Un marito per Lady Charlotte di Katie Mac Allister.
Alasdair McGregor,Lord Carlisle , gli intimi lo chiamano Dare, e lady Charlotte, cugina di Gillian protagonista del primo libro della serie Nobles , Gillian si sposa, sono i protagonisti di questo romanzo .
Lei è bella, anticonvenzionale, ha sfidato il bon ton fuggendo con un nobile italiano che ha poi sposato, è rimasta vedova, ma senza un soldo, torna in Inghilterra per essere la regina della Stagione.
“Voglio un esercito di spasimanti, bei vestiti, serate danzanti e baci rubati in giardino” è superficiale, per lei conta l’apparenza, è una farfallina senza cervello, viziata, a volte diventa cinica e calcolatrice o meglio venale, ma soprattutto è ignorante, molto ignorante .
Quanti strafalcioni pronuncia, all’inizio sorridi quando leggi ad esempio: «Sarà facile come prendere il miele da un formicaio» oppure «Per ora ho troppi cani da mettere al fuoco»
«Matthew?» replicò Charlotte. «È tale e quale a papà. Dopo la sua morte, quattro anni fa, fu lui a prendere su di sé la missione di ostricarmi.» «Ostracizzarmi, Char. Dovresti davvero sforzarti di usare le parole giuste.»
Davvero dovrebbe!! Vabbé è un’ignoranza comica ma poi diventa “cosmica” e allora ti irrita quel suo continuo incessante vezzo di sbagliare le parole e i proverbi e acciderba come stride soprattutto se pensiamo a lui, a Dare che è un lord scozzese, ma povero, orgoglioso e innamorato di lei (sigh! è proprio per questo un uomo di coraggio), l’ha sposata per salvarla dallo scandalo, ma non vuole fare l’amore con lei se lei non impara ad amarlo, «…voleva che Charlotte fosse un’amica, una compagna con cui dividere la propria vita, non solo il letto» «…perché non poteva essere come gli altri uomini e prendere quello che gli veniva offerto senza cercare di conquistare il suo affetto?
Comunque Charlotte insiste, non si arrende e quindi gli domanda:
«…mi desideri?» Annuì non fidandosi della propria voce.
«…Ma vuoi da me qualcosa di più della passione..»
«…Sì voglio qualcosa di più »
Embe', quest' uomo è caparbio, non vuole niente di meno che l’amore con l’A maiuscola, non si accontenta, lotta per questo.
Ma la lettrice a questo punto si domanderà: ma perché proprio di Charlotte è innamorato? Uhmmm....gli opposti che si attraggono? Certamente lui è tutto quello che Charlotte non vorrebbe in un uomo: è povero, lavora , non gli piacciono le feste e i ricevimenti, è orgoglioso, testardo, ma è bello, è comunque un lord e la ama, ed è ovvio che…
Andando avanti nella lettura tra pasticci, colpi di scena e gli immancabili strafalcioni linguistici, quando si arriva al punto che lei poteva fargli credere quello che voleva, poteva ridurlo in suo potere solo se gli avesse detto che lo amava Charlotte che fa? Non mente!!! Per la prima volta nella sua vita- e dico la prima volta- mette i sentimenti di un altro al posto dei propri e piano piano scopre di essere già innamorata di suo marito. E il suo cambiamento è evidente e apprezzabile.
È il momento del relax, ora pensi tutto cambierà. Sì …ma… accidempoli! Ecco che c’è un’esplosione e il bel Dare rimane sfigurato, menomato. Oh nooo … e le note si fanno stridenti stridenti anzi dissonanti.
E mi fermo qui, altrimenti più che una nota stridente sembra una Male Lingua!!! E non lo vorrebbe essere perché la lettura è scorrevole e l’ironia tipica della Mac Alister c’è. Mi sono fatta un sacco di risate soprattutto nella scena di seduzione della prima notte di nozze e in altre scene erotiche.
E' evidente dalla lettura che la scrittrice vuole prendere in giro il bon ton e le idee cristallizzate e assurde di una parte di quella società nobile inglese, per cui è un libro da leggere anche se a volte senti non un concerto di violini ma il suono di una chitarra scordata.
Ciao, ciao !
Daniela C
Londra, 1820-1830
Irragionevole, testarda e imprevedibile, Lady Charlotte è una forza della natura che travolge tutto ciò che incontra. Tornata a Londra dopo essere rimasta vedova del nobile italiano con cui era fuggita quattro anni prima, deve subito cimentarsi nella difficile impresa di trovare un nuovo marito, titolato e possibilmente molto ricco, che le consenta di riprendere il posto che le spetta in società. Il caso mette sulla sua strada proprio Lord Carlisle, il gentiluomo di cui si era invaghita un tempo e che era stato sul punto di chiederla in moglie. Il fatto che lui non abbia la minima intenzione di sposarla e che sia interessato soltanto alle sue invenzioni non rappresenta un ostacolo, perché Charlotte è sempre riuscita a ottenere ciò che voleva. Almeno fino a quel momento...
Alasdair McGregor,Lord Carlisle , gli intimi lo chiamano Dare, e lady Charlotte, cugina di Gillian protagonista del primo libro della serie Nobles , Gillian si sposa, sono i protagonisti di questo romanzo .
Lei è bella, anticonvenzionale, ha sfidato il bon ton fuggendo con un nobile italiano che ha poi sposato, è rimasta vedova, ma senza un soldo, torna in Inghilterra per essere la regina della Stagione.
“Voglio un esercito di spasimanti, bei vestiti, serate danzanti e baci rubati in giardino” è superficiale, per lei conta l’apparenza, è una farfallina senza cervello, viziata, a volte diventa cinica e calcolatrice o meglio venale, ma soprattutto è ignorante, molto ignorante .
Quanti strafalcioni pronuncia, all’inizio sorridi quando leggi ad esempio: «Sarà facile come prendere il miele da un formicaio» oppure «Per ora ho troppi cani da mettere al fuoco»
«Matthew?» replicò Charlotte. «È tale e quale a papà. Dopo la sua morte, quattro anni fa, fu lui a prendere su di sé la missione di ostricarmi.» «Ostracizzarmi, Char. Dovresti davvero sforzarti di usare le parole giuste.»
Davvero dovrebbe!! Vabbé è un’ignoranza comica ma poi diventa “cosmica” e allora ti irrita quel suo continuo incessante vezzo di sbagliare le parole e i proverbi e acciderba come stride soprattutto se pensiamo a lui, a Dare che è un lord scozzese, ma povero, orgoglioso e innamorato di lei (sigh! è proprio per questo un uomo di coraggio), l’ha sposata per salvarla dallo scandalo, ma non vuole fare l’amore con lei se lei non impara ad amarlo, «…voleva che Charlotte fosse un’amica, una compagna con cui dividere la propria vita, non solo il letto» «…perché non poteva essere come gli altri uomini e prendere quello che gli veniva offerto senza cercare di conquistare il suo affetto?
Comunque Charlotte insiste, non si arrende e quindi gli domanda:
«…mi desideri?» Annuì non fidandosi della propria voce.
«…Ma vuoi da me qualcosa di più della passione..»
«…Sì voglio qualcosa di più »
Embe', quest' uomo è caparbio, non vuole niente di meno che l’amore con l’A maiuscola, non si accontenta, lotta per questo.
Ma la lettrice a questo punto si domanderà: ma perché proprio di Charlotte è innamorato? Uhmmm....gli opposti che si attraggono? Certamente lui è tutto quello che Charlotte non vorrebbe in un uomo: è povero, lavora , non gli piacciono le feste e i ricevimenti, è orgoglioso, testardo, ma è bello, è comunque un lord e la ama, ed è ovvio che…
Andando avanti nella lettura tra pasticci, colpi di scena e gli immancabili strafalcioni linguistici, quando si arriva al punto che lei poteva fargli credere quello che voleva, poteva ridurlo in suo potere solo se gli avesse detto che lo amava Charlotte che fa? Non mente!!! Per la prima volta nella sua vita- e dico la prima volta- mette i sentimenti di un altro al posto dei propri e piano piano scopre di essere già innamorata di suo marito. E il suo cambiamento è evidente e apprezzabile.
È il momento del relax, ora pensi tutto cambierà. Sì …ma… accidempoli! Ecco che c’è un’esplosione e il bel Dare rimane sfigurato, menomato. Oh nooo … e le note si fanno stridenti stridenti anzi dissonanti.
E mi fermo qui, altrimenti più che una nota stridente sembra una Male Lingua!!! E non lo vorrebbe essere perché la lettura è scorrevole e l’ironia tipica della Mac Alister c’è. Mi sono fatta un sacco di risate soprattutto nella scena di seduzione della prima notte di nozze e in altre scene erotiche.
E' evidente dalla lettura che la scrittrice vuole prendere in giro il bon ton e le idee cristallizzate e assurde di una parte di quella società nobile inglese, per cui è un libro da leggere anche se a volte senti non un concerto di violini ma il suono di una chitarra scordata.
Ciao, ciao !
Daniela C
Dunque mi par di capire che vale quasi la pena di leggerlo...Magari riproverò...L'avevo preso perché "Gillian si sposa" mi aveva divertito molto, ma questo invece ho DOVUTO lasciarlo là dopo poche pagine. Lei è troppo oca! Come personaggio secondario andava bene, era anche divertente, ma come protagonista...brrr...
RispondiEliminaOra forse lo inizierò di nuovo...al limite lo rimollo...
Anche io l'ho lasciato da parte dopo poche pagine.
RispondiEliminail libro di Gillian e Noble mi era molto piaciuto, ma gli altri 2 della serie insomma.
Forse ho sbagliato momento, magari tra un pò riprovo a prenderlo di nuovo in mano, magari va meglio
Nooo!Va beh' che la'autrice vuol fare un po' di ironia e che talvolta si ride un po', il protagonista maschile è romantico...ma Charlotte è troppo improbabile e troppo troppo irritante. La mia copia è finita da tempo nel cestino della carta da macero.
RispondiEliminaGio
da tempo l'avevo visto nell'usato e volevo comprarlo, mi incuriosiva, adesso mi sta venendo qualche dubbio... ma gli strafalcioni di cui parla Daniela sono creati a posta dall'autrice o son errori? se così fosse risparmio i soldini...
RispondiEliminaCiao Diana
RispondiEliminagli strafalcioni sono voluti dall'autrice, per creare comicità e sottolineare l'"ignoranza" di Charlotte. Se non costa molto puoi comprare il libro così termini la serie Noble, ma sicuramente dei 3 è quello più stridente e, a seconda dei gusti, può anche essere visto come il peggiore della serie. Certamente il migliore è il primo Gillian si sposa, ecco questo te lo consiglio veramente e comunque l'autrice è molto ironica, e spesso per rilassarti hai bisogno di farti qualche risata e di sorridere...
ma sempre se hai voglia di leggerezza Ciao ciao Daniela C
ok daniela, sicuramente lo comprerò visto che gli hai dato qualche speranza! a volte è bello leggere storie ironiche e più leggere..grazie mille per il suggerimento.
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