Ritrovarsi a Green Valley - Ultimi capitoli.

Ci siamo ragazze, ecco gli ultimi capitoli del racconto Ritrovarsi a Green Valley.
Abbiamo deciso di omaggiare le nostre due scrittrici, Lety e Lilli, con una copertina creata appositamente per il loro  romanzo d'esordio.



Per leggere i capitoli precedenti, cliccate qui (LINK)
Buona lettura.




Capitolo -12-



Fumante di rabbia per essere stata recentemente ribattezzata Betty o Bezzy e per altri ovvi motivi, Becky pensò che un era sabato mattina di una bellissima giornata di sole e lei stava lavorando! Diamine, erano mesi che non si prendeva qualche giorno di ferie e dato che le cose sul piano lavorativo erano decisamente sotto controllo, forse era il momento di partire per Timbuctù! Beh, non proprio così lontano, ma era il comunque il momento di allontanarsi da quel posto! Ora che aveva capito di essere ancora innamorata di Peter, non poteva stare là ad assistere alla festa sua festa di fidanzamento con la dea incarnata.

Iniziò così a scrivere una mail: “Ciao Britany! Come stai? Ho bisogno di un favore…”


Un viaggio a Timbuctù non era così lontano dai pensieri di Peter, in quel momento in giro per il ranch. Astrid stava amabilmente cinguettando di vari amici comuni di cui a parte qualche raro caso, Peter considerava solo conoscenze e taluni anche disgraziate e invitabili conseguenze delle conoscenze! Ripensò al piacevole silenzio che aveva a volte condiviso con Becky nei giorni scorsi, mentre lavorano in ufficio oppure ieri in macchina. Ieri… già gli sembrava un secolo prima…

“Astrid, ancora non capisco il motivo per cui hai deciso di venire qua” tento di inserirsi Peter nel monologo della ragazza.

“Oh, Peter, mi mancavi da morire, ho capito da quando sei partito che sentivo troppo la tua mancanza. Avevo voglia di vederti e vedere dove hai vissuto da ragazzo”

Era pur vero che avevano avuto diversi episodi di intima conoscenza, molto piacevoli, in effetti era una donna bellissima, ma lui non voleva impegni di sorta, soprattutto con una come lei, ricca e viziata che più che un uomo aveva bisogno uno chauffeur, un bodyguard, un maggiordomo, insomma il classico zerbino che lui non era e non voleva essere mai per nessuna donna!

“Astrid, non so che cosa pensi che ci sia tra noi, ma tu sai che non voglio una relazione stabile e non voglio che tu ti faccia illusioni a riguardo, siamo stati bene ad uscire insieme, ma al momento voglio dedicare tutte le mie attenzioni alla situazione di Yellow Rose e poi ritornare a NY”

“Lo so come è la nostra relazione, ma ciò non toglie che volessi passare del tempo con te. Scappare per un po’ dalla città è una cosa così salutare e di moda, tesoro”

Rassegnato all’ineluttabile compagnia, passò le ore successive a finire il giro del ranch e anche quello del paese perchè “è così naif andare in giro per le città di provincia, tesoro” ripensò con un sospiro alla spiegazione data da Astrid.

Rientrarono che era quasi il tramonto, lasciò la ragazza alla sua doccia e cambio per cena e si diresse verso il capannone degli uffici. Trovò tutto chiuso, beh, si disse che era comunque sabato pomeriggio, anche Becky aveva diritto al weekend. Senza rendersi conto si trovò al cottage di lei, anche là tutto chiuso e spento, con fastidioso disagio pensò che forse era con Greenwood, magari erano a ridere e scherzare davanti ad una pizza, mentre lui avrebbe avuto una cena con tutta la famiglia e Astrid.

Tornò quindi sui suoi passi diretto all’ingresso laterale che dava sulla cucina, là trovò sua nonna con un gatto in braccio. “Nonna, ciao, come mai Gengis è qua? Non ti bastava la tua pappagallina Penelope?”

“Certo che mi basta Penny, è già troppo esigente per essere solo un pennuto!” disse lei “Becky, mi ha lasciato Gengis prima di partire”

“Partire??? Come partire, è andata via per il weekend?”

“Non ti ha detto niente? Ma che strano, comunque ne ha parlato con tuo padre, perché Helen lo sa. Rientra tra una settimana, è andata a trovare un’amica, ma non è stata molto chiara…”

Non aveva ancora finito di parlare, che lasciò sua nonna senza una parola diretto allo studio. Prese il telefono e compose il numero di cellulare di Rebecca.

“Pronto?” disse la solita voce gentile

“Rebecca, dove diavolo sei?!?”

“Peter??? Sono all’aeroporto…”


Capitolo - 13 -



"E che accidenti ci fai all'aereoporto?"

"Peter… “sospirò Becky “ho parlato con tuo padre e tua madre...."

"Non ti è passato per la testa che forse avresti dovuto parlare anche con me?"

"Io...." ma non fece in tempo a dire nulla perchè lui la interruppe

"Diamine! Che razza di comportamento è il tuo? Ti credevo più corretta e professionale, evidentemente mi sbagliavo di grosso!"

Quello fu troppo persino per lei " Ascoltami bene Peter, quando tuo padre ha iniziato a stare male, ci sono stati giorni in cui lavoravo fino alle 3 di notte e ricominciavo alle 6! Non prendo ferie da non mi ricordo nemmeno più quanto e non è mia abitudine lasciare le persone in difficoltà o andarmene di punto in bianco fregandomene del lavoro. Prima che gentilmente mi interrompessi ti dicevo che ho parlato con Richard e anche con Helen, la situazione, ora che ci sei tu, è ritornata alla normalità, ho fatto tutto quello che dovevo e per i lavori di segreteria mi sostituirà J.J. Il figliastro di Eddy, sa come muoversi, mi ha già sostituita altre volte e tuo padre è d'accordo. Per quanto mi riguarda ho avuto un'emergenza e non posso fare a meno di partire e se tu non fossi stato in giro" a trastullarti con Miss America pensò "ne saresti stato debitamente e tempestivamente informato! E poi si tratta solo di sette giorni."

E incoerentemente aggiunse "Ho finito, grazie"

"Dove vai?"

"In Italia" sospirò, quella telefonata la stava spossando.

"In Italia? Che genere di emergenza ti porta in Italia?"

"Peter questi sarebbero....oh no! No, no, no!!!!!!!!!"

"Che succede?"

"Succede che ho perso l'aereo, ecco quello che succede!" aveva una vocina lacrimosa e sconsolata

"Arrivo"

"Ma dove?"

"All'aereoporto"

"Peter ma perchè? E a far cosa?" ma lui aveva già messo giù.

Bene, pensò, sto fuggendo dall'uomo che amo, l'uomo che mi sta spezzando il cuore, lo stesso che mi ha fatto perdere l'aereo e che sta venendo qui a fare non so cosa. Accidenti a lui! Accidenti a lui un milione di volte!

Peter la trovò seduta su una poltroncina, composta come sempre, con una mano reggeva un libro e con l'altra si arrotolava i capelli intorno all'indice, in un gesto tipicamente suo. Aveva temuto di non trovarla e perchè poi? E, soprattutto, perchè mai stava andando lì? Si era chiesto queste cose più volte mentre a velocità folle andava all'aereporto, con l'unico risultato di accellerare ancora di più.

"Ciao" le disse avvicinandosi

Lei sobbalzò, alzò su di lui i suoi occhi immensi e rispose al saluto, poi gli chiese "Ma perchè sei venuto?"

Già perchè? E ora...? E.....la folgorazione!

"Rebecca" iniziò prendendo posto accanto a lei "Sai bene quanto viaggio e come conosca a menadito tratte e orari di questo posto. Qualunque sarebbe stata la tua destinazione in Italia, avresti dovuto fare scalo o a NY o a Boston. Qui a Boise ci sono solo due aerei a settimana che vi sono diretti, quello per Boston il giovedì, ieri, e quello per NY il giorno seguente, quindi oggi, certamente quello che hai perso. Questo vuol dire che non potrai ripartire prima di giovedì della settimana prossima. "

"Già" rispose lei che nel frattempo si era evidentemente informata, e aggiunse

"Sì Peter, ma avrei preso un autobus per ritornare al ranch, mi sarei arrangiata in qualche modo, non c'era bisogno...."

"I miei sarebbero stati in pena sapendoti qui tutta sola, non volevo aggiungere altre preoccupazioni a quelle che già hanno" stava mentendo spudoratamente.

"Già" ripetè Becky dinuovo e si avviarono all'auto.

Erano in viaggio da un pò quando Peter le chiese "Perchè andavi in Italia? Non mi risulta che tu abbia parenti che vivano lì, e poi ho visto Garwood in città nel pomeriggio, quindi ho escluso che partissi con lui"

Oh Signore, oh tutti i Santi del Paradiso, invocò Becky prima di rispondere "Peter… ti ricordi di Britany? Vedi lei ha sposato un italiano e... sta per avere un bambino" Ma che c'entrava Olly?

"Un altro? Non aveva gia due gemelli?"

Accidenti a lui, quell'uomo era onnisciente! "Sì, sì ma sta per averne un altro e sai lei li è tutta sola, Alberto, suo marito, è anche figlio unico e, oltre lui, non c'è nessuno a sostenerla o a occuparsi dei bambini..." Alberto aveva 6 tra fratelli e sorelle tutti sposati e con prole che letteralmente adoravano Britany la quale non stava per avere nessun bambino.

Stava perdendo il conto delle sue bugie!!!

"Mi dispiace per lei Rebecca, ma in qualche modo si arrangeranno, la settimana prossima e quella dopo sai tutto quello che c'è da fare quindi dovrai rinunciare almeno per il momento al tuo viaggio, Richard riprenderà gradatamente il suo posto e sai che ha bisogno di te" fece leva Peter sui suoi sensi di colpa.

"Sì, sì, lo so, Britany capirà..." certo Britany avrebbe sicuramente capito che lei stava impazzendo.

Il resto del viaggio si svolse in silenzio, erano quasi arrivati quando Peter esclamò "E poi dovresti essere contenta, in questo modo non ti perderai il party per Astrid"

"E' vero, già come avrei potuto perdermi questo evento. Ciao Peter e grazie" Preferirei andare a cena con Belzebù, vai pure al diavolo Peter Small e grazie un corno, ma questo lo pensò soltanto.



Capitolo - 14 -



La situazione si stava davvero ingarbugliando, rifletteva Becky il giorno seguente mentre si preparava per la serata. Come avrebbe fatto a sostenere tutti gli amici e sorridere mentre dentro voleva esplodere? Era uno dei tanti misteri irrisolvibili della natura! Per fortuna aveva risolto il problema abbigliamento, era pur sempre una ragazza di provincia ma non per questo non amava fare shopping!

Era l’occasione giusta, elegante, ma informale, per indossare il nuovo abito bianco che aveva acquistato un paio di mesi prima a Boise, in una giornata di spese in compagnia di Olly e il suo compagno. A dire il vero non era molto convinta di se quando se lo provò, ma i gridolini dei suoi amici uniti a diverse occhiate di approvazione da parte di alcuni uomini presenti, l'avevano fatta capitolare e così era uscita dal negozio felice del suo acquisto e convinta che sarebbe ammuffito nel suo armadio. Ed invece eccola lì, davanti allo specchio, a rimirarsi con quell'abito di taglio sartoriale che, pur nella sua lineare semplicità, metteva in risalto tutte quelle curve che normalmente erano coperte da jeans e improbabili camice. La schiena restava completamente scoperta e, vista la temperatura, decise di prendere anche lo scialle che Olly aveva insistito per regalarle in quella stessa giornata di spese folli. Si truccò leggermente, raccolse i capelli in uno chignon e, appuntandosi i sandali argento, cercò di stamparsi sul viso il sorriso più falso e condiscendente di tutto l'universo conosciuto.

Uscì di casa, si sentiva bella e soddisfatta di se.

Almeno finchè non vide la venerabile Astrid agghindata per l’occasione. Con il suo abito, ipergriffato certamente, unito a trucco e acconciatura spettacolare, era a dir poco abbagliante.

Oddio, già non c’era confronto tra il suo fisico e quello della donna con abbigliamento casual, ma con questa “mise” la distruzione fisica e psicologica era inevitabile…

Si fece forza ed entrò nel cerchio di luce del giardino, illuminato per l’occasione, e cominciò a salutare i presenti, evitando accuratamente tutti i componenti della famiglia Small… era da codardi è vero, ma c’era un limite alla sopportazione. Oh no? Visto che la stava raggiungendo a passo deciso la persona che meno avrebbe voluto vedere quella sera.

“Rebecca, era ora che tu arrivassi” disse Peter piuttosto nervoso.

“Scusami, non pensavo che ci fosse un’orario per l’inizio della serata!” disse lei di rimando, possibile non riuscisse mai a dirle qualcosa senza avere quell’aria di rimprovero????

Peter si rese conto del modo in cui aveva accolto l’arrivo di Rebecca, era tutto il giorno che sopportava insulse chiacchiere di donne, sua madre, sua nonna e soprattutto Astrid che non riusciva a stare in silenzio per più di 2 minuti… doveva ammettere di aver aspettato tutto il giorno per vederla e quella sera era davvero splendida.

Appena l'aveva scorta tra gli invitati, prima di raggiungerla, gli si era letteralmente azzerata la saliva ed era rimasto come rapito dalla luce di dolcezza e serenità che Rebecca sembrava emanare.

Non era solo l’abbigliamento e il trucco, ma era il suo modo di essere. Speciale. Dopo averla notata, aveva anche visto che si era fermata a parlare con i ragazzi del ranch e il loro modo di guardarla facendole gli occhi da trota lo avevano fatto innervosire ancora di più! Prima che quella stramaledettisima serata finisse, era sicuro che avrebbe preso a pugni qualcuno.

Ammorbidendosi disse “Mamma e nonna ti cercavano e anche papà non vedeva l’ora di vederti”

“Ma certo, vado subito da loro” disse Becky dirigendosi verso la famiglia seguita a ruota da Peter.

Thea vide arrivare Peter e Becky e guardando negli occhi la nuora penso che sarebbero stati davvero una bella coppia… Peccato che suo nipote avesse scelto un’altra donna, che era bellissima e molto mondana… forse troppo mondana, era arrivata al limite della sopportazione delle chiacchiere inutili negli ultimi due giorni, e si chiedeva come suo nipote potesse anche solo prendere in considerazione l'idea di sposarla!

“Oh, è arrivata anche Bessy!” fece Astrid quando notò che stavano raggiungendoli

“Becky, si chiama Becky” dissero all’unisono le signore Small.


Capitolo - 15 -




Peter prese sottobraccio Rebecca mentre insieme a lei si dirigeva verso la famiglia.

Quel giorno era strano pensò. Di mattina aveva fatto una lunga chiacchierata con suo padre, inizialmente l'avevo messo al corrente di tutto il lavoro svolto nel frattempo, ma poi il discorso era virato, chissà come, su altri argomenti, e avevano finito per dirsi tante cose.

Peter gli aveva parlato della sua impresa e della sua vita e Richard guardava con occhi nuovi quell'unico figlio che, naturalmente e nonostante tutto, non aveva mai smesso di amare. Forse, l'essersi sentito così vicino alla morte l'avevo reso più aperto e disponibile e quel giorno padre e figlio, pur senza tante parole o gesti eclatanti, si erano riconciliati e questa nuova gioia brillava anche negli occhi di Helen e Thea.

Becky era sempre più agitata, Peter la stava trascinando e lei riusciva solo a pensare a quanto fosse bello sentire la sua mano sul braccio, maledì la sua inettitudine e accellerò il passo per evitare di cadere.

Astrid faceva di tutto per monopolizzare la sua attenzione, ma Peter non aveva occhi che per Rebecca e ormai non si curava nemmeno più di nasconderlo.

Cosa gli stava accadendo non era poi difficile da capire, ma a 35 anni era quanto mai complicato gestire l'idea di essere innamorato, ma lui non era un codardo e non nascondeva a se stesso quello che sentiva. Conosceva da sempre Rebecca, ma l'aveva ritrovata donna, una donna dolcissima e speciale, che discretamente, un passo alla volta, gli era entrata nel cuore e nel sangue. Riappacificarsi con suo padre, forse, l'aveva riconciliato anche a se stesso, era ora di smettere di correre, adesso sapeva ciò che voleva e, giurò a se stesso, se lo sarebbe preso, fosse l'ultima cosa che avesse fatto nella vita. Stava appunto facendo queste riflessioni quando i suoi occhi si appuntarono per caso su Lenny “Penny” il figlio dei Bascomb, così soprannominato perchè sua madre ripeteva spesso che se avesse avuto un penny per ogni marachella combinata da Lenny sarebbe stata la donna più ricca d'America. La peste in questione doveva avere non più di sei anni e stava cercando di infilare furtivamente qualcosa nel vassoio della macedonia posto su uno dei grandi tavoli. Pete, che un tempo conosceva tutti quei trucchi e anche di peggio, realizzò subito due cose: che Lenny era ciò di cui aveva bisogno e che non avrebbe mangiato la macedonia.

Si avvicinò al piccolo e gli disse “Ho bisogno di un favore vecchio mio e se sarai così bravo da fare esattamente quello che ti dico ti regalerò un pony” Mentre gli occhi di Lenny schizzavano fuori dalle orbite per lo stupore e la contentezza, Peter gli bisbiglio nell'orecchio per qualche minuto, quindi il bambino lasciò andare le blatte che aveva in mano e che stava sistematicamente distribuendo nel cibo e corse via.......

Tutto si svolse in pochi minuti, ma nell'esatto modo in cui Peter l'aveva concepito, avrebbe regalato a Lenny il suo pony e magari anche una quota di partecipazione alla sua società! Il bimbo doveva nell'ordine urlare di aver visto un serpente, nel farlo doveva, per la paura e l'agitazione versare tutto il suo bicchiere di succo di frutto sul vestito di Astrid e subito dopo rubare lo scialle dalle spalle di Rebecca e correre fino alla serra. In pochi istanti l'attenzione di tutti era calamitata su altro, Astrid era fuori dalle scatole e Rebecca sola nella serra, naturalmente aveva inseguito Lenny, più per paura che gli accadesse qualcosa che per lo scialle. Infatti, quando Peter arrivò la trovò che guardava ovunque tra le piante a caccia della peste.

“Rebecca...”

“Oh Peter, sono qui a cercare...” ma non finì la frase perchè lui la prese tra le braccia e la baciò, una bacio dolcissimo e appassionato che sembrò non avere mai fine.

Quando Peter si staccò da lei, Becky temette di cadere, lo guardò e gli chiese tristemente “Perchè lo hai fatto? Mi stai facendo del male Peter, no so che ti passa per la testa, se ti diverti, ma io no di sicuro."

"Non è affatto un gioco Rebecca" ribattè Peter

"La tua fidanzata è là fuori, per favore rispetta sia me che lei!" E resa forte dalla disperazione disse "Per quanto proprio non capisco come tu riesca a sopportarla... ma questi sono affari tuoi e ora se vuoi scusar..."

Ma lui la trattenne. Con entrambe le mani le accarezzò il volto, poi le disse “Rebecca devo sapere che cosa provi per me. Astrid ed io non stiamo insieme, è venuta qua senza dirmi niente e la sto solo educatamente sopportando nell'attesa che decida di tornarsene a Ny.”

Becky lo guardò con gli occhi pieni di lacrime, respirando profondamente.

“Rispondi Rebecca, so che c'è Greenwood, ma lo sento che anche tu provi qualcosa per me, non sprechiamo la nostra occasione, ti prego"

Anche se stupita e incredula per quello che le stava dicendo Peter, riuscì a ritrovare la voce:

“Io ti amo Peter!! Si, da sempre, da quando avevo 14 anni, ti amo da allora e nonostante tutti questi anni di separazione, dentro di me non ho mai smesso di amarti” gli argini si erano rotti e le lacrime che le tremavano negli occhi presero a scendere copiose.

Quell'uomo incomprensibile l'abbracciò cosi forte che il suo corpo sembrò spezzarsi.

Poi la sollevò a sedere in mezzo ai fiori e guardandola con occhi carezzevoli esclamò “Sei tutto ciò che voglio e che mai vorrò, ti amo Rebecca e vorrei che tu diventassi mia moglie”

Lei si portò le mani al viso, tremava come una foglia quando lo guardò e disse “Oddio Peter, non riesco a respirare, sento qua...” e fece per toccarsi il petto, ma non riusciva a trovare le parole...

“Rebecca? Ti senti male?! Che cos'hai????"

Lei gli afferrò le mani e mettendosele sul cuore sussurrò“No, Peter, no, non mi sento male, è che non può essere vero, non è possibile, io sto sognando” lo guardò di nuovo con tutto l'amore che provava e il cuore di Peter mancò un battito.

L'abbracciò e baciò di nuovo, e dopo diversi minuti le disse : "Che ne dici se diamo la bella notizia ai miei e rimandiamo a casa Astrid?"

"Non vedo l'ora, spero che siano felici per noi..."

Peter sorrise "Non ho dubbi, ti adorano da sempre, quasi quanto me... però dobbiamo parlare anche con Greenwood... deve sapere...."

Questa volta Rebecca sorrise con fare molto molto misterioso, si avvicinò al suo orecchio e gli bisbigliò:"Peter, Oliver è già fidanzato, con un'altra persona, si chiama Luke... Non credo che tu debba più essere geloso"

Abbracciati e ridendo complici, Becky e Peter si avviarono alla ricerca dei familiari...


- Epilogo -



Tre anni dopo...


Erano finalmente arrivati, Peter aveva lentamente frenato e, sceso dall'auto, aveva aperto lo sportello posteriore.

Sua moglie e sua figlia erano serenamente addormentate, Emily nel suo seggiolone e Rebecca vicino a lei che le stringeva la manina. Non voleva svegliarle, erano cosi belle.

Alzò gli occhi a guardare il cielo. Era sposato da tre anni ed era l'uomo più felice della terra, così felice che ne aveva quasi paura.

Tutte le volte che rientravano al Yellow Rose, Peter immancabilmente tornava con la memoria a quella sera del barbecue di tre anni prima, dopo aver detto ai suoi che si erano scoperti innamorati e si sarebbero sposati...

Le reazioni erano state letteralmente di giubilio, la serata era volata via tra festeggiamenti familiari e di tutti gli amici presenti.

Non era così entusiasta Astrid. Peter aveva infatti saputo che aveva fatto capire alla sua famiglia che si sarebbero sposati e questo l'avrebbe mandato su tutte le furie se non fosse stato troppo felice per l'inizio della sua storia.

Beh, il momento di tensione era subito passato, visto che Astrid offesa se ne era andata su due piedi accettando un passaggio all'aeroporto da Hugh Foster, vedovo 50enne nonchè ricco proprietario del ranch confinante al suo.

Alla fine della serata Rebecca gli aveva chiesto: "E ora che facciamo?"

E lui aveva capito in quell'istante che cosa era giusto fare: "Beh, domani ci sposiamo e poi partiamo per l'Italia, non eri diretta a Siena due giorni fa???"

Rebecca aveva riso dicendoli che c'erano delle cosette che forse doveva sapere!

Ecco là, sua moglie e sua figlia erano la sua ragione di vita e gli bastava guardarle per sentirsi quasi male al pensiero di quanto le amasse.

Abitavano a New York, ma spesso tornavano a Green Valley, i nonni stravedevano per Emily ed erano al settimo cielo quando decidevano di passare qualche giorno al ranch.

Questa volta avrebbero davvero anche fatto i salti dalla gioia, visto che stavano per dare loro la notizia di un altro nipotino in arrivo...

Rivolgendo un'ultima occhiata sopra di lui, pensò che si sentiva esattamente come il cielo che lo sovrastava, immenso e pieno di stelle. Le sue due, splendide, stelle.


FINE


Lety $ Lilli






13 commenti:

  1. Beh che dire bellissimo! il finale mi è piaciuto un sacco! brave brave complimenti a Lety e Lilli!
    spero che continuerete a scrivere!!!!
    un Bacione
    Annika

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  2. Ho atteso con parecchia impazienza ma adesso mi posso immergere nella lettura,mi riservo un commento che sono sicura sarà positivo, a fine lettura
    Buona notte
    Lidia non la vostra

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  3. Brave ragazze, una bella storia old style ma... ...dove sono le scene di sesso???!!!! - ih ih!! - :P
    Susanna

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  4. CA-RI-NIS-SI-MO!!!! Molto spiritoso e soprattutto... dà speranza a tutte quelle innamorate da lungo tempo di chi "da 'sta recchia non ci sento"! Brave, brave, brave!
    Lucia

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Brave ragazze!la storia mi è piaciuta molto,sarebbe stato bello fosse stata più lunga

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  7. Molto molto carino e scorrevole,di sicuro meglio degli ultimi romanzi che ho letto!
    Complimenti!veramente brave!

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  8. ..e vissero per sempre felici e contenti...il giusto finale per questa bellissima storia! siete state davvero brave ragazze, complimentissimi !!!

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  9. Ma grazie a tutteeeeee : ) Scusate se lo faccio così in ritardo, ma non sono a casa. Siete state tutte carinissime e moooooolto buone! Grazie davvero molto per le belle parole e lo splendido incoraggiamento!
    Un bacio a tutte
    Lilli

    n.b. @Susanna le scene di sesso verranno inserite nel prossimo capitolo della sagra Green Valley ehehehehe sarà una torbida storia....... : )

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  10. Ahhhhhhhhh...quindi c'è un proseguimento!
    Che bello! Brave e ancora complimenti!
    Stefi

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  11. Allora non volevo dire "sagra" ma "saga" e poi per Stefi più che un continuo si tratta di un'altra storia dove troveremo la medesima ambientanzione e anche Becky e Peter, ma solo in forma secondaria, i protagonisti saranno altri.... ;)
    Lilli

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  12. Ciao ragazze!
    Grazie dei complimenti e dell'incoraggiamento!
    Scusate il ritardo, ma anche io ero via in questi giorni!
    Lilli & Lety sono già in movimento per un'eventuale nuovo spin-off, vedremo un po' quello che riusciamo a fare, intanto per ora ci accontentiamo di essere riuscite a farvi sorridere.
    Grazia ancora,
    Lety

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  13. Saga? Sagaaaaaaaa? Ho capito bene, le donzelle hanno parlato di saga? marooooooooooooo

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