Cosa ne pensate di...?!

Diciamoci la verità!
Molto spesso ci asteniamo dal criticare i romanzi delle "rose nostre": vuoi per amicizia, vuoi per patriottismo, fatto sta che raramente si leggono commenti o semplici appunti "cattivi" in merito!
Così abbiamo deciso di fare questo post in forma anonima!

Chiunque vorrà dire la sua, potrà (e anzi dovrà!) lasciare il commento in forma anonima!
Come sapete bene, noi non censuriamo! (a parte parolacce e volgarismi di sorta!) non vi ostacoliamo mai nei vostri pensieri (sia positivi che negativi!).
Ma anzi, siamo tra le poche che applicano alla lettera l'assunto dell'art. 21 della costituzione che predica la libertà di manifestazione del pensiero.
Per questo ci sembrava riduttivo e un pò ingiusto non darvi la possibilità di aprire il cosiddetto "vaso di pandora" in merito alle autrici italiane!

Questo post è quindi dedicato sia alle lettrici che alle nostre care amiche autrici!
- Per le lettrici, così da potersi esprimere liberamente: potete dire qualsiasi cosa!
Se non vi piace il modo di scrivere di un'autrice; se, secondo voi dovrebbe migliorare/evitare qualcosa; se non condividete le sue storie...
Insomma, tutto ciò che avete sempre pensato!

-Per le autrici perchè possono, attraverso le parole e i suggerimenti di coloro che sono le prime "consumatrici", migliorarsi o comunque rendersi conto di ciò che nei loro romanzi lascia un pò perplesse!

A questo punto a voi la parola!
Cosa avete da dire alle rose nostre?!

P.S.
Mi sembra superfluo ma doveroso dire che contiamo sulla vostra cortesia: parolacce o insulti personali lasciano il tempo che trovano e non contribuiscono a rendere un "confronto" costruttivo.



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84 commenti:

  1. Salve.
    Trovo il modo di scrivere della Signora Camocardi un pò troppo artificioso per i miei gusti, troppi aggettivi e orpelli, a volte un pensiero è più efficace se diretto e semplice. E' un peccato perchè le storie sono davvero belle e qualche volta ho faticato a finirle, proprio per questa ragione. Così come ho trovato pesante "Sangue ribelle" della Signora Bricca. Ero presente alla Vie en rose 2 e ho sentito che esordiva con una frase del tipo "se volete leggere un romanzo d'amore allora non leggete i miei libri" PRECISO: la frase non era questa in senso letterale, ne ho riportato solo il senso. Ecco questa cosa non mi è molto piaciuta, anche perchè l'amore era alla base della manifestazione. Forse voleva dire "solo d'amore", ma essendo una scrittrice poteva scegliere parole per esprimere il concetto diversamente e non lasciare il senso all'intuito delle uditrici. Ma comunque prenderò "D'amore e di ventura" di cui, a onor del vero, ho sentito parlare molto bene. UN PLAUSO PUBBLICO ALLA SIGNORA ROBERTA CIUFFI! Amo il suo modo di scrivere, così semplice e lineare e le sue storie che arrivano direttamente al cuore. Complimentissimi anche alla Signora Summers.

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  2. Forse lo stile della signora Camocardi viene penalizzato dal fatto che si esprime in un italiano che solo vent'anni fa sarebbe stato apprezzato maggiormente, e che purtroppo sta cadendo in disuso. I romanzi tradotti non hanno,secondo la mia opinione, una ricchezza di termini che fa capire la differenza. In questo senso mi sento di difendere un'autrice che evidentemente viene da una scuola in cui ancora si inbsegnava come si parla la nostra lingua, ormai sempre più povera di termini e di espressioni. Roberta Ciuffi è più sobria, forse, ma la sobrietà finisce per incidere sulle emozioni di chi legge quando sono troppo "asciutte". Elisabetta Bricca si spende troppo nel sangue e nella guerra a discapito dell'intreccio amoroso, che risulta così molto impoverito. Inoltre passa un po' troppo bruscamente da un personaggio all'altro, da un luogo all'altro, da un battaglia a un approccio di tutt'altro genere. Ornella Albanese a volte non approfondisce come dovrebbe e, come nell'avventuriero che amava le stelle il cambiamento di Tomaso è troppo repentino e risulta improbabile. Theresa Melville non mi dà quasi emozioni. La trovo più attenta sull'impeccabilità della sua scrittura che sull'infondere pathos a un romanzo. La Summers mi era piaciuta molto con Di tenebra e d'amore, gli altri due potevano essere altrettanto belli ma l'autrice sembra che si impegni più sul dimostrare quant'è brava a scrivere più che a costruire un romanzo che ha un senso. Mischiare i generi rischia di disorientare il lettore... ovviamente questa è la mia opinione e alle rose nostre voglio bene comunque.

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  3. Adoro mariangela Camocardi.Il suo stile non è pesante, è semplicemente IRONICO!!!! Non vi siete acccorte che mentre si dipana la storia d'amore l'autrice sorride delle proprie scelte, ridendo insieme a noi, per prendere tutto alla leggera,come si richiede in un romanzo di intrattenimento? Io la adoro!! Idem per i favolosi intrecci di Formenti e Albanese, delle quali apprezzo molto la passionalità delle storie. Mi piace anche la Ciuffi, di cui confesso di aver letto poco. Riguardo alle esordienti consiglio di prendere le cose più serenamente( a volte "sgomitano" un po' troppo).Un bacio a tutte con affetto

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  4. Ciao, leggo da una vita!
    Leggo romance, fantasy, saggistica, letteratura classica etc.
    Molte volte mi sono imbattuta in romanzi scritti da scrittrici/tori italiane/i e la differenza con quelli d'oltralpe l'ho sempre notata. Le nostre autrici sono molto elaborate, troppo ricche nel loro liguaggio mentre gli altri sono molto più essenziali. Per carità, non è un male, anzi, solo che spesso e volentieri mi annoiano....non riesco a spiegare bene la sensazione..... ma alla fine del romanzo mi dico: carino ma niente di speciale; bella la storia ma niente di originale; tante, troppe parole ma non sarà un libro che ricorderò nel tempo....!Ecco, sì, forse, "i nostri" scrivono pagine e pagine con una scrittura talmente ricca (in termini di lessico italiano)che non sempre può piacere o catturare l'attenzione del lettore.
    Un'ultima cosa, spesso e volentieri non ho trovato anima nei loro scritti, ma questa è un'altra storia.
    Ciao

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  5. Sono rimasta un tantino delusa dalla lettura del libro di E.Bricca "Sangue ribelle" mi è sembrato molto ma molto veloce ma in modo negativo,e poi dov'è l'originalità nella storia ? Sembrava di leggere la storia di Angelica dei vari film visti in tv da adolescente ( eh si che li ho molto amati). Non ho però letto ancora il suo secondo libro quindi può darsi che nel frattempo la sua scrittura sia migliorata .
    Un applauso invece alla Camocardi che adoro ! Le sue storie sono bellissime e i suoi protagonisti mi fanno sempre battere il cuore (specie i protagonisti maschili).
    Un'altra scrittrice italiana che sto seguendo con piacere è la Summers, mi piace la sua scrittura inoltre le sue storie le trovo sempre molto originali e i suoi protagonisti affascinanti al punto giusto !
    Della Ciuffi purtroppo ho letto molto poco , comunque credo che sia una cosa bellissima che finalmente qui in Italia si dia dello spazio a delle brave autrici come la Summers, la Camocardi, la Bricca stessa...
    Ah proposito ho trovato interessante anche il libro di un'altra giovane scrittrice italiana che spero possa avere più ampio spazio nel panorama italiano e mi riferisco a Laura Gay con il suo "La figlia del Re di Francia" mi ha affascinata moltissimo e dire che quel periodo storico non è dei miei preferiti !

    Un caro saluto a tutte Voi

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  6. @PER IL SECONDO COMMENTO
    Non disdegno l'uso di certo termini, la nostra è una lingua difficile e completa e viva Dio se ci sono! Il problema della Camocardi, a mio avviso, è che semplicemente ne usa troppi!!! E' la lettura diventa più un esercizio di stile che qualcosa che in qualche modo resta. Ma la Summers non ha scritto solo 2 libri? Cioè dopo Tenebra e d'amore c'è solo il profumo dell'anima o altro? Mi sono persa qualcosa io o parlando "degli altri due" hai sbagliato tu?
    Con simpatia
    Il primo commento

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  7. Io non sono d'accordo coi post che mi precedono e con le critiche alla scrittura della Camocardi. Perdiana! Sono personaggi d'altri tempi, non possiamo sentirli parlare col linguaggio d'oggi!!! Il linguaggio ti aiuta ad entrare nell'atmosfera del tempo.
    L'anima in un libro la puoi trovare o no, sia che sia italiano oppure straniero e trovo che la Summers nel suo ultimo libro l'anima ce l'ha messa davvero anche se il protagonista è stato un po' difficile da accettare. Un libro che mi ha deluso è stato l'ultimo della Bricca. All'inizio incalzante e pieno di passione, mi ha subito catturato ma poi l'amore che aspettavo, non l'ho mai visto arrivare e quel tipo di scrittura per "flashback" mi ha stancato. Gli darò comunque un'altra possibilità con "Sangue ribelle".
    La Ciuffi mi piace perché le sue eroine non se la tirano e le altre autrici...lasciatemi il tempo di leggerle.

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  8. Io ritengo che un romanzo storico sentimentale possa avere varie sfaccettature. Inoltre i termini e i linguaggi devono ricordare il tempo storico di cui si narra per trasportare il lettore in quella giusta atmosfera. Per quanto riguarda la Camocardi è vero che usa termini inusuali e a volte si dilunga in "artifici e orpelli" per citare chi mi precede, ma questo trovo arricchisca le sue scritture! Mi rendo conto che chi si appresta a leggere solo per svago così si trovi a dover faticare un po', ma questo non può penalizzare la scrittrice...
    La Bricca è il futuro dello storico sentimentale di successo a mio avviso. Innovazione, azione e forti sentimenti sia in positivo che in negativo. D'amore e di ventura è super! Il suo primo non l'ho letto ancora. La Summer è davvero piacevole ed originale, la sua scrittura è fresca ed immediata. Per concludere vorrei dire che nel panorama italiano ci sono autrici davvero eccellenti che meriterebbero più considerazione e spazio, anche tra le esordienti che non ho citato.

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  9. Solo alcuni nomi:
    Woodiwiss Kathleen E.
    Steel Danielle
    Sheldon Sidney
    Bradford Barbara Taylor
    Michael Judith
    Harold Robbins
    ..... perchè no? J. K. Rowling.
    Mettendo a confronto questi con i nostrani, secondo voi, dove stà la differenza?
    Come mai la Kinsella si è affermata sulla scena internazionale e non nazionale (Inghilterra)?
    Io una risposta ce l'ho...: rigidità e mancaza di investimenti da parte delle case editrici italiane; visibilità mediatica nulla; paese fermo a livello culturale; scrittori o scrittrici "incapaci" di catturare l'attenzione (in tutti i sensi...)
    (il mio è un discorso generico...!)

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  10. Non e'facile per queste autrici imporsi in un mercato gia' saturo di straniere. poche ce la fanno ad emergere veramente.
    Molte, preferiscono buttare la spugna ed accontentarsi di scrivere dei racconti per le riviste; altre cambiano proprio genere.

    Certo, c'e' da dire che alcuni stili delle rose nostre non sono fluidi, ma a volte forzati.
    Forse, perche' si sentono troppo sotto i riflettori e quindi cercando di dare il meglio di loro? ma poi il risultato e' appunto "forzato".

    chi ha letto qualcosa della Modigliani? cosa ne pensate di lei?
    Mi pare di non aver mai letto in questo blog una recensione dei romanzi di questa autrice.

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  11. Per il commento che l'ha chiesto, non ricordo il numero.
    La Summers ha scritto tre romanzi:
    Di tenebra e d'amore
    Amore e altri sospetti
    Il profumo dell'anima.

    Io amo leggere le scrittrici italiane, do volentieri più di una possibilità a tutte, esordienti ed affermate, perchè è troppo bello leggere un romanzo originale, senza l'interpretazione del traduttore. Ma ognuna ha il suo stile, che, come per le straniere, può piacere oppure no.
    Il pregio della Camocardi, ad esempio, secondo me, è proprio il linguaggio, quasi poetico, ben adatto al periodo storico ed ai forti sentimenti che esprime.
    La Summers e la Bricca scrivono romanzi d'amore sì, ma molto sfaccettati e quindi abbracciano vari "stili" o "categorie". Ma un buon libro resta tale anche se non lo cataloghiamo in una collana.
    Ultimamente poi ho letto tantissime esordienti, ho molto apprezzato Laura Gay, Stefania Auci, Samanta Catastini e varie altre. Non vedo l'ora che crescano e si rinforzino per leggere altri loro lavori.
    Della Ciuffi ho letto un solo romanzo, mi è piaciuto, ma non posso già dire di conoscerla.
    Ornella Albanese mi ha conquistata con L'avventuriero che amava le stelle. Debbo dire che proprio il cambiamento di Tommaso, fulcro della nascita del seguito che leggeremo fra qualche giorno, è stato uno dei brani che più mi ha conquistata. Non lo sopportavo vanesio e servile. Tanto più che lo era solo per effetto dell'infatuazione e non di carattere.

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  12. La Sveva C. Modigliani è bravissima.
    Ma non ha avuto la forza di rimanere "oltre i nostri confini...".
    (solo una brevissima apparizione con Donna d'onore...)
    Eppure è bravissima e non finirò mai di dirlo!
    Parliamo di scrittori uomini?
    Buticchi Marco!
    Ha iniziato benissimo ma poi è diventato talmente commerciale da sembrare una brutta copia di C. Cussler.
    Manfredi...bravissimo! passatemi il termine.... è un miracolato, secondo me, aiutato dalla visibilità mediatica.
    Detto questo, invito le nostrane a cercare meno la perfezione lessicale e a giocare molto ma molto di più sulle sensazioni da trasmettere al lettore e sulla semplicità di trama.

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  13. Ragazze scusatemi.....ma non stiamo facendo un discroso in generale?
    Leggo solo su:
    Summer
    Camocardi
    Bricca
    Ciuffi
    Auci
    Avete mai letto la Modignani, Maria Venturi, Stefani Bertola, Federica Bosco....
    Con tutto il rispetto per l'amicizia che magari vi legherà a queste autrici, ma ampliamo un pò gli orizzonti.... non sono solo loro in Italia...!!!

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  14. Avevo completamente rimosso Amore e altri sospetti ( che infatti tra i tre e quello che non ho letto ) scusate e mi scusi la Summers. Per il resto se davvero ci si volesse adeguare alla parlata dei vari periodi storici, temo proprio che il risultato sarebbe ancora diverso. Meglio un linguggio semplice e diretto che un tono pomposo che COMUNQUE non è specchio del suo tempo. Poi chi l'ha detto che la poesia non possa esprimersi con poche dolci parole? Ungaretti ha scritto "M'illumino d'immenso" un universo in due parole. Il mio resta un parere personale e lancio un sasso: Ma non è che le nostre autrici sono penalizzate proprio per questo attacamento alle radici/lingua/ecc ecc? W l'Italia ok, ma solo un taglio cosmopolita può far fare il grande salto. In questo quella più sulla strada giusta credo sia la Summers.

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  15. Scusate io pensavo di "dover" restare in ambito romance. Altrimenti posso dire che adoro la Bertola, mi piace molto di più delle osannate straniere, nel suo genere. La Modigliani non l'ho mai letta mentre non riesco a digerire la Mazzantini. Altre al momento non me ne sovvengono, aggiungerò in corsa magari.

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  16. In Italia abbiamo il brutto vizio di trovare scadenti le autrici nostrane e di osannare le autrici straniere anche quando sono soporifere, vedi l'ultimo romanzo della Balogh. Che strano che non si leggano commenti acidi sulla Balogh nonostante non sia sempre al top della sua abbondante produzione. HO abbandonato IL romanzo alle prime pagine. Alle italiane si fa il contropelo e sulle loro colleghe straniere si chiudono anche tutti e due gli occhi?
    <però La favola di Bella di Roberta Ciuffi non era il migliore dei suoi romanzi. Molto lento inizialmente, si svolge tutto lì, senza guizzi ne troppi scossoni emotivi. Da un'autrice come lei mi sarei aspettata di più. Certo, scritto in modo impeccabile, ma non è scrivere bene che fa la differenza, per esempio, con un romanzo che mi dà brividi e ed emozioni a 360° gradi come Sogni di vetro della Camocardi.
    Ornella Albanese ha un limite, che è quello di essere troppo stringata, quasi non volesse andare oltre un tot di pagine. Elisabetta Bricca è brava ma troppo cupa e dalle sue pagine grondano sangue e sofferenze anzichè passione. La Summers deve ancora decidere se vuole fare romance o altro e si capisce fino a che punto si dibatta in questo dilemma leggendo ciò che scrive, che finisce per risentirne. Theresa Melville mi dà pochi brividi e credo che la scelta di passare ad altri generi sia opportuna. Potrebbe sembrare che io apprezzo poco le italiane ma in realtà è vero il contrario: sono brave e ho solo voluto sottolineare che per loro è dura cercare di emergere in un paese esterofilo dove se scrivi forbito diventa una pecca anzichè un merito. Questo riferito a Camocardi, la quale sul blog mondadori è stata oggetto di una mancanza di riguardo mai riscontrata verso le autrici straniere. Alle nuove leve quali la Bricca e la Summers consiglio di scrivere senza la paura di trovarsi addosso l'etichetta di autrice rosa. Si scrive e basta, e anche in Italia impareremo a rispettare i nostri talenti letterari senza torcere il naso se scrivono romanzi d'amore.

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  17. qualcuno ha detto nei post precedenti, allarghiamo gli orizzonti, giusto! di scrittori italiani che scrivono romance ce ne sono tanti, ma secondo voi un uomo e' capace di scrivere un buon romance? Qualche titolo?

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  18. Si parla di autrici italiane, se il post fosse dedicato anche alle straniere non credo sarebbero immuni da critiche, anzi! Ci stiamo solo attenendo a un tema. Forbito vuol dire nitido, pulito e raffinato ( Wikipedia ), non eccessivamente e forzosamente ricercato. Sembra che chi non scrive con i fiocchi non scriva bene o forbitamente e non credo sia giusto.

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  19. Un titolo di un romance scritto da un autore italiano? I promessi sposi : ) Su su è per stemperare ; )

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  20. oddio! vero i promessi sposi! :)

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  21. Manfredi e Buticchi sono riusciti, a modo loro, a mescolare un pò, pochissimo, romance, nei loro romanzi.....però l'hanno fatto!
    Il fatto di menzionare altre autrici nostrane invece delle "solite onnipresenti in tutti i forum, in tutti i blog, in tutti i monti e in tutti i laghi" era per far capire che anche altre "nostre" sono nella stessa barca......
    Stò crecando, ma ci vorrebbero le faccine, di far capire il mio pensiero in modo globale, generico e per niente polemico....ma, ahimè, vedo che non ci stò riuscendo...pardon!

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  22. Da quello che ho letto c'è solo un vivo e rispettoso scambio di opinioni, non vedo polemica e non devi mica scusarti : ) La questione per me è solo una, se la Bricca o la Camocardi avessero scritto "Sognando te" le avremmo osannate esattamente come facciamo con la Kleypas e compagne ( che poi queste vivando di rendita successivamente è un altro discorso ). Tutto qua. Non è questione di nazionalità, ma solo di storie indimenticabili e che lasciano il segno. Quando chiudi un libro come quello, sei felice perchè hai letto il libro perfetto e triste perchè vorresti non finisse mai. A me non è accaduto con nessuna delle nostre, per quanto le ammiri e le stimi.

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  23. Grazie, vedo che mi hai capita....meno male, grazie!
    Sono d'accordo con te....infatti, riprendo quello che avevo scritto all'inizio....alle volte il troppo lessico e il troppo cercare la perfezione, può e dico può, annoiare...!
    Autrici, lasciatevi andare, scrivete in scioltezza,fate sognare di più la vostra lettrice,cercate di più la semplicità, da una trama semplice semplice può nascere un quasi capolavoro...

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  24. <---Autrici, lasciatevi andare, scrivete in scioltezza,fate sognare di più la vostra lettrice,cercate di più la semplicità, da una trama semplice semplice può nascere un quasi capolavoro...---->

    Brava! concordo pienamente con questo pensiero!

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  25. Sono d'accordo anch'io sul fatto che in Italia si preferisca gli autori stranieri per la loro scioltezza e semplicità.
    Ma anche noi abbiamo delle brave giovani autrici come Federica Bosco, Simona Sparaco e ne ho scoperte altre come Stefania Auci e Irene Pecikar per esempio esordienti entrambe, scrivono generi diversi, ma sono piacevoli e sciolte come le straniere. Non dimentichiamoci poi dei pilastri italiani, alcune già citate in questi post.
    La scrittrici Harmony italiane sono molto brave, ma si possono esprimerere liberamente o scrivono quello che ci si aspetta da loro?
    Ho questo dubbio.

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  26. Scusate, la Bosco, la Bertola e altre scrivono per la libreria e sono molto avvantaggiate rispetto a chi fa romance ed esce in edicola. I loro libri non spariscono dopo un mese, come invece succede alle altre autrici, e non devono rispettare i clichè del romance. Quanto alla Auci, scrive di vampiri e vorrei vedere che si esprimesse con il lessico di una Mary Balogh. E se è vero che Sognando te ha fatto intristire la lettrice che lo racconta perchè incombeva l'ultima pagina, io ho provato la stessa sensazione con Sogni di vetro della Camocardi, già citato da un altro commento. Non mi si venga a dire il contrario sul fatto che Sogni di vetro è scritto in modo scorrevole e così di impatto da averlo letto non si sa quante volte. Idem per Nina del tricolore, dove c'è un tale erotismo che altro che Kleipas!<la Kleipas era di là da venire quando autrici/pionere come la camocardi già producevano romanzi come appuntamento al buio, un'adorabile bugiarda, Luna di primavera. Parlando di linguaggio, suggerisco un ripasso a chi forse dimentica quanto il romance italiano debba a questa autrice in termini di credibilità, serietà e impegno profuso anche nel sostegno verso le nuove leve della narrativa. Il problema consiste nell'abbassamento della qualità narrativa, ergo si plaude alla semplicità e un pregio si trasforma in difetto.

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  27. Salve ragazze! Davvero un post molto interessante. Secondo me le autrici italiane (mi riferisco al romance) non godono di un trattamento paritario rispetto alle colleghe stranier: alcuni si rifiutano di leggerle (per chissà quale oscuro motivo) o quando lo fanno criticano in maniera più cattiva del solito, altri per non offendere o per amicizia si limitano ai giudizi positivi. Io stessa, lo ammetto, ultimamente non commento più i libri delle autrici italiane perché, in caso di giudizio non positivo, potrebbero rimanerci male.
    Le autrici italiane le compro sempre, quindi più o meno mi sono fatta un’idea su tutte. Di Mariangela Camocardi ho letto Sogni di vetro (che non mi è piaciuto) e Il talismano della dea (molto carino) ha grandissime doti narrative, il suo uso della lingua italiana è incantevole, forse fin troppo, a volte potrebbe risultare pesante, ma è tutta una questione di gusti personali. Anche Kathleen McGregor scrive benissimo, ho amato alla follia L’irlandese che è uno dei miei libri preferiti ma non sono riuscita a finire Corinna per un’antipatia nei confronti della protagonista. Aspetto però con ansia i suoi libri. Di Ornella Albanese ho letto La sposa e il guerriero (bello), L’avventuriero che amava le stelle (molto carino) e L’alba di un nuovo giorno (un po’ deludente), le sue storie sono delicate, delle favole moderne, ma secondo me ne guadagnerebbe lasciando più spazio alla storia d’amore e, perché no, anche alle passioni. Roberta Ciuffi è una delle mie autrici preferite in assoluto, ho letto con molto piacere Damigella e La rosa delle Maleterre (i miei preferiti), oltre a Una moglie in regalo, Un marito per Regina, Una musica lontana e La favola di Bella; è bravissima nell’introspezione psicologica dei personaggi e secondo me da il meglio di sé nei romanzi più difficili e tormentati. Di Theresa Melville ho letto solo un racconto, L’altro uomo, e devo leggere al più presto l’altro racconto e Charlene, è raro riuscire a comunicare tanto in poche pagine e vorrei provarla con romanzi più lunghi. Un romanzo che mi è piaciuto tantissimo è Il prigioniero di Maria Masella, qualcuno sa se scrive ancora? Di Sylvia Z.Summers ho letto solo Amori e altri sospetti, che non mi è piaciuto, ma sono in attesa dell’ultimo romanzo che mi dovrebbe arrivare a breve. Di Elisabetta Bricca ho letto entrambi i romanzi, mi soffermo maggiormente sull’ultimo perché ne ho un ricordo più fresco. Naturalmente se non ti piace il protagonista è difficile che riesca a piacerti D’amore e di ventura, visto che è incentrato su di lui, ma al di là dei gusti personali secondo me Elisabetta dovrebbe curare maggiormente l’aspetto psicologico e dare una linearità agli avvenimenti.
    Ok, ho finito il mio monologo!
    Baci!
    Susa (alidiseta)…non riesco proprio a rimanere anonima!

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  28. Fluidità narrativa non è abbassamento della qualità. Non si discute di qualità, almeno credo. Come se chi ama o usa un linguaggio semplice sia di serie B. Secondo me è molto più difficile esprimersi bene e con cognizione semplicemnte che dando un aggettivo a ogni parola. Ma perchè non si può dire mai che una cosa non piace ( parlando di gusti personali e MAI oggettivamente ) senza che scatti il commento sgradevole? Chi ha parlato di pregi o difetti? Così si trasorma un dibattito in una polemica. E se anche si acclamasse la semplicità come stile, dove sarebbe il problema? Dovrei sentirmi poco forbita e qualitativamente abbassata ( questo si che è da Accademia della Crusca ) solo perchè amo il linguaggio semplice e lineare? Non si mette in discussione la Signora Camocardi, con tutti i suoi pregi, umani e da scrittrice, ma se uno trova il suo stile pesante non può passare per una che non capisce niente di lessico, grammatica e parole, una che non è eletta insomma. Se non si ama leggere in un certo modo non vuol dire che non se ne comprende il significato, solo che certe storie si preferirebbe sentirle diversamente.

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  29. "Scusate, la Bosco, la Bertola e altre scrivono per la libreria e sono molto avvantaggiate rispetto a chi fa romance ed esce in edicola.."
    - bè, se scrivono per la libreria un motivo ci sarà...e poi, di gavetta, ne avranno fatta anche loro...non credo che piovano dal cielo contratti con la Salani e la Newton...;
    "devono rispettare i clichè del romance"; "Le scrittrici Harmony italiane sono molto brave, ma si possono esprimerere liberamente o scrivono quello che ci si aspetta da loro?"
    - secondo me questo è un punto a loro sfavore; se non possono esprimersi liberamente, anche la scrittura ne risente...
    - "ergo si plaude alla semplicità e un pregio si trasforma in difetto".
    - basta che il pregio non diventi un mattone e che la semplicità non diventi un difetto!!!

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  30. Amen chiunque tu sia!

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  31. ....o sono io che interpreto male il tema del post o non capisco!
    Ma possibile che non si parli altri che di Camocardi, Ciuffi, Auci, Summers, Bricca, etc...solo poche hanno menzionato altre autrici. Ma perchè, ragazze? Capisco che la maggior parte delle autrici da me menzionate sono "di casa", ma riusciamo a fare una valutazione in generale? Cercare di capire il motivo per cui non sempre sono amate?
    Onestamente, e con tutto il rispetto per le signore, mi sembra di non leggere altro in rete e questo mi crea un pò di fastidio...chiedo scusa!
    Non è una polemica la mia, attenzione...!

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  32. E' vero, ci sono altre autrici , a parte quelle che si menzionano sempre. forza su, lasciate da parte i nomi, che non servono, e diamo le valutazioni in generale:

    perche' non compriamo un romanzo made in italy , "n edicola"?
    e se andiamo in libreria, ci accostiamo alle autrici nostrane, o puntiamo direttamente sugli stranieri?
    cosa vi ha fatto cambiare idea nel comprare le firme italiane, o magari nel non comprarle piu'?

    per quanto riguarda il lessico, lo stile, queste sono questioni personali. ognuno ha il suo gusto e qui assolutamente non si discute.

    ma, se qualche autrice dovesse passare di qui, non se la prenda. magari puo' prendere qualche idea e qualche suggerimento e capire come mai a volte ci e' cosi difficile comprare il made in italy.

    la discussione e' bella, brave ragazze! sapevamo che potevamo aprire un post e parlarne come se fossimo sedute davanti ad una bella tazza di te' come vecchie amiche di letture.

    Juneross

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  33. Brava June!
    Per quanto mi riguarda in libreria prendo solo stranieri.
    Compro autrici nostrane solamente se so che il romanzo è particolare e leggero.
    Leggo di più romanzi stranieri per la loro fluidità e semplicità.
    In edicola non ho mai comprato romanzi di autrici nostrane forse perchè la mia attenzione non è mai stata sollecitata.

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  34. Io parlo per me, se ho menzionato la Camocardi, l'Albanese e le altre è perchè il genere che leggo maggiormente è il romance storico.
    Fare un discrorso in generale mi sembra assurdo e riduttivo, ogni scrittrice è unica.
    Magari sono io che ho interpretato male il senso del post...
    Susa

    RispondiElimina
  35. Romance non è solo romanzo storico sentimentale però. Non si dovrebbe fare distinzione tra edicola e libreria, perchè si dovrebbe capire cosa piace alle lettrici italiane, se ho capito bene. Quindi scioltezza, emozioni, un linguaggio non troppo ricercato e storie coinvolgenti. Ritengo che ci siamo anche tra le italiane autrici che scrivono così, forse bisognerebbe dal loro fiducia ed essere meno esterofili. Tra le autrici di romance o romanzo rosa ci sono tanti nomi da citare, ma volendo superare il nome in sè, credo si debba osare e si avrebbero belle sorprese. A me è capitato con le autrici già menzionate.

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  36. Mi sto domandando perchè una lettrice entrando in libreria debba scartare automaticamente un autore italiano.
    La prima cosa che si guarda di un libro, soprattutto se l'autore è sconosciuto, è la copertina. Presumo quindi che le case editrici italiane non facciano delle belle copertine per gli autori nostrani. Probabilmente lo fanno apposta per non vendere.
    La seconda cosa è la tramina della quarta di copertina. Deve esserci scritto qualcosa che colpisce e siccome immagino che sia qualcuno della redazione a scriverla, c'è da chiedersi se anche quella sia buttata lì a casaccio, per non attrarre e sempre per non vendere; mentre le dieci righe che sprecano per uno straniero è meravigliosa poesia. Ma semplice, per carità.
    Ma per favore! Questo è solo pregiudizio. Pietro non suona bene, ma Peter fa fico.
    E poi, da quando un autore è apprezzato perchè si esprime con un lessico povero? Da quando le trame devono essere semplici semplici per piacere, tanto perchè le possa comprendere anche un bambino di otto anni.
    E' normale che un autore possa piacere o no, ma non è possibile fare di un'erba un fascio.
    La lettrice che nei primi post sostiene che le autrici italiane non le danno emozioni, mi lascia molto perplessa. Forse qualcuna, ma non tutte. Cosa pensarebbe se si dicesse che tutte le donne italiane non sanno fare bene l'amore? Non sanno lavorare o crescere i figli?
    E sempre parlando di intrecci vari, spero che, per far contente alcune lettrici, le nostre autrici non tirino fuori dal cappello storie di sciocchine che si buttano nel fiume per recuperare un cappellino. E dico cappellino, non per salvare un bambino, un cane o un gatto. O altre storie di donne che giocano a carte il loro corpo e non certo per una questione di vita o di morte.
    Questo partoriscono certe straniere, fra l'altro osannate, con i loro intrecci "semplici semplici" che cercano alcune lettrici.
    Nonostante questo ce ne sono altre che apprezzo molto e altre ancora che non conosco ma che comprerò e che non condannerò a causa di un cappellino.
    Ciao a tutte.

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  37. Per il commento del 31 agosto 2010 05:15 :

    ho l'impressione che tu non abbia capito bene gli interventi....ti consiglio di rileggerli...

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  38. Sempre per il commento 31 agosto 2010 05:15:

    Il discorso Peter/Pietro è molto ad effetto e carino, così come la storia del cappellino, lo è meno l'aver travisato volutamente il senso di un discorso che a questo punto è inutile ripetere. Se voglio leggere con parole auliche o di gesta epica pesco dalla mia libreria Cervantes, Tasso, Fogazzaro, oppure Boll, Du Murier, Saramaco, Calvino ( inciso che non c'entra nulla, cosniglio di quest'ultimo "Se una notte d'inverno un viaggiatore" molto bello e particolare ) ecc. Quando leggo un romanzo d'amore vorrei rilassarmi e sognare. E' brutto trasformare un contradditorio in accanimanto e ancor di più lo è far passare il messaggio "non ti piacciono certe cose? Vuol dire che non le capisci e che quindi puoi leggere solo di damigelle in pericolo con parole che userebbe un bimbo delle elementari" e noi saremmo quelle con i pregiudizi? Alimentare un polemica non mi piace ma non mi piace nemmeno sentirmi mettere in bocca qualcosa che non ho detto. Vediamo se funziona così: i quadri di Leonardo sono splendidi e unici nel loro genere, ma vi immaginate se avesse dipinto nello stesso quadro la Gioconda, la Vergine delle Rocce e la Dama con l'ermellino? Guardandolo non avremmo pensato a un capolavoro, ci sarebbe forse solo venuto di dire "Ammazza, troppa robbbbbbba!!!!" Consiglio anche io, come chi mi ha preceduta, la rilettura dei post precedenti con rispetto e simpatia.

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  39. mi fa piacere vedere e leggere che ognuno ha interpretato il post a suo modo.
    Questo e' umano e logico, perche' ognuno parlo secondo il proprio bagaglio di esperienza.
    Mi fa molto piaceree anche , leggere che molte cose che non avreste detto in altra sede, qui vi sentite libere di farlo :)

    ora, giusto per non perdere di vista la discussione vera e propria, immaginate che le domande fatte nel post, vi siano state rivolte da un editore che cerca di capire come va il mercato editoriale, una specie di ricerca di mercato.

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  40. Secondo me è tutta una questione di gusti personali. Per esempio, a me le autrici italiane non dispiacciono affatto. Certo, alcune americane come la Kleypas o la Balogh sono eccezionali, ma ci sono anche tante autrici d'oltreoceano che non scrivono nulla di nuovo (spesso si scopiazzano fra loro).
    Fra le rose nostre, la mia preferita è Sylvia Z. Summers. Adoro il suo stile e la sua originalità. Qualcuno ha detto che non si capisce se scrive romance o altro, ma a me le sue storie d'amore hanno emozionato tantissimo. Un'altra autrice che amo svisceratamente è Cecilia Randall (non so se tutti sanno che è italiana) che ha creato la serie di "Hyperversum". Davvero in gamba e, secondo me, non ha nulla da invidiare a tante altri autrici straniere famose.

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  41. Io sono d'accordo con chi dice che, quando entra in libreria, un libro lo sceglie o perché colpito da una copertina che sa attrarre l'attenzione, ma soprattutto per la trama. Non leggo quasi mai il nome dell'autore (a meno che non cerchi proprio un romanzo in particolare che mi è già stato segnalato o che attendo da tempo).
    In effetti, come si fa a generalizzare? Questo modo di pensare ha fatto sì che molte autrici nostrane, quando pubblicano, lo facciano con uno pesudonimo straniero. Così la prevenuta di turno non capisce che la scrittrice è italiana e lo compra. Non vi pare un'assurdità?

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  42. A chi afferma che le autrici straniere non vengono criticate...NON ha mai letto le mie opinioni sulla Balogh! :oDDDDDDDD

    Le Rose Nostre sono Brave...sanno scrivere...su questo siamo tutte d'accordo, a mio avviso è normale...vuoi mettere un romanzo scritto da una Camocardi al confronto con una traduzione di un'oscura linguista. Impossibile.

    Eppure molte di noi (io per prima) preferiamo sempre le straniere, anche se devo dire ormai seguo solo alcune autrici selezionate e ho smesso di testare le nuove leve che Mondadori e Harlequin ci propongono...a mio avviso stanno raschiando il classico fondo di barile.
    Per quanto mi riguarda il motivo per cui leggo poche italiane è che non le trovo "esotiche"...la maggioranza scrive romanzi ambientati in Italia...e ogni volta che prendo in mano un loro romanzo mi sembra di essere tornata a scuola...mi piacciono le accuratezze storiche...ma le nostre autrici sembrano che vogliano sempre dimostrare di essere culturalmente più elevate delle straniere...invece di tener conto che stanno scrivendo romanzi rosa...e chi legge vuole pagine intinte di amore e non di storia...pertanto il mio consiglio è solo di tener conto del target delle lettrici (che NON sono delle ignoranti), le quali quando aprono un romanzo rosa hanno però delle aspettative, vogliono trascorrere momenti magici e irreali...in compagnia di personaggi che NON incontreranno MAI nella realtà di tutti i giorni!

    Per questo i personaggi di una Kleypas saranno sempre osannati e ricordati rispetto a quelli delle italiane.

    Forse alcune delle nostre autrici sono troppo raffinate per dei romanzi rosa...e dovrebbero pensare a scrivere qualcosa di più adatto al loro talento.

    Per quanto riguarda l'anonimato di questo post...scusate ma ho l'abitudine di prendermi la responsabilità delle mie parole. Anche perché non mi sembra di aver offeso nessuno.

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  43. traquilla lady akasha :) nn hai offeso nessuno, e nemmeno le altre.

    siamo utenti, siamo consumatrici, siamo lettrici, ed e' giusto che, se qualcosa nn ci piace, dobbiamo anche dirlo, questo perche' ci teniamo che le cose migliorino.

    non a caso, se avete notato, nei grandi centri commerciali ci sono delle cassette dove si possono lasciare dei suggerimenti o delle giuste lamentele....

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  44. Mi ripeterò un pò...ad ogni modo, se fossi un editore, chiederei a un'autrice italiana, di sviluppare una storia semplice, senza usare un lessico nè troppo datato nè troppo moderno...una via di mezzo, un compromesso diciamo!
    Chiederei a un' autrice di trovare la sua originalità e di non cercare di essere per forza di cose, perfetta. Il fatto di cercare la perfezione, in termini di scrittura, può risultare pesante per un lettore.
    Le chiederei, se vuole rimanere nel tema romance, la capacità di far sognare ad occhi aperti il lettore, di appassionarlo, di coinvolgerlo…
    Parere mio personale e senza offesa, tutto ciò non l’ho quasi mai trovato nelle nostrane.
    Forse, attualmente, manca proprio questo....e, se così fosse, capirei le difficoltà degli editori.
    Mi ripeto:
    basta che il pregio di un lessico non diventi un mattone e che la semplicità nella trama, non diventi un difetto!!!

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  45. "una storia semplice, senza usare un lessico nè troppo datato nè troppo moderno...una via di mezzo, un compromesso diciamo"
    "la capacità di far sognare ad occhi aperti il lettore, di appassionarlo, di coinvolgerlo…"

    Eppure ci sono tante autrici italiane che scrivono così! Provate a cercarle e non a fissarvi solo sulle stesse, troppo spesso straniere per giunta...

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  46. Preferenza non è meglio di fissazione? La prima fa pensare a un gusto o a una inclinazione, la seconda a una chiusura che, onestamente, mi pare proprio che non ci sia.

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  47. A dire la verità io seguo determinati autori/autrici sia in edicola che in libreria, e ci sono nomi che compro ad occhi chiusi, anche se qualcuno di loro mi ha rifilato qualche delusione. Però non disdegno provare nuovi nomi e per far ciò mi affido alla trama, alle recensioni (soprattutto quelle negative ma corpose) ed alle presentazioni del romanzo complete di un leggero approfondimento sui personaggi.
    Quasi mai sono prevenuta, a meno che di quel/la particolare autore/rice non mi è piaciuto proprio leggere. E anche in questi casi almeno una seconda possibilità la do sempre.
    Secondo me sono validi due discorsi:
    sia quello di LadyAlaska che nei libri cerca evasione ed esoticità, si quello sostenuto da altre, per cui le italiane hanno poca visibilità, anzi poca pubblicità. Il lancio dei romanzi delle rose nostre, sia da edicola che da libreria, sono trascurati, non passano in sordina solo grazie a blog come questo o all'impegno dell'autrice stessa.
    A prescindere dai gusti, che per fortuna sono vari se non unici, come lo siamo tutte noi in quanto persone, si sperimentano poco anche le nuove esordienti proprio perché poco "presentate".

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  48. La pubblicità è un discorso valido, ma fino a un certo punto. Se a una di noi capitasse per le mani un capolavoro del romance senza che sia preannunciato come tale, scritto da Pinca Pallina di Vicenza, quanto credi ci metterebbe il fenomeno a dilagare tra i vari forum, blog e passaparola??? Il capolavoro non c'è ancora stato. QUESTO E' UN GIUDIZIO PURAMENTE SOGGETTIVO CHE SI AUTODISTRUGGERA' TRA 5 SECONDI, 4, 3, 2, 1..........BUUUUUUUUUUUUUUM!

    RispondiElimina
  49. QUESTO E' UN GIUDIZIO PURAMENTE SOGGETTIVO CHE SI AUTODISTRUGGERA' TRA 5 SECONDI, 4, 3, 2, 1..........BUUUUUUUUUUUUUUM!

    marooooooooooooo, siete delle matte!!ahahah!

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  50. Risposta al commento del 31 agosto 2010 10:35:

    "Eppure ci sono tante autrici italiane che scrivono così! Provate a cercarle e non a fissarvi solo sulle stesse, troppo spesso straniere per giunta..."

    - infatti nel mio commento ho scritto: "...non l’ho quasi mai trovato nelle nostrane."
    Come vedi, letture di autrici nostrane nè ho fatte e non poche, credimi!

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  51. Secondo me non c'è niente da fare:Quasi tutte le autrici italiane non sanno emozionare come le straniere. Le scrittrici straniere riescono a far battere forte il cuore anche con le storie semplici! Le italiane al contrario si affannano troppo... e non riescono a trasmettere. Ci ho provato a leggerle... ma niente! Non mi piacciono proprio! Non parlo del loro modo di scrivere che è impeccabile, parlo di tutto il resto... A cominciare dai nomi.... dalle ambientazioni.... ecc ecc. La Bricca ad esempio mette troppa carne al fuoco senza saperla sviluppare come si deve. La Summers secondo me, scrive dei gialli e non dei rosa...nei suoi romanzi c'è sempre troppa gente e perde di vista la storia d'amore. La Camocardi scrive in maniera un pò.... come dire....'antica'
    L'unica italiana che è una grande è Kathleen Mcgregor. Lei sì che è favolosa!!! Come diemnticare JUAN CORRAYA? Per cui non cambierei MAI una Kleypas o una Quick o una Quinn o una Coulter o una Lowell con una scrittrice italiana!

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  52. Ciao a tutte
    Probabilmente le autrici italiane sono brave, ma a me a parte qualcuna, non piacciono molto.
    Mi trovo più a mio agio con altri stili, leggeri, frizzanti, oppure cupi e drammatici, ma scritti con attenzione per il lettore. Mi piacciono le storie che appassionano e ti coinvolgono facendoti sospirare.
    E poi trovo che le autrici italiane non siano al passo con i tempi.
    I primi libri della signora Camocardi mi sono anche piaciuti, ma poi non cambiano mai, sempre gli stessi eroi, sempre le stesse eroine! Letto uno letti tutti, per quello non compro più i suoi romanzi. E poi ci vuole una pazienza a seguire le frasi con quel linguaggio così pomposo, senza contare che lasciare un commento negativo per un suo romanzo ti scatena dietro una specie di guerra.
    In effetti devo riconoscere che è la prima volta che mi azzardo a lasciare il mio parere. Non capisco perché una lettrice che compra un romanzo se non lo trova di suo gusto e si permette di dirlo debba essere accusata di essere, nel migliore dei casi, una povera ignorante. Mi dispiace molto, ma questa è una cosa che accade solo con le scrittrici italiane e non è bello. Invece di invogliare alla lettura, ti lascia un amaro in bocca molto spiacevole.
    Credo che un romance debba allietare, interessare, divertire, far sospirare e sognare in un contesto storico piacevole, oppure avvincente e scritto con poesia certo, ma anche con uno stile attuale. Un bravo scrittore deve anche tenere conto di chi legge, e dunque scrivere una storia corrispondere a un genere preciso. Invece i romanzi delle autrici italiane sono concentrati di storia, di usanze, di battaglie, ma poi la storia d’amore dov’è? Il trasporto, la passione, il sentimento sono quasi marginali rispetto alla storia principale. Ho letto che il romanzo della signora Bricca è il futuro del romance, ma io non sono d’accordo, anzi credo che sia il passato, e anche arcaico.
    La signora Ciuffi mi piace perché le sue storie sono credibili, i personaggi molto interessanti, le trame avvincenti. La signora Melville scrive bene, ma è triste, quasi cinica e mi lascia un senso di disappunto, credo che il romance non sia il suo genere. Ornella Albanese invece è piacevole, ma devo riconoscere che sono stati solo gli ultimi suoi romanzi ad essermi piaciuti. Silvya Summers scrive molto bene, ma le sue scelte sui personaggi non le ho condivise. Ho trovato molto difficile identificarmi nei suoi eroi, mentre il resto era bello, forse anche talmente articolato da prendere il soppravvento sulla storia d’amore. Però caspita che ritratto d’epoca! Poi c’è la McGregor che mi piace molto, ma ho delle difficoltà a inserirla tra le autrici italiane, perché scrive in un modo completamente diverso da tutte le altre, sarà per via delle sue origini australiane. Trovo che l’Irlandese sia il più bel libro che abbia letto da tanto tempo e lo tengo caro come uno o due della Kleypas, della Proctor e della Bourne.
    Non so quanto le mie impressioni possano essere utili alle autrici, io comunque le ho volute lasciare ugualmente.
    ciao

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  53. Bhè anche a me il "non ti piace? Si vede prorprio che non capisci niente" mi sta alquanto sulle scatole! E hai proprio ragione commento precedente nel migliore dei casi si passa per una povera ignorante. A questo punto davvero meglio le straniere, poco storiche, povere grammaticalmente, per nulla precise, ma almeno mi fanno sognare. Ed è QUESTO che voglio quando leggo un romance, se voglio ripassare storia o linguistica me ne torno a scuola o mi oriento verso altri generi. Basta dare un'occhiata all'usato, quali libri delle nostre sono introvabili? Non sono esterofila, ma non mi piace nemmeno, per amore di patriottismo, chiudere gli occhi alla realtà.

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  54. Una provocazione per le lettrici e autrici italiane onnipresenti nei vari forum e blog e già nominate nei vari commenti:
    al di là di un genere che può piacere o meno, recentemente, si stà parlando molto sia in termini positivi che negativi di una giovane autrice italiana.
    Stò parlando di Virginia de Winter con il suo Black Friars.
    Tale libro è un' opera prima, ci saranno altri due seguiti.
    Bene, questa ragazza, prima di essere "notata" dalla Fazi scriveva, da quanto ne sò, solo in un sito di fan fiction!
    Detto questo, secondo voi, perchè la Fazi ha deciso di pubblicarla?
    Cosa spinge una casa editrice a fare un contratto e "osare" a pubblicare una saga di un'esordiente, per giunta italiana?
    A questo punto, mi chiedo, ma è vero che le nostrane non sono notate?
    E' vero che gli editori non puntano sulle italiane?
    .....non mi sembra!!

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  55. Ho letto il romanzo della De Winter (che è quello centrale della saga)...devo dire che sa scrivere in maniera così descrittiva che durante la notte mi sono sognata le scene da quanto erano realistiche. Inoltre ho trovato la storia molto coinvolgente e appassionante...e sapere che ci vorranno altri due romanzi per avere un quadro chiaro della situazione mi ha tranquillizzata...perchè troppe domande in sospeso sono rimaste alla fine di quel volume di più di 600 pagine!

    A mio avviso è molto superiore alle varie autrici straniere di letteratura paranormale per giovani donne (non è molto adolescenziale ma neanche adulto)...la storia d'amore c'è...è tormentata e la si scopre man mano che la trama si dipana!

    Non vedo l'ora di leggere il prequel e il sequel!

    A chi piace lo stile "forbito" ed evocativo...è consigliatissimo!

    Mariangela...visto che leggo anche autrici italiane??? :oDDDDDDDDDDDD

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  56. Penso che il gusto personale sia alla base di tutto. Io non ho nessun problema a dire se un libro mi è piaciuto o meno. Non ho difficolatà a dire che detesto il modo di scrivere della Balogh anche se continuo a leggere tutti i suoi libri, e qui addio anonimato perchè chi mi conosce sa già chi sono ^_^

    Non ho problemi a dire alle dirette interessate e nemmeno a scrivere in rete se mi sono piaciute oppure no, qui si tratta di gusto personale, non mi permetto di criticare il giudizio degli altri e non sopporto proprio quando fanno critiche sul mio, il libro l'ho letto io con la mia testa e o mi piace o non mi piace, indipendentemente se conosco di persona l'autrice.

    Detto questo, io ho iniziato da poco a leggere le italiane, non so prima non le consideravo, non mi interessava leggere di storie del nostro paese, volevo leggere di posti lontani, realtà diverse. Poi un giorno ho iniziato e devo dire che non mi dispiacciono. Alcuni sono meglio di altri, come per tutte le autrici sia italiane che straniere, però li leggo volentieri ma alternati a quelli di scrittrici straniere.
    In linea di massima credo che le autrici italiane siano un pò penalizzate, all'estero c'e una diversa cultura del genere. I romance escono in libreria come i libri di autori famosissimi, se vendono vanno tranquillamente in classifica come un qualsiasi altro libro, qui da noi il romance è relegato in edicola e per chi non lo conosce, sarà sempre lettura di serie B, inferiore anche a ciofeche incredibili che vengono distribuite in libreria.

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  57. Brava Lady, sono d'accordissimo sulla De Winter!

    Quindi.....non penso proprio che gli editori non notano le nostrane......

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  58. "...qui da noi il romance è relegato in edicola e per chi non lo conosce,.."

    - il romance italiano resterà relegato in edicola se continuerà a essere scritto così e ho anche paura che gli editori si stancheranno di pubblicarlo visto i resi delle edicole; ci vorrebbe una bella rivisitazione...parere mio, non polemico e sporatutto non vuole essere offensivo!

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  59. Salve a tutte!
    mi ritrovo pienamente nel commento dell'anonimo 31 agosto 2010 11:05 ho notato anch'io leggendo i vari commenti nei vari siti che vige la regola da parte delle scrittrici (non tutte però) "se non ti piace non capisci" :)
    per quanto riguarda le poche che ho letto la cosa non mi tange, perchè hanno tutte accettato bene i miei commenti, anche quando non si presentavano nel migliore dei modi.....
    inizio con la scrittrice McGregor che non m'è piaciuta particolarmente l'unico libro che ho letto (l'irlandese tanto osannato) mi ha deluso non poco..... sembrava eccessivamente forzato, la trama a tratti era fluida a tratti no... quindi non m'è piaciuta molto... ma ci può stare, nel senso manco la Kleypas l'ho sempre adorata!!!
    la simpatica Sylvia Z. Summers l'ho apprezzata tantissimo nel primo romanzo... un pò meno nel terzo, ma per questione di gusti personali, io le trame troppo "piene" e un pò oscure (non che il primo non lo fosse) ma qui troppo "occultismo" per cosi dire, bè non m'è piaciuto, ma adoro il suo modo di scrivere...
    ho in libreria che aspettano d'esser letti la camocardi e la bricca, e cristina contilli :)
    è inutile dire che adoro modigliani e bertola?
    ho letto anche Laura Gay, cara amica, che ha apprezzato le mie "critiche" con semplicità e umiltà, non che fossero poi molto negative... lo ammetto ho solo notato che i primi li ho trovati poco scorrevoli letteralmente parlando, ma la rosa di parigi è stupendo!!! e le trame.... veramente belle e mai prevedibili...!!!!
    chi altro mi sfugge? non so mi spiace non aver letto ancora niente di R. Ciuffi... Albanese, Auci...
    dimenticavo ho letto sentimenti in tempesta di caporali, ma sinceramente ancora non son riuscito a finirlo... non mi convince... è prevedibile... la descrizione scarna....però ho letto in giro che l'altro è migliore!
    spero di leggere presto qualcosa di rita charbonnier....

    concludo:
    solitamente leggo commenti superlativi sulle rose nostre e solo qua in questo post anonimo si aprono le danze ai commenti negativi, bè penso sia poco costruttivo verso le autrici e irrispettoso nei nostri stessi confronti
    sono dell'idea che... bisogna sostenere sempre i propri pareri anche quando possono creare un pò di "disordine" ...
    io apprezzo la franchezza e sostengo il non anonimato :)
    cris_ec.......... lunatitubante.
    ok messaggio elettorale concluso hiihiihhi buona giornata!

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  60. Ciao anonima del 31 agosto ore 11,38, posso essere d'accordo con te su molte cose, ma non quando di un'autrice come la Camocardi affermi: letto uno letti tutti. Non mi pare sia così ripetiva e forse invece di metterla al bando avresti dovuto continuare a leggerla per rendertene conto. E se proprio vogliamo puntare il dito sulla ripetitività, avresti dovuto aggiungere che anche i libri di Mary Balogh, tanto per fare un esempio, letti uno letti tutti. Mi sembra che la Balogh si limiti a cambiare volti e nomi e a servire di romanzo in romanzo sempre la stessa minestra riscaldata. Con le saghe si campa alla grande nel nostro paese, però vorrei che alle autrici di casa nostra venisse almeno riconosciuto il merito di diversificare lo sfondo storico anche per cercare di essere apprezzate. Quanto a sostenere che non danno emozioni dissento totalmente: se si legge un romanzo solo per giudicarlo a priori negativamente, di emozioni non se ne proveranno mai, temo.
    Anonimo del 30 agosto ore 18,32:
    pubblicare in libreria non dipende affatto dal merito individuale. Spesso si va in libreria grazie alle proprie conoscenze nell'ambiente editoria, e la gavetta non è esattamente una credenziale valida. In Italia non si attribuisce alcuna considerazione a chi scrive romanzi d'amore, genere che come si è visto in questa interessante discussione è tuttora vivisezionato da chi ne legge: la tale autrice scrive in modo artificioso, quell'altra è troppo cupa, l'altra ancora mischia i generi... insomma, non c'è un'autrice italiana che si salva dalle critiche anche se qualcuna di voi si affanna a dichiarare il contrario. C'è poi da stupirsi che le nuove autrici come la Bricca e la Summers scrivano romanzi che possano metterle al riparo dai sommari giudizi di non fare sognare espressi senza generosità da molte di voi? Personalmente ho sognato e mi sono emozionata con i bei romanzi della Camocardi, di Miriam Formenti, di Roberta Ciuffi e di Ornella Albanese, ma anche con quelli di Bricca e Summers. Chiedo scusa se non ho letto nulla della Mcgregor... ma dove sono i suoi libri? Io bazzico le librerie ma di questa autrice non ho visto nessun romanzo in giro, e neanche di altre autrici citate da qualcuno. Quanto alle rose nostre, ognuna di loro, a suo modo, mi ha dato qualcosa che sovente le scrittrici straniere non hanno saputo darmi. A proposito, ho letto da più parti che le autrici straniere stanno ambientando in Italia i loro romanzi... forse bisognerebbe avvertirle che gli sfondi italici non incontrano esattamente il gusto delle lettrici italiane.

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  61. Scusa commento 31 agosto 2010 ore 13:26 posso sapere da cosa deduci che noi del partito "prosemplicità" leggiamo qualcosa giudicando a priori negativamente? Giusto per sapere : )

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  62. replica al commento del 31 agosto 2010 13:26 :
    "pubblicare in libreria non dipende affatto dal merito individuale. Spesso si va in libreria grazie alle proprie conoscenze nell'ambiente editoria, e la gavetta non è esattamente una credenziale valida."
    - immaginavo che prima o poi venisse fuori la storia della raccomandazione......no, non credo assolutamante...sì, ci saranno dei casi... ma la stessa cosa si potrebbe dire, allora, anche per le autrici che escono in edicola....leggo con rispetto il tuo parere pari al mio dissenso. Non è una polemica la mia!
    E poi, se esce fuori un'autrice italiana come la De Winter....ma ben venga....almeno è BRAVA!

    " A proposito, ho letto da più parti che le autrici straniere stanno ambientando in Italia i loro romanzi... forse bisognerebbe avvertirle che gli sfondi italici non incontrano esattamente il gusto delle lettrici italiane."
    - mi dispiace che tu abbia capito questo......ti dirò una cosa....una straniera che scrive romanzi ambientati in Italia avrà il suo successo perchè userà la semplicità!

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  63. Non osare dire quella parola ( SEMPLICITA' ) sai! Anatema su te commento 31 agosto 2010 ore 13:52, recenti studi hanno anche scoperto che può portare infezioni e complicazioni virali, che Dio ce ne scampi! Meglio un trattato epico-filosofico, libera le vie respiratorie, aiuta contro l'artrite e favorisce la digestione ; )

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  64. COMMENTO 31 agosto 2010 13:59

    ...hai ragione!!!!

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  65. <__>" A proposito, ho letto da più parti che le autrici straniere stanno ambientando in Italia i loro romanzi...<__>

    Quests cosa dell'ambientazione italiana la devo confermare anche io, ahime'.
    la testimonianza e' proprio degli editori stranieri e l'ho avuto l'anno scorso al festival di matera.
    Quando si parlava di ambientazione italiana (storica), storcevano il naso. Il mercato( almeno quello americano, ma anche il nostro da quello che sto leggendo dai vostri commenti), preferisce la londra dell'800.

    E va bene, vedo che ormai si e' detto e ridetto tutto ed invece della discussione si sta cominciando a pesare le parole delle altre.

    La mia conclusione, purtroppo, e' che alcune stanno iniziando ad apprezzare lo stile "ricco" delle italiane, le ambientazioni, i nomi dei personaggi tutti nostrani, ma la strada per accettare completamente queste cose e' lunga.

    un passo alla volta...

    brave a tutte! avete espresso i vostri pareri senza entrare in polemica!

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  66. Non per aumentare la polemica, ma gli stili dell'Albanese e della Ciuffi mi sembrano semplici, allo stesso modo amo molto la Bertola (autrice da libreria), al punto da preferirla alle coleghe straniere quali Kinsella, ma non mi sembra semplice.
    Resta una questione di gusto! E del gusto non si discute.
    Tanto più che ci si sta confrontando per le rispettive opinioni, mica tentando di convincere l'un l'altra.

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  67. Ragazze mi raccomando...ricordatevi sempre che i GUSTI sono individuali...ognuna di noi preferisce un genere di romanzi a secondo della propria sensibilità...pertanto non è essere "stupidi" sceglierne uno seplice al posto di uno complesso!

    Evitiamo di trascendere e di non dimenticare mai che quello che conta è LEGGERE!

    Inoltre...se il panorama letterario non fosse costellato di così tanti stili come si potrebbe accontentare tutte le esigenze di noi lettrici?

    Brave le Rose Nostre che sanno regalare ognuna di loro emozioni diverse!

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  68. Salve,
    questo intervento casca a fagiolo perché pensavo proprio di scrivere le mie considerazioni sulle scrittrici italiane: da poco ho scoperto il magico mondo del romance e i blog ad esso collegati e, per patriottismo, ho acquistato le pubblicazioni delle scrittrici italiane (almeno quelle degli ultimi due anni) ma sistematicamente sono rimasta delusa e ho avuto difficoltà a finire il libro (con l'unica eccezzione di Damigella di Ciuffi che per di più mi ha ricordato Rinascimento Priovato di Bellonci). Non perché quello che leggevo fosse brutto, anzi, ho trovato libri ben scritti, curati, attenti alla rievocazione storica....il problema a mio avviso è proprio questo: la tendenza a far letteratura mentre quello che cerco io è "romance", sentimento, emozioni e non importa se il contesto storico non è proprio descritto al dettaglio.
    Concludendo, trovo le scrittrici italiane un po' troppo pesanti....ma continuerò ad acquistare e leggere i loro libri.

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  69. Anch'io faccio parte di quelle che non hanno mai letto, o quasi, un romance scritto da una "rosa nostra" se vogliamo chiamarle così....a dire il vero ho tentato con un romanzo consigliato da un'amica ma mi sono fermata dopo pochi capitoli perchè mi annoiava....so che un unico libro non può stabilire in nessun modo il mio criterio di valutazione ma ha rafforzato la mia irrazionale diffidenza verso le autrici italiane. A settembre però comprerò sicuramente il libro di O. Albanese perchè la trama mi attira parecchio (requisito fondamentale per i miei acquisti) e anche per darmi ancora una chance per conoscere le scrittrici italiane.
    Un saluto

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  70. Evitando polemiche che non portano a nulla, dal momento che ognuna di noi la pensa, e giustamente,a modo, suo, mi sono fatta una un'altra domanda.
    In pratica da questi 60 e passa commenti viene fuori un quadro tristissimo per le autrici italiane che, deluse, potrebbero a questo punto gettare la penna e fare qualcosa d'altro.
    Ma se una è troppo artificiosa, e l'altra è troppo sobria. L'altra ancora è da manuale e un'altra stringata; senza parlare di quella che ama il sangue e non scrive paranormale, mi dite come mai fra loro ci sono autrici che pubblicano da quindici o vent'anni? Io non credo proprio che le case editrici facciano beneficienza o che siano costrette per legge a mantenere le quote italiane.
    Presumo ci siano state le vendite a garantire le pubblicazioni che sono seguite negli anni alla prima di queste autrici.
    Qualcuno ha avuto la sensazione che si faccia quadrato intorno alle Rose Nostre, puo anche essere, soprattuto se sono attaccate con ostinata cattiveria (in questo caso mi riferisco a commenti su un altro blog).
    Oso dire che è una questione di giustizia. Ci sono critiche e critiche. Quelle che fa una certa signora M (non pronuncio il nome per intero perché non so se posso), sono sempre molto equilibrate e gentili anche quando sono negative; e sono sicura che le autrici ne fanno tesoro. Ho anche un'altra sensazione, e spero tanto di sbagliare, che qualcuno voglia aprire delle brecce per gettare fuori dal quadrato queste signore.
    Un caro saluto a tutte.

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  71. Siamo alle ipotesi complottistiche...quindi alla frutta, forse hai detto con leggerezza una cosa un pò pesante, ma è solo il mio parere e ti chiedo scusa se non è così o non ho capito. Sono solo 70 commenti e nessuno di noi ha preteso di essere lo specchio del gusto comune. Un caro saluto anche a te o lo dico senza ironia, ma se una cosa non piace perchè andare a cercare motivi nell'ignoranza di chi legge, negli investimenti sbagliati delle case editrici, nella poca pubblicità o addirittura nell'apertura di brecce sibilline???? Non può semplicemente NON piacere? E ti ricordo ancora una cosa, tra non vendere una copia e fare il botto col controbotto ci sono tantissimi stadi intermedi. Che le nostre continuino a pubblicare è un bene e ci mancherebbe altro, ma il controbotto in tutta onestà l'ha fatto qualcuna? Io penso di no.

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  72. Il botto o il controbotto nelle vendite da edicola non so se sia calcolabile, so che spesso mi è stato difficile trovare i romanzi delle italiane se non li prenotavo.

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  73. E basta parlare di ignoranza! Perchè vuoi farmi passare per quella che disprezza le amiche lettrici? Io ho detto la mia sostenendo che è assurdo chiedere a un'autrice un lessico e un intreccio povero. Se poi sei la stessa che possiede quella splendida libreria così fornita di classici tanto di cappello, un pensiero simile non dovrebbe nemmeno sfiorarti. Chiarisco subito che è detto senza ironia, altrimenti il dibattito diventa solo nostro.
    Persino il complotto, addesso! In ogni caso, se ho detto davvero una cosa pesante senza rendermene conto, mi scuso con tutte, anche con te.
    Tuttavia, vediamo di non discutere a tutti i costi Ho anche detto che trovo giuste le critiche negative, fatte con garbo, ne faccio tante anch'io. Ho anche aggiunto, messo fra parentesi, che la critica maligna (dal mio punto di vista), era stata fatta su un altro blog.
    In quanto alle vendite, posso chiederti come fai a immaginare che le autrici nostrane non abbiano fatto il controbotto? Lo vedi che ti stai basando semplicemente sui tuoi gusti?
    Per quanto mi riguarda, la penso come l'anonimo delle 18.51. Anch'io ho fatto sempre molta fatica a trovare in edicola i romanzi delle italiane. Mi sentivo dire che erano già stati venduti. Ho quindi cominciato a prenotarli. I romanzi delle autrici che mi piacciono, s'intende.
    E riciao.

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  74. chi dice che non comprerà mai un romanzo di una scrittrice italiana non ha mai pensato che forse le sarà già capitato di leggerlo senza saperlo? potrebbbero firmarsi con uno pseudonimo ma essere italiane. e lì come la mettiamo allora se un giorno si scoprisse che il romanzo di quella tale autrice straniera che ci è piaciuto tanto in realtà è italiana? meditate gente, meditate...

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  75. faccio i miei complimenti al commento delle 19:30!

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  76. Ho letto con molto interesse, e anche con molta incredulità tutto quanto si è detto sulle scrittrici italiane (potere dell'anonimato!) Non sono in vena di polemiche e mi limito a porre una sola obiezione: sono stati lasciati tanti commenti da cui trapelava quanto poco vi importasse del made in Italy, buono o cattivo che fosse, pensate che all'estero le lettrici trattino le loro autrici nel modo in cui le avete trattate voi? Credo francamente di no!

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  77. Per 31 agosto 2010 19:29:

    Ovvio che mi baso sui miei gusti, mai avuto la pretesa di parlare in senso assoluto. L'ultima frase mi sembrava un pò sibillina e, scusandomi preventimante in caso di fraintendimento mio, te l'ho fatto notare. Per il resto tiravo le fila di post e commenti passati. Con "botto" non mi riferivo alla vendite, ma a un concetto più ampio di popolarità. Non c'è bisogno che ti scusi, parlando così, senza sentire i toni o vedere le facce è facile essere fraintesi. Per il resto mi fermo qui, è difficile capirsi.

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  78. Ragazze, cerchiamo di evitare commenti poco lusingheri non solo verso le autrici ma anche verso noi come lettrici!
    Consideriamo di base che ognuna ha i propri gusti: è inutile stare lì a disquisire sulla cosa!
    Esprimiamo il nostro parere sempre con la classe che ci contraddistingue...

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  79. COMMENTO 31 agosto 2010 19:46:

    "....tanti commenti da cui trapelava quanto poco vi importasse del made in Italy,"
    - leggi con più attenzione i commenti che sono stati postati.....non credo che nessuna abbia fatto "censure" sulle nostrane...anzi! Io per prima ho espresso il mio parere su una, forse, eventuale, rivisitazione nel loro stile. Ma è un mio pensiero!
    Ho citato tante autrici nostrane, Bertola, Bosco.... e ho tirato in ballo la de Winter;
    -"pensate che all'estero le lettrici trattino le loro autrici nel modo in cui le avete trattate voi? "
    -sì, lo penso e ne sono sicura; impossibile il contrario!
    D. Steel ha tribolato anni prima di venire notata; S. Sheldon, negli anni che furono era stato censurato e boicottato.
    Concludo dicendo, ben venga il made in Italy e in particolare il romance se ben fatto....almeno per i miei,personali gusti!
    E lo dico con tutto il rispetto per le autrici che escono in edicola....ci mancherebbe!
    ....e mi firmo perchè sono stufa ( in senso ironico)dell'anonimato!
    Ciao Morena

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  80. Il botto si riferiva alla popolarità in generale e non solo alle vendite ed è naturale che parli SOLO sulla base dei miei gusti, mai avuto pretese diverse. Ho trovato sibillina una frase e l'ho detto, perlatro scusandomi in caso di fraintendimento mio. Siamo quasi a 80 commenti e ancora non si è capito che non è il lessico povero o la trama scarna quello che qualcuna di noi vuole o intende, mi dispiace e sono sincera.

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  81. Ciao
    Il fatto che non mi piacciano tanto le autrici italiane dipende dal mio gusto soggettivo, e credo di averlo spiegato ampiamente nel mio commento precedente, ma se così non fosse lo ripeto ora: commento soggettivo, cioè personale! In quanto a non aver citato la Balogh dicendo: letto uno letti tutti, non mi risulta che l’autrice in questione sia italiana, e qui invece mi pare si richieda il parere sulle autrici italiane, giusto? Comunque per essere più precisi posso tranquillamente affermare che ci sono stati romanzi della Balogh stupendi, e altri che mi hanno fatto piangere di noia, ma non li ho trovati ripetitivi, anzi ci sono eroi della Balogh talmente volitivi da risultare arroganti e altri così pacifici da essere sbalorditivi e idem per le donne, perciò il paragone non calza.
    Per il resto ho apprezzato alcune autrici italiane e l’ho anche scritto, e poi mi sono scordata di citare la Masella, anche lei brava, e come ho detto alcune mi piacciono davvero tanto. Ma altre non mi piacciono, che ci posso fare?
    Riguardo al fatto che le autrici italiane decidano di abbandonare dopo avere letto tanti commenti, mi sembra veramente eccessivo, prima di tutto perché ci sono stati molti apprezzamenti anche circostanziati, e in secondo luogo perché questo di oggi è uno strumento utilissimo per indicare alle autrici ciò che desiderano le lettrici. E a parte alcuni: mi piace la tale e a me no, trovo che siano scaturite una serie di costanti da tutti questi commenti, ossia che i romanzi dovrebbero essere prima di tutto storie d’amore, devono appassionare, e devono essere scritte con un linguaggio fruibile, né troppo scarno ma nemmeno eccessivamente pesante.
    A me non interessa quale sia la firma sul romanzo, non m’interessa nemmeno la copertina figurati, ma la storia sì!
    Comunque colgo l’occasione per augurare alle autrici italiane un buon lavoro, e spero che presto ci siano delle piacevoli novità nei loro nuovi romanzi. Non capisco perché un parere debba essere considerato per forza negativo quando può essere un ottimo stimolo per un cambiamento positivo.
    Ciao

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  82. Evidentemente i motivi che ci spingono a nn scegliere le italiane, oppure a comprarle ad occhi chiusi, sono cosi personali che non si possono realmente schemizzare.
    lo stesso motivo e' per esempio, per chi come me, si "rifiuta" di leggere di vampiri & co.
    il motivo che spinge me a non leggerli e' diverso da un'altra lettrice, non possiamo generalizzare.

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  83. io ho sempre letto e giudicato i romanzi presi in base alla storia, alle emozioni che mi davano leggendo, indipendentemente fossero scritti da autrici italiane o straniere. certo, grazie al blog in questi ultimi tempi ho riscoperto molte autrici italiane tipo la Camocardi che scrive, a MIO parere meravigliosamente( grazie al suo stile unico mi sembra di leggere romanzi classici di un'altra epoca) e scoperto autrici esordienti quali la Summers e la Bricca di cui apprezzo molto l'essere fuori dai soliti schemi dei romance ; quando leggo tutti i loro lavori lo faccio allo stesso modo delle autrici straniere, senza pregiudizi o occhio di riguardo ed è normale che ci siano libri delle stesse autrici che mi piacciano meno ed altri di più..la cosa che mi fa dispiacere invece è la minore pubblicità o interesse che si ha per le autrici di casa nostra rispetto alle internazionali, quasi loro fossero il meglio assoluto della scrittura e le italiane nemmeno degne di nota.. non credo assolutamente sia così, anche le straniere a volte hanno fatto flop con le loro storie sempre simili tra loro, i protagonisti poco interessanti, quindi non diamo addosso alle italiane solo perchè sono italiane !!

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  84. "non diamo addosso alle italiane solo perchè sono italiane" dopo 81 commenti scusami non si può sentire! Rispetto tutto quanto hai detto, ma leggendo alcuni post mi viene il dubbio che veramente si parli lingue diverse.

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