Il Principe Vampiro - Attrazione Fatale

Direttamente dalla scrivania di Noco.



Di Christine Feehan
Newton Compton editore
Serie dark- The Carpatian” n1

TRAMA:

Vivono intorno a noi, si nutrono del nostro sangue. Sono creature dolci e feroci allo stesso tempo.
Sono i Carpaziani.
Mikhail Dubrisky e Raven Whitney sono fatti l'uno per l'altra, ma appartengono a specie diverse... Lui è un principe Carpaziano, vive di notte e si nutre di sangue umano; lei è una donna, una sensitiva incredibilmente sexy e dolce. Quando si incontrano Mikhail capisce che deve possederla, che solo con lei troverà la pace che cerca da secoli e che insieme saranno felici in eterno.
Ma intanto un gruppo di fanatici cacciatori di vampiri imperversa, facendo strage iniscrimata di tutte le creature non umane e Mikhail dovrà difendere i suoi sudditi e proteggere la sua anima gemella da oscure forze di cui lei non sospetta neanche lontamente l'esistenza



Dopo averlo aspettato per anni, firmato petizioni per averlo, mandato mail a raffica ad ogni editore con una casella di posta elettronica per poterlo leggere, ecco che la Newton ci ha accontentate: finalmente è stato tradotto il principe vampiro, il primo libro di una lunga quanto famosa ed importante serie sui vampiri, che ha costituito il punto di riferimento e risulta essere il capostipite “onorario” di un genere ormai popolare e molto sfruttato (talvolta anche troppo…)

Non mi dilungo sulla trama, che, come ho detto, non è niente di nuovo ( ripeto, però, che questo è stato scritto prima).

La mia riflessione, questa volta, si indirizza verso lo stile dell’autrice, particolare, semplice, essenziale, ma, a livello lessicale, decisamente povera. Devo confessare che, essendo abituata a stili più “curati” e melodiosi (non infiocchettati, badate bene!!!), specialmente, dopo aver letto certi gioiellini di alcune rose nostre e di alcune scrittrici regency, maestre nel sapiente uso della parola e padrone assolute di ogni tipo di linguaggio tanto da rendere gustosi e divertenti assurdi battibecchi o interessanti, schietti e irriverenti quanto improbabili personaggi, mi ha infastidita un po’ questo modo di scrivere scarno.
La “pochezza “ della storia, la ripetizione più volte delle stesse espressioni, gli stessi aggettivi e le stesse situazioni (un tentativo di allungare il brodo? sinceramente non ho potuto esimermi dal pensarlo in più occasioni ) non mi ha entusiasmata e, talvolta, mi ha proprio annoiata.
Inoltre il tira-molla tra i protagonisti, l’indecisione dell’eroina e l’ottusità del protagonista, mi sono sembrati un po’ paradossali e poco credibili. L’intreccio è stato infarcito da qualche colpo di scena e, necessariamente, dotato di, talvolta banali, antagonisti; ciò mi ha coinvolto, sul momento, ma non me ha lasciato un ricordo indelebile.

Comunque, al di là di queste considerazioni, dovute, sicuramente ad una mia particolare predisposizione d’animo, e ad una mia eccessiva pignoleria, devo confessare che la costruzione di questo mondo mi ha affascinata: l’idea è buona.
Il protagonista è vero e proprio vampiro, nel senso più tradizionale del termine: si insinua nelle menti umane e le condiziona, tanto da essere un rispettato e stimato elemento di spicco della comunità in cui vive ,si può trasformare in nebbia o in animale, ha un controllo assoluto del territorio e della fauna che lo popola. E’ un vero leader, un capo abituato a impartire ordini e vederli esauditi con un sol gesto e a comandare come un monarca assoluto. Insomma un vero a proprio alpha all’interno del suo clan: sempre in prima fila anche quando si tratta di prendere decisioni dolorose, pronto ad accollarsi tutte le responsabilità, e a combattere quando necessario, come un condottiero d’altri tempi. E la devozione per la sua donna è assoluta , il punto più importante e la ragione della sua esistenza; si aggrappa a lei per un bisogno fisico, morale, psicologico, senza di lei non può vivere (letteralmente) e pur non essendo “sdolcinato” è ,a suo modo, romantico, forse un po’ prevaricante, assolutamente maschio nel trattarla, ma molto protettivo e rassicurante.

In conclusione promuovo questo libro (seppur con riserva), concedendogli l’attenuante di essere il primo della serie e forse un tantino acerbo: devo riconoscere che gli spunti per gli altri libri ci sono e sono interessanti, seminati ad hoc per suscitare curiosità nella lettrice, ed io, che non mi tiro certo indietro di fronte ad una serie (anzi!!) sarò in prima fila all’uscita del secondo, ma mi aspetto molta più sostanza!
Dalle mie parti direbbero: ”speruma”…



Noco







22 commenti:

  1. Ciao
    devo dirti che dopo aver letto diversi anni fa la versione spagnola di questo romanzo, a momenti non lo riconoscevo in questa traduzione della Newton. Una cosa tremenda.
    Mi spiace tanto, il romanzo ha veramente perduto molto del suo fascino. Se qualcuna di voi ha letto Vieni da me della stessa autrice, capirà a cosa alludo. Le sfumature, quando si scrive, sono molto importanti. La scelta di un vocabolo è determinante per evocare un emozione, e qui per quanto mi riguarda, le scelte fatte dal traduttore,lasciano molto a desiderare.
    Consiglio la lettura in lingua, o in spagnolo, che ha mantenuto inalterato il fascino di un romanzo che pur non essendo un capolavoro, è decisamente meglio di questa povera opera che ci è stata presentata.
    A presto
    Cris

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  2. ciao, anch'io ho letto questo libro e non ne sono rimasta del tutto soddisfatta, rispetto ai precedenti, come ha detto cris.
    mi rammarico di non saper leggere in inglese perchè immagino che le traduzioni non rispecchino sempre le intenzioni dell'autore ma ...non è mai troppo tardi per imparare!!
    ho acquistato anche l'ultimo della feehan "magia nel vento-oceani di fuoco" e...vedremo!!
    ciao
    daniela

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  3. Concordo con Cris, a mio avviso è più da imputare la pochezza al traduttore che all'autrice, perchè dopo aver letto Vieni da Me e Fuoco nel Fuoco, tutto si può dire tranne che la Feehan non sappa scrivere.

    Inoltre, essendo comunque un romanzo scritto a fine anni '90, e il capostipite del genere, un esperimento si può affermare, è naturale che abbia delle debolezze, mi riservo di leggere i prossimi, sperando che il traduttore faccia un lavoro migliore, magari lo possono fornire di un vocabolario dei sinonimi e contrari...magari poveretto ne era sprovvisto!! :o))))))

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  4. Bravissima, Noco, come sempre!
    Concordo pienamente con Lady.
    Dopo aver discusso di questo romanzo con un'amica che ha letto tutta la serie in lingua originale e, per gioco, aver confrontato questo primo romanzo con quello in inglese, devo dire che le differenze narrative si notano.
    Ad ogni modo, se consideriamo il tipo di scrittura usato dall'autrice con Magia nel vento, si percepisce decisamente la svolta narrativa che, credo, sia dovuta anche alla sua maturità di scrittrice.
    Vedremo nel proseguo.
    Morena

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  5. Vampiri, eh? Sono la moda del momento. Non so se leggerò questo libro, non mi piace seguire le mode; inoltre avete stroncato le traduzioni, giustamente credo, perciò la curiosità è al minimo. Forse sarebbe meglio leggere qualcosa in lingua originale. Ma perchè tutti questi problemi con le traduzioni? Se il libro è troppo crudo basterebbe classificarlo come "erotico" e via, senza censure. Non capisco: gli autori consentono che si traducano le proprie opere "amputate"?.
    Lucilla

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  6. Lucilla...in realtà non è una questione di tagli, ma di lessico. Chi ha tradotto il libro, conoscerà l'inglese ma ha una conoscenza della lingua italiana molto bassa...pertanto molte parole potevano essere tradotto con vocaboli più incisivi, invece che quelli più gettonati...inoltre ci sono delle ripetizioni...per il resto il romanzo è integrale non manca nulla...ma mettendo a confronto questo romanzo con quelli pubblicati dalla Nord della saga Ghostwalker...beh...o l'autrice ha cambiato completamente modo di scrivere oppure chi traduce ha fatto un pessimo lavoro! ;o))))

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  7. Ho capito, un classico caso di "Sindrome di Dan Brown", con utilizzo massiccio dei soliti 3 o 4 aggettivi e verbi. Ma non c'è un qualche "controllo di qualità" del lavoro del traduttore? Ne va anche della reputazione dell'autore, no?
    Lucilla

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  8. Akasha ha centrato il punto in pieno: non ho stroncato il lavoro dell'autrice, che da più fronti è considerata molto brava, poliedrica e non certo "povera": credo sia un problema di traduzione, ma sono costretta a sottolineare il CREDO perchè io in inglese non so leggere, me la cavo per quanto riguarda il senso della frase, ma non sarei mai in grado di cogliere le "sfumature" ...
    io però sono una casalinga/mamma... non una traduttrice... chi vuol intendere... speriamo per i prossimi della serie..

    Noco

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  9. D'accordo, Noco, però mi è capitato di leggere tantissime lamentele sulla povertà delle traduzioni; voi stesse avete rivelato che spesso ci sono tagli significativi e traduzioni piatte.
    Cosa si può fare (se si può fare qualcosa)?. E gli autori sono soddisfatti di traduzioni approssimative?
    (Non sminuirti: casalinga/mamma è tanto, senza contare che sei una lettrice)
    Ciao
    Lucilla

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  10. Recenzione azzeccatissima, concordo su tutti i punti.
    Il libro nel complesso mi è piaciuto, soprattutto la seconda parte, ma, come avete già detto, la traduzione è povera e ripetitiva.
    Spesso anch'io vorrei conoscere un inglese migliore per poter leggere i libri originali e vedere le reali capacità narrative dell'autore senza il timore di traduzioni insoddisfacenti.
    Sono d'accordo con Lucilla sul controllo qualità :)

    Emy

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  11. Che si possa migliorare il "parco traduttori" italiano, è strasicuro.
    Persino io, col mio inglese scolastico, a volte credo avrei saputo tradurre meglio.
    Ma permettetemi di aggiungere che qui, tolto metà pagine di sesso - ed anche queste abbastanza ripetitive - rimane solo la storia di un cavernicolo ed una povera scema che, senza alcuna personalità e contro ogni buonsenso, si lascia plagiare al punto di perdere persino il suo essere "umana". Posso capire che l'amore di un "carpaziano" può essere travolgente ma la protagonista non ha mai dimostrato un po' di amore per se stessa per non parlare di un po' di ragionamento. Un esempio? Se io non mangio per 3 ore stramazzo a terra. Se ho la nausea penso di avere l'influenza. Lei invece non mangia per 3 giorni, beve solo un po' di quello che lui le dice essere "succo", oltre ad fare continua capriole tra le lenzuola se ne va pure per i boschi ad affrontare di tutto e non le viene il minimo dubbio che qualcosa in lei non va?
    E quando è nel libro che lui le spiega chiaramente che, gli dispiace, ma ha dovuto trasformarla in vampira? E lei, presa piena coscienza che la sua vita non sarà più la stessa, ha come minimo un attacco di panico? Mai!!!!
    Qui dubito che anche il miglior traduttore avrebbe saputo fare il miracolo di rendere accettabile una trama tanto assurda!
    Susanna

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  12. Susanna, scusami, ma mi puoi indicare un titolo e un'autrice di urban fantasy che tratti trame meno "assurde" rispetto la Feehan?
    Grazie
    Morena

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  13. Lo ammetto, non ho molta esperienza di paranormal romance e urban fantasy.
    Prima di questo libro ho letto solo "Lover awakened" e "Dark passion" della Cole e mi sono piaciuti, il secondo molto più del primo. Anche se ambientati in un mondo parallelo, fantastico, ho trovato le loro trame molto più "logiche", se di logica si può parlare, naturalmente ; )
    Susanna

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  14. Interessante Susanna, grazie!
    Sarebbe da fare un post su questo tema.....
    Morena

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  15. Interessante Susanna, grazie!
    Sarebbe da fare un post su questo tema.....
    Morena

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  16. Anche la mia esperienza in fatto di urban fantasy è limitata, ma ho notato che gli autori in genere fanno a gara nel proporre trame assurde e poco interessanti, con storie ambientate in universi paralleli a logica zero.
    Solo che per far funzionare storie del genere bisogna essere dei Tolkien, o perlomeno dei Terry Brooks, altrimenti la lettura diventa noiosa, le storie campate in aria e totalmente illogiche.
    Come queste sui vampiri, appunto.
    E poi questi esasperati tentativi di essere originali ad ogni costo!
    Vampiri detectives, guerrieri, combattenti contro il male o per il male, studenti del liceo, majorettes....
    Ma è così fuori moda una bella ambientazione classica, con castelli in rovina con vampiro pertinente classicamente e irrimediabilmente cattivo?
    Lucilla

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  17. Tenete presente che l'urban ha un grande successo.
    Ma, vi chiedo, tale successo da cosa è determinato, se è tanto "assurdo"?
    Cosa si aspetta una lettrice da questo genere?
    Apro una piccola parentesi: non ditemi che di "assurdità nella trama" o di storie campate in aria non le avete mai trovate negli storici....!
    Ciaooo
    Morena

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  18. Certo che ci sono assurdità negli storici e sono irritanti quando succede. Però per quanto riguarda i fantasy mi limito a dire che se l'autore vuole creare un mondo alternativo in cui ambientare le avventure dei suoi personaggi deve saper scrivere e bene, altrimenti partorisce solo un'accozzaglia di situazioni sconclusionate e senza un perchè.
    Per quale motivo piacciono tanto? Le risposte possono essere tante: perchè scritti bene, perchè cavalcano una moda..
    Per esempio, i libri di "Twilight":
    sono scritti male, poveri dal punto di vista lessicale, in pratica sono solo romanzi sul disagio giovanile calati inopinatamente in un contesto "dark"; ma piacciono, indiscutibilmente. Ma a chi? A parte qualche eccezione, il target delle lettrici si riduce a ragazzine in piena tempesta ormonale. Quindi, andiamoci piano nel dire che qualcosa piace quindi vale.
    Lucilla

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  19. @Lucilla, ottima riflessione!
    Per quanto mi riguarda, leggo urban fantasy. Non solo questo genere ci mancherebbe!
    Ma lo leggo perchè il fantasy mi piace!
    Se cerco la quasi perfezione, come dici tu, sul lessico, leggo altro e non mi sono mai aspettata di trovarla in questo genere di lettura!
    Mi piace esplorare vari generi letterari, ma quello che cerco in fasi altalenanti è un modo per evadere dalla realtà e rilassarmi.
    Quando ho chiesto cosa si aspetta una lettrice da questo genere, non alludevo alle ragazzine, ma una semplice opinione.
    Qualunque cosa piace deve valere? No, per me; sì, per chi non ha personalità.
    Ciao
    Morena

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  20. Grazie Morena, hai spiegato perfettamete il tuo punto di vista; io non cerco la perfezione (ma la correttezza sì),volevo solo dire che non riesco a seguire una qualsiasi lettura se non ha un minimo di logica, anche se si tratta della logica specifica di quel testo. La conclusione è che si può leggere qualsiasi cosa, anche l'elenco del telefono e trovarlo gradevole se chi lo scrive è bravo e riesce a farlo digerire. A volte il problema è proprio l'autore-autrice, che non riesce a far decollare una storia.
    Ma i fantasy piacciono anche a me, visitatrice entusiasta della Terra di Mezzo o di Valle d'Ombra; forse ci siamo già incontrate là.
    Lucilla

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  21. Se un libro è scritto bene, è scritto bene, a prescindere dalla trama "logica" o "non logica". La scelta tra i generi rimane una scelta personale del lettore, che dal libro deve trarne il massimo piacere. E non è detto che un genere letterario piaccia sempre e in assoluto. Sono d'accordo sul fatto che a volte le traduzioni lasciano a desiderare. Il più delle volte trovo che ci siano delle sfumature nelle lingue che è impossibile tradurre. Io amo leggere in inglese, sopratutto alcune scrittori o scrittrici che leggo SOLO in inglese perchè l'emozione che trovo nel libro in lingua originale non riesco a trovarla nel libro tradotto in italiano, anche se tradotto in modo eccellente.
    Comunque grazie per la recensione, perchè questo libro, in italiano, è qualche mese che è nella mia libreria e adesso sono indecisa se leggerlo o leggere direttamente la versione inglese!!

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  22. Anche io come Giusy, mi riservo di leggere i prossimi per un giudizio più completo! Comunque non mi è spiaciuto!
    Un bacio a tutte
    Lilli

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