Camici Bianchi

Tra i tanti argomenti affrontanti in questi cinque anni di vita del blog, questa e' sicuramente la prima volta che parliamo di camici bianchi. Chissa' peche' i dottori non hanno mai preso "piede" nelle nostre discussioni. Adogni modo, ci pensano loro, le due cugine di web, Lucilla e Patrizia, a portarci in corsia e a farci riscoprire il fascino del Camice bianco.

A voi la parola, bloggerine.


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Direttamente dalla scrivania di Lucilla e Patrizia.

Patrizia

Immaginate possenti spalle maschili coperte dal camice bianco, il torace ampio e armonioso che l’apertura lascia intuire, e su cui va a ricadere lo stetoscopio che il medico porta intorno al collo. Pensate a mani virili ed eleganti, vibranti di forza, eppure leggere nello sfiorare il polso della paziente e ancor più delicate nel curare. E, infine, concentratevi su uno sguardo attento e serio, impassibile e al tempo stesso premuroso, e su un tono di voce basso e rassicurante. Che si parli di letteratura dell’800 (avete presente Il Dottor Antonio?) ,di televisione di oggi e di ieri ( Grey’s Anatomy e La Cittadella, tanto per fare due esempi celebri) oppure degli Harmony Bianca, avrete capito che difficilmente sfuggo al fascino del dottore…

Lucilla
Ma certo, pensiamoci pure: pensiamo a odori molesti di medicinali, formaldeide ed altri conservanti; meditiamo su iniezioni, supposte ed altre piacevolezze, somministrate da sadici protagonisti maschili affetti, e' il caso di dirlo, dalla sindrome di Munchausen. Visualizziamo miopi sguardi dietro spesse lenti che osservano sadicamente una povera donna in ambasce, preda di sconosciuti malanni. La genia dei medici letterari e' folta di azzeccagarbugli che solo incidentalmente sono parenti del dottor Manson o del dottor Kildare. Quando lo sguardo mi cade su un romanzo ad argomento medico non solo arruffo le penne, ma direi che le sento stormire per il terrore! Come minimo si profilano almeno due o tre malattie devastanti sconosciute alla scienza medica, di cui prontamente comincerò ad avvertire i sintomi di pari passo con la lettura.

Patrizia
Ma quali molesti odori? Io non sento altro che il profumo avvolgente di una buona colonia, e forse il rassicurante aroma di sapone proveniente da mani impeccabili! E quando pure le terapie hanno degli aspetti sgradevoli, il fascinoso dottore saprà avvisarti dell’eventuale dolore con tanta dolcezza da risultare più efficace di qualsiasi anestetico, o trasmetterti conforto e confusione amorosa in pari proporzioni. Avvertire alcuni sintomi in corso di lettura non è poi faccenda troppo grave: non siamo in Tre uomini in barca, con il protagonista che deduce di essere affetto da tutte le patologie riportate nell’enciclopedia medica, eccetto il ginocchio della lavandaia. Nel romanzo in camice bianco, si curano i mali, specialmente le ferite dei sentimenti, e anche dietro al suddetto ginocchio si potrebbe scoprire un disperato bisogno d’affetto, la voglia di tornare a innamorarsi, la graduale scoperta che insieme all’arto migliora anche la fiducia nell’amore. Perché? Perché magari il bel dottore ha capito che il ginocchio è devastato per colpa del tuo ex, quel cattivone psicopatico che ti costringeva a lavare i panni al fiume come la sua bisnonna! Così, se si è sentita malata, la lettrice chiuderà il romanzo convinta di essere guarita…almeno dai problemi d’articolazione che non ha.

Lucilla
Sarà....io mi immagino invece un tristo figuro avvolto in un'inquietante cappa bianca non proprio pulita, ma cosparsa di macchie riconducibili a sconvolgenti liquidi organici....E poi, quale delicatezza potremmo mai trovare in un tipo così? Come si suol dire, "il medico pietoso fa la piaga purulenta" e dunque via con comunicazioni di prossime dipartite recate con la massima naturalezza, terapie dolorose somministrate con una crudeltà degna di un cavadenti medievale! Come trovare conforto in un protagonista del genere? L'homo medicus non e' un uomo come gli altri, ha una missione, lui.....e la sua partner non potrà che essere una dolce crocerossina votata al martirio in nome di Ippocrate....Non parliamo poi di psichiatri et similia, perché in quel caso la protagonista di turno rischia veramente il ricovero in manicomio, oppure una lobotomia come Elizabeth Taylor in "Improvvisamente l'estate scorsa"! Cosa aspettarsi se uno dei protagonisti e' uno psicopatico? Come minimo una madre terribile che ha avvelenato l'infanzia del poverino, trasformandolo in una bomba ad orologeria....

Patrizia
Non vorremo tralasciare gli aspetti simbolici: uno su tutti, lo stetoscopio. Un uomo che ascolta il tuo cuore, come può non rimandare a quella comprensione profonda a cui tutte, in un modo o nell’altro, aneliamo? Il medico, poi, presumibilmente vede la tua parte più debole e anche la più vera, e quindi se si innamora non ti imporrà una maschera, anzi, manterrà la capacità protettiva e l’autorevolezza da uomo alpha, addolcite da sensibilità e sollecitudine. Scena tipo: c’è un bambino malato, magari si è nel bel mezzo di una brutta emergenza, e il medico grande e grosso si china su di lui, gli parla con tono tranquillo, lo coccola senza trascurare le urgenze terapeutiche…e la protagonista osserva e si squaglia. Come non provare un misto di tenerezza e turbamento, poi, al pensiero di braccia muscolose tra le quali vagisce un neonato?

Lucilla
A parte il fatto che il simbolismo mi suggerisce altri....attrezzi medici, su cui e' meglio sorvolare, soffermiamoci pure sullo stetoscopio: questo moderno mezzo di tortura che immaginiamo sempre gelido come il marmo, tanto da far sospettare che venga proditoriamente conservato in ghiaccio prima dell'uso, che l'homo doctores appoggia su scarni petti squassati da tosse tisica....e soffermiamoci anche sulla famosa scena del parto, momento clou spesso presente in un romance "bianco"  che si rispetti: il nostro medico protagonista aiuta le partorienti con quello che si trova sottomano, siano asciugamani e acqua calda come nella migliore tradizione letteraria (ma a che serviranno?) oppure mezzi di fortuna come cannucce, penne, stuoie, le proprie vesti, neve squagliata a furia di soffiate....e quando il pupo vede finalmente la luce, e' solo per trovarsi sballottato a destra e a sinistra dal maldestro pseudo infermiere, impegnato, dice lui, a salvargli la vita....

Patrizia
Posso concedere che si cada in qualche esagerazione quando si tratta di affrontare i parti…ma se andiamo oltre i gesti rassicuranti, il fare autorevole, l’eloquio ammaliatore ( e non mi si rinfacci la pessima grafia…quella nei romanzi non si vede!) giungiamo a un punto non trascurabile. Il medico cura, però ha un disperato bisogno di essere a sua volta guarito. Ferito dal passato, stravolto da oscuri sensi di colpa, reso ruvido dalla totale dedizione al lavoro o alle prese con vedovanza e problematica prole, solo con la dolcezza e l’entusiasmo della nostra protagonista ritroverà slancio verso l’inesorabile happy end, magari con idillio familiare incluso. Se lui ausculta, lei ascolta; se l’uno interpreta i sintomi della patologia più o meno misteriosa, l’altra coglie i segnali di un amore che va…portato alla luce!

Lucilla

Se parliamo di medici feriti nei sentimenti, allora si apre il capitolo "camici senza frontiere", che vede i nostri poveri protagonisti orbati in amore che si trasformano in missionari erranti in improbabili deserti oppure impegnati in lunghe peregrinazioni amazzoniche, a caccia di un preparato miracoloso in grado di curare di tutto, dal cancro ai calli! In simili disagevoli condizioni, trovano sempre il tempo di affidare la propria anima, ma soprattutto il proprio corpo, alle salvifiche mani di una dolce crocerossina, di un'infermiera, di una farmacista, di una studentessa di medicina, insomma di una ippocratica femmina fortunosamente approdata negli stessi lidi in cui il nostro dottore dall'animo esulcerato si trova; e naturalmente la suddetta dispensatrice di medicinali e' single, o in procinto di diventarlo, con un passato disgraziato e un presente da dimenticare, pronta a sacrificare se stessa per salvare il medico di turno! Più che un amore da portare alla luce, un parto podalico!

Patrizia
Niente da fare, il medico fascinoso ha la sua carta segreta: semplicemente, è la sintesi perfetta tra l’uomo pratico e un po’ rude e l’intellettuale colto e raffinato, con in più il bonus della persuasività seducente. Non teme di sporcarsi le mani, eppure è anche uno studioso; guida moto e fuoristrada in condizioni avverse, ma ama la musica classica piuttosto che i vini di gran classe. I migliori riescono perfino a far battute sulla letteratura inglese, sulla mitologia, sul teatro o sull’arte greca, salvo poi rimboccarsi le maniche sugli ormonici avambracci, per spaccare la legna, spalare la neve o sollevare la fortunata/malcapitata di turno. Il nostro dottore conosce un vasto repertorio di premure, che va dal plaid alle bevande calde, dai bagni accoglienti agli indumenti asciutti: e tale soffice maternage non gli impedisce affatto di trasformarsi radicalmente, e fare faville a letto!

Lucilla
Se la metti così, non posso che essere d'accordo: l'uomo d'azione con un raffinato lato intellettuale e' un mix perfetto che riuscirebbe ad affascinare qualsiasi donna, anche una virago in guerra perenne col genere maschile! Ed infatti, a testimonianza di ciò, i romanzi di ambientazione "medica" hanno puntualmente un enorme successo.
Ovviamente, c'e' un "ma": l'estrema mancanza di corrispondenza con la realtà.
Perché, diciamoci la verità, leggere e sognare ci piace, ma ci piacerebbe anche pensare di poter incontrare, un giorno, un tale campione di virtù!
E qui son dolori: dove lo troviamo un homo apotecarius che sia non solo bello ed aitante, ma anche acculturato in campi esulanti la sua specializzazione, nonché versato in innumerevoli sport, esperto di letteratura e, incidentalmente, anche bravissimo sotto le lenzuola, ospedaliere e non?
La realtà ci ha spesso abituato ad homini neandertalensis più inclini alla poltrona e alle ciabatte che a premure varie. E allora? Forse il sogno letterario serve ad addomesticare la realtà? Ad addolcire aspetti più ordinari di una pur nobile professione? Forse sì....o forse, più prosaicamente, serve ad incrementare le vendite di libri? Io dico che dovremmo documentarci e  poi, dati concreti alla mano, pronunciarci. Coraggio, Patrizia, iniziamo a testare i medici di famiglia, poi vedremo....




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7 commenti:

  1. ahahahahahah... ne avessi trovato uno di medico bonazzo!
    E non mi piacciono neppure quelli letterari. Non leggo la Serie Bianca della Harmony.
    Però il Doc Stranamore e il Doc Bollore li vorrei accanto a me, in caso di dolore... non vi dico dove...

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  2. IO, IO, IO!
    Io l'ho trovato un medico bonooooo, occhi azzurri, sorriso splendente, e fa il gastrenterolo! Bleah, quando mi ha mostrato il..il...malpensanti che avete capito! Quando mi ha mostrato la foto dell'esofago sono svenuta ai suoi piedi, Bleahhhhhhhh!

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  3. Ah Ross se è al il dottore che penso sia allora non ci starebbe male in un romanzo

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  4. Gastroenterologo?! Poverino, che specializzazione disgustosa....ma se e' così super, mi prenoto per una gastroscopia....infermieraaaaaa! Mi serve un appuntamento col dottor Bonazzi! E in fretta, prrego!
    Ciao
    Lucilla

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  5. A me il camice bianco nei romanzi e in tv non lascia per niente indifferente... beh la realtà non è quella? Eh sì che lo so, pazienza se alla ASL trovo il medico canuto e miope, per nulla premuroso, ma nel romanzo beh, Patrizia sono con te al 100% :)
    Baci a tutte
    Lety

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  6. Letyyyyy!!! Non ci sentiamo da una vita....Sniff....
    Lucilla

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  7. Grazie a tutte, ragazze e...meno male che qualcuna mi comprende ^_____^
    In ogni caso, cercherò di effettuare qualche statistica mirata e vi farò sapere. Nelle interviste alle autrici americane hi letto tante volte di come questo o quel professionista è stato gentile nell'aiutarle ad effettuare ricerche per i loro libri; che ne dite, se salta fuori il dottore meritevole, chiedo il suo aiuto in vista della stesura di un romanzo "in camice bianco"?
    Patrizia

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