Giocare d' Azzardo di LaVyrle Spencer

Direttamente dalla scrivania di Noco.

Giocare d' Azzardo Di LaVyrle Spencer

Harlequin Mondadori/Collana: Bestsellers/1990

Genere: Western, 1880

TRAMA:


Agatha, esile, malinconica e chiusa in sé stessa, vive nel ricordo di un passato che ha segnato la sua vita. I lunghi anni di solitudine, però, non l'hanno inacidita, anzi hanno affinato la sua sensibilità e solo assopito la sua femminilità. Scott, ex giocatore d'azzardo, alto e atletico, affascinante quanto irriverente, nasconde un cuore tenero e una vulnerabilità insospettabile. Durante la guerra tra nordisti e sudisti è stato colpito negli affetti più cari. Un uomo e una donna che, nel Kansas del 1880, dapprima acerrimi nemici, diventano, poco alla volta, grandi amici. La dolce innocenza di un bambino apre i loro occhi e i loro cuori e, grazie all'amore che li unisce, Agatha e Scott supereranno ogni pregiudizio e difficoltà.


Stanchi della solita minestra?
Tranquille non vi sto proponendo qualche surrogato surgelato di ultima generazione, ma un bel romance di atmosfera western.
Sto parlando di Giocare D’azzardo.
In mezzo a vampiri, duchi, mutaforma e guerrieri medioevali, perché non staccare con qualcosa di diverso? Io sono del parere che un cambiamento ogni tanto serva, non ci si stufa e si evita la, altrimenti inevitabile, saturazione da Romance.
Siamo nel polveroso Kansas, nel 1880, sulle ceneri della guerra tra Nord e Sud. Periodo che non ho mai amato particolarmente, ma che qui viene dipinto con profondità colore e verosimiglianza storica sorprendente. Troviamo ex schiavi, mandriani, ballerine, giocatori d’azzardo, cercatori d’oro, ma anche religiosi, puritani, bigotti e fanatici . In questo variegato ambiente sta nascendo il proibizionismo, un estremo nato da buone intenzioni, ma sostenuto dal fanatismo.
I personaggi secondari, come ho detto, sono molteplici, concepiti armonicamente l’uno con l’altro, e si muovono in perfetta sincronia, senza mai una sbavatura o una stonatura. L’autrice ha la rara capacità di descrivere in modo da proiettare una figura vivida, vera, che “salta fuori dal libro”, dipingendo in poche parole caratteristiche fisiche che corrispondono ad un preciso carattere e ruolo nella storia. Abbiamo, per esempio, una protagonista che nelle prime scene si dirige, sorretta dalla rabbia, a passo di marcia verso il nemico:
…“vestita di grigio portava i capelli acconciati severamente in una crocchia che sembrava dovesse provocarle un perenne mal di testa. Le uniche tracce di colore in lei erano la chiazze rosate sulle guance “…
Mentre alla fine la ritroviamo tranquillamente:
…“seduta su un basso sgabello fra file di basilico e angelica, con il sudore che le macchiava le ascelle, i capelli scomposti e un segno di sporco sul mento”…
Già soltanto con questi pochi cenni, si può visualizzare il cambiamento interiore profondo intervenuto in questa donna. Ad uno sguardo distratto può apparire fragile, ma, in realtà, ci troviamo di fronte un vero portento! E’ zoppa eppure va spedita dritta alla meta, è intelligente, coerente, buona, altruista; è una donna forte che conosce i propri limiti, che ha un rispetto assoluto per le persone e per la loro interiorità, indipendentemente da chi siano e che cosa facciano per vivere: ha una sensibilità unica e speciale. E poi decide di partecipare alle proteste dei proibizionisti. Perché pensa sia giusto, perché si sente chiamata in causa, perché lei in prima persona ha sofferto per un padre alcolista. Si ritrova, suo malgrado, trascinata dagli eventi, a capo dei sostenitori della legge sul proibizionismo nella sua città. Ma questa zitella trentacinquenne ha la capacità di mettersi in discussione e capirà che la protesta, così strutturata, ha dei limiti, non risolverà i problemi, ne creerà altri. Si focalizzerà su cose più importanti, come affetto e amicizia di persone vere, che sanno amare disinteressatamente, nonostante, apparentemente, siano dalla “parte sbagliata”. Proprio loro sanno guardare oltre la sua immagine, al di là della sua menomazione e diventano, pian piano, la sua famiglia: le staranno vicino e la sorreggeranno in momenti difficili, senza chiedere niente, senza compatirla, ma semplicemente amandola.
A capo di questa famiglia troviamo Scott, il proprietario del saloon contro il quale inizialmente si scaglia la protagonista, contro cui parte la protesta.
Che eroe, ragazze!!! Bello, dentro e fuori, un po’ mascalzone, ma solo all’apparenza: ex figlio di latifondista ricchissimo proprietario di una piantagione di cotone , ex soldato, ex giocatore d’azzardo, non esita di fronte a niente e si dedica ad un’attività redditizia come l’offerta di alcool, ragazze e tavoli verdi. Ma sarà veramente così cinico? Il suo scopo sarà solo accumulare denaro?

In realtà scopriremo che quest’uomo ha sofferto: la vita gli ha sempre offerto molto, ma è stata puntuale a toglierglielo, eppure, con il vero spirito americano che gli scorre nelle vene, in mezzo alle difficoltà, rialza sempre la testa, si reinventa, sfrutta le sue risorse e trascina al successo tutti gli amici meno fortunati, che mano mano si sono “uniti a lui”, di cui si è fatto carico e verso cui si sente ormai responsabile. Non gli manca niente, tranne l’amore vero, ormai da tanti, troppi anni. Non cerca neppure più ritrovarlo, si accontenta dell’amore famigliare, quasi cameratesco, che si è consolidato con il tempo, tra lui e i suoi amici. Ma ha una ferita tanto profonda che sembra impossibile da sanare. Eppure, quando si presenterà l’occasione, sarà capace, con umiltà ed intelligenza, a riconoscerla, ad accettarla e poi saprà costruire i presupposti per conquistare la donna che ha scoperto di amare. La corteggerà con correttezza e delicatezza, romanticismo e dolcezza, facendola sentire unica ed importante, bella ed intelligente.

Questo romanzo ha uno stile fresco, frizzante, scorrevole, e, a tratti, spiritoso, che cattura fin dalle prime pagine. Eppure è toccante e profondo: affronta temi importanti, quali guerra, schiavitù, emarginazione sociale, con delicatezza. Ci si ritrova a riflettere, senza neppure accorgersene. E’ scritto in modo elegante, non aspettatevi scene hot, o riferimenti espliciti: sotto questo aspetto è molto “vecchio stile”, ma trasuda sensualità, amore, romanticismo e buoni sentimenti (mai buonismo!!!) da ogni pagina. Ci sarebbe tanto materiale per farci un telefilm a puntate, eppure quando l’ho terminato avrei voluto continuare a leggere. Insomma non ringrazierò mai abbastanza la persona che me lo ha prestato e assolutamente lo consiglio, se riuscite ed avvistarlo, vista la scarsa reperibilità sul mercato dell’usato.

E se ve lo ritroverete in mano date uno sguardo attento alla raffinata, seppur della vecchia scuola, copertina e ditemi se non le vorreste tutte così…


Noco





15 commenti:

  1. Ecco un bel modo di inaugurare la settimana, con una delle recensioni di Noco, sempre originale e alla ricerca di nuovi orizzonti; chiaro che, con una recensione del genere, la lettura del libro s'impone.
    Conosco già LaVyrle Spencer e la apprezzo molto.
    Ho letto il suo "A braccia aperte" diversi anni fa e mi è piaciuto moltissimo: proprio come ha detto Noco, si parla d'amore, ma non è l'argomento principale, ci sono tante storie di contorno e c'è la denuncia sociale nei riguardi di bordelli e padri violenti; non ci sono scene di sesso "forti", ma tutto è raccontato con una dolcezza disarmante. Splendido il finale con la prima notte di nozze col sottofondo delle campane della Messa di Natale.
    Grazie Noco, ora lo cerco ed, eventualmente, lo divoro!
    Ciao
    Lucilla

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  2. Bravissima come sempre Noco!
    Aspettavo la tua recensione su questo favoloso romanzo....!
    Romanzo che ho amato molto per la coralità e per lo stile raffinato dell'autrice!
    Brava!

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  3. Noco, non ho letto il libro in questione, ma non importa, mi sono incantata e leggere la tua recensione, come al solito, completa e interessante, che "dipinge" a tal punto l'ambiente e i personaggi da farteli immaginare.
    E, anche questo, non è "buonismo" nè ipocrisia da parte mia, te lo assicuro.
    Sei talmente brava, che quando vedo le tue recensioni, mi "fiondo" a leggerle.
    E adesso, se lo trovo, leggerò anche questo romanzo, anche se non è il mio genere.
    Grazie Noco

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  4. Cara Noco, questo libro è uno di quelli che, ogni tanto, rileggo con piacere perché ha tutti gli elementi che mi piacciono in un romance.
    Una bellissima storia d'amore innestata in una realtà, il west, che mi ha sempre affascinato.
    L'handicap della protagonista, l'umanità delle ballerine, il fascino di Scott, tutti i personaggi di contorno in genere, hanno un ruolo ben caratterizzato e con un approfondimento psicologico che ce li rende vicini e veri.
    Straconsigliato!!!!!!!! ^__-

    Simog55 alias Simona

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  5. Lo sto andando a cercare su ComproVendo, non aggiungo altro...

    Un bacio a Noco attentatricedelmiobudjet : (

    Lilli

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  6. PORCA PUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU*************************

    SI VEDE CHE E' BELLO! CE NE SONO SOLO DUE A 10 €!!!!!!!!!!!!!

    NOCO TI VOGLIO "TANTOOOOOOO" BENE

    : (

    Lilli

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  7. Ho appena acquistato per € 10,00 tre libri dell'autrice, tra cui questo ( in realtà sbagliavo, una vendeva per dieci € il tris di libri ), prima che finisca la maternità fallirò per acquisto di libri e cosmetici online

    Noco, con affetto, ma te possino : (

    Lilli

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  8. Splendida recensione, Noco...per un libro che la merita tutta!

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  9. E' uno dei libri che conservo gelosamente e che mi piace rileggere proprio per la sua bellezza e unicità nel descrivere una storia d'amore veramente romantica e profonda. L'ambientazione è ben fatta, i personaggi sono ben caratterizzati anche quelli secondari, e i due protagonisti sono stupendi. Un vero classico. Brava Noco ogni tanto ci vuole la riproposta di libri così.
    Un bacio Manuela G.

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  10. Buongiorno a tutte ragazze e grazie per i complimenti, che naturalmente vanno tutti girati al libro. In realtà conosco poco questo filone di romance, devo ringraziare un'amica che non solo mi ha parlato di questo libro, ma me lo ha anche prestato! Il wester è da tempo trascurato, speriamo si muova qualcosa... e che quel qualcosa sia di qualità... Chissà, visto che mi piace sognare, perchè non partire proprio dal riproporre autrici come queste, datate, ma sempre attuali, romantiche, ed eleganti, che costruivano trame credibili dipingendo personaggi e storia complesse e piacevoli?

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  11. Buongiorno a tutte e in particolare a Noco. Per la prima volta mi trovo a scrivere un commento su di un blog..., quindi se sbaglio qualcosa perdonatemi.
    Ho letto proprio ieri sera questo bellissimo libro e, devo confessare, ho tirato le quattro del mattino per finirlo (dovreste vedermi ora sul lavoro che occhiaie). Non sono facile alle lacrime, ma con Agatha.. bè lei mi ha commosso sin nel profondo. Concordo in pieno con la recensione di Noco.. davvero splendida.
    Vi auguro a tutte una buona lettura, a presto
    Lellik

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  12. Ciao lellik, benvenuta!!! Non ti preoccupare sei tra amiche e sentiti libera di commentare....a questo punto , mi sa, che questo romanzo me lo devo procurare anche iooooo!

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  13. Grazie per il benvenuto Juneross! Parlare di romanzi rosa (termine che odio tra l'altro) è un pochino avvilente con altre persone, nemmeno si degnano di leggere ma disprezzano. Vabbè che fare? Con voi sono sicura sarà un piacere farlo!!!!Un romanzo come questo tocca argomenti importanti, come disabilità, imperfezione e diversità; il tutto inserito in una splendida storia d'amore e riscatto. Il vecchio west non è un periodo storico che prediligo, ma questo si fà leggere proprio volentieri!!!
    Aspetto il tuo commento!!!!!
    Lellik

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  14. Benvenuta, anche da parte mia. sono contenta che proprio la mia recensione ti abbia spinta a farti avanti con un commento. E' sempre bello avere una conferma delle proprie impressioni: questo libro è un gioiello.

    Mi raccomando, continua a seguirci e chissà: magari troverai interessante qualche altro consiglio;)

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  15. @ Lellik, c''e una bella discussione in corso a proposito di cio' che piace nei romanzi rosa, avremmo piacere di sentire anche il tuo parere. questo il link : http://www.junerossblog.com/2011/11/io-ho-i-miei-e-voi.html

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