazio che non si sente, o non si può sentire, la mancanza di romanticismo. Non serve, la storia d'amore, quando ci sono personaggi secondari che spiccano quasi più dei protagonisti; non serve nemmeno quando il romanzo cerca di essere più corale che incentrato sulla storia d'amore.

La domanda è: il romanzo ne risente? La risposta è…no.
E’ un bene che l’autrice si sia dedicata alla trama, perché se si fosse affidata ai personaggi, avrebbe fallito miseramente. Eh si, il personaggio maschile…l’eroe…il militare/poliziotto/uomo d’azione non risponde ai cliché. Quando leggo SEAL mi aspetto, come minimo, un uomo alto, massiccio, tutto d'un pezzo; insomma, il classico eroe muscoloso con i lineamenti da duro e il cipiglio inferocito.

La Brockmann ha, probabilmente, una concezione tutta sua dell’eroe di romance…perché non è la prima volta che leggo di protagonisti maschili fuori dalle righe.
Il SEAL in questione si chiama Mark 'Marky Mark'/'Jenk' Jenkins e del SEAL ha veramente poco. Rispetto all’ideale sopra descritto, Marky Mark non ha nessuna caratteristica.
Solamente il soprannome è tutto un programma: Marky…sembra il nomignolo che si da ad un bambinetto. Tristezza immensa.

Cominciamo con l’analisi dell’eroe: prima di tutto è basso, molto basso, così basso che la protagonista lo guarda negli occhi.
Ma chi ha mai letto di un eroe militare basso? Io no! Dov’è finito l’eroe la cui ombra eclissa quella dell’eroina? Mistero…Va bene, gli concedo il fisico asciutto (e vorrei ben vedere…ci mancava un SEAL magro come un chiodo) e l’addominale scolpito gli fa guadagnare qualche punto, ma siamo comunque molto in basso nella classifica.
Secondo, Marky ha il visetto da ragazzino (orrore e raccapriccio!) tanto che l'eroina dubita della sua maggiore età (gasp!); ha le lentiggini che by definition vengono associate ai bimbi vispi o alle ragazzine, ma non- e sottolineo non – agli eroi militari.
Tutti i suoi compari SEAL lo definiscono carino e l’eroina addirittura gli appioppa un ‘tenero’ che mi ha fatto rizzare i peli delle braccia.
Insomma, ma questo Marky Mark che SEAL è? Forse è il caso di considerare la possibilità che l'autrice lo abbia volontariamente reso così poco SEAL per dare spazio al suo 'carattere', almeno credo.

Per fortuna, quindi, che il romanzo si fa leggere per la trama e per gli altri personaggi di contorno, che colpiscono più del protagonista. La storia d’amore? Trascurabile, per me, proprio perché l’eroe non ha nulla dell’eroe come lo intendo io. Un SEAL che sembra un marinaretto non ispira la mia mente romantica.

da Le letture di Miraphora link

Commenti

  1. Ciao
    ben scritto ma penso che non leggerò mai il libro, primo per il genere che non mi entusiasma e poi per ciò che hai scritto, troppe le note che stridono.
    E oddio Miraphora, leggendo la tua nota stridente, ho trovato il termine SEAL che non conoscevo, la mia infinita ignoranza, spero di aver capito ora, dovrebbe essere un termine inglese per l'eroe in un certo modo o ... mah.
    ciao Daniela C

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  2. Bellissimo articolo, complimenti
    A me personalmente è piaciuto questo libro, peccato solo che le storie dei personaggi siano intrecciate tra i vari libri che naturalmente da noi ancora non hanno pubbliccato o pubblicati a caso....sig sig sig
    Sicuramente molto piu' scorrevole di Ad alto rischio
    Baci

    RispondiElimina
  3. Per Daniela:Seal sta per Sea, Air and Land Forces.Sono le forze speciali della US Navy e quindi militari americani
    :)

    RispondiElimina
  4. Grazie Lara
    mi hai tolto il dubbio, non si finisce mai di imparare e/o conoscere.
    Ciao Ciao Daniela

    RispondiElimina
  5. Ops...non vi ho detto cos'è un SEAL. Sono troppo abiatuata a leggere in originale >_> sorry ladies.

    Cmq il romanzo è bello e merita soprattutto per conoscere Izzy Zanella (lui si che mi ispira :D)

    Mira

    RispondiElimina
  6. Sarà l'omonimia del nome, ma mi trovo d'accordo con Daniela..neanche a me entusiasma tanto il genere....E poi i bassi mi fan tornare in mente Harry (brrrrr).....Dany

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  8. che bella notina stridente Mira!!

    Però non so se il libro è il mio genere!

    RispondiElimina
  9. Proprio stridente questa nota. Brava. Non ho mai letto nulla dei SEAL prchè i militari non sono il mio genere. Del resto chi erano i guerrieri nedievali che io tanto amo se non i seal dell'antichità? Dovrò provare aleggere qualcosa mi sa. Però dovrai consigliarmi un must del genere! Baci, Carla.

    RispondiElimina
  10. mira un uomo così non ispira neppure la mia di mente romantica!! ma poi non ho capito una cosa: è uno storico o un contemporaneo?

    RispondiElimina
  11. Bella recensione, complimenti!

    Come sempre sono d'accordo con Lara! Questo libro mi è piaciuto tantissimo! E' scritto molto bene e ha un buon ritmo. Anche Ad alto rischio mi è piaciuto, ma ho preferito Nel cuore della tormenta perché c'è più azione.
    Anche se il protagonista non è il mio ideale di eroe da romanzo, c'è un'intera squadra di Seal che fa sognare!

    Laura

    RispondiElimina

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