In Nome della Lettrice: Il romanzo del cuore!

Rubrica: In nome della Lettrice

Una nuova rubrica che, come indica il titolo stesso, e' dalla parte della lettrice. La maggioranza degli articoli sono tratti dalla rivista Romance Magazine, ma altri, come in questo caso, sono stati scritti dalle lettrici stesse.
Buona lettura!



Direttamente dalla scrivania di Margaret P.

Ciao a tutte/i!

Dopo secoli che non scrivo e non mi faccio vedere da queste parti, oggi, anzi, ieri sera, me ne sono uscita con un monologo da far invidia a Carrie Bradshaw di Sex and the City e ci terrei tanto a condividere le mie riflessioni con voi, sicura di poter essere compresa.
Innanzi tutto, partiamo da una domanda: avete un romanzo preferito?.
Io si, e ne sono perdutamente innamorata.
Non dico di quale si tratta, non vorrei mai che l’attenzione di questo post venga in qualche modo focalizzata sul titolo in questione, né tanto meno farvi una pubblicità gratuita.
Vi racconto brevemente la mia “storia”…
Acquistai il romanzo in questione nel 2011, più o meno in questo periodo dell’anno.
Ricordo che ero attratta dalla copertina e dalla trama, ma non mi sarei mai aspettata che quel semplice romanzo mi cambiasse così tanto.
 Non so se sia normale o semplicemente concepibile, ma fin dal primo istante mi resi conto che quella donna, la protagonista di cui leggevo, era me, in tutto e per tutto.
Piangevo, sorridevo, mi disperavo per lei e le sue sventure e a volte, inorridivo nel precedere i suoi pensieri.
Lo lessi nel giro di un giorno e una volta riposto nella libreria insieme agli altri libri, mi sentivo così smarrita e depressa.
Da pochi anni a questa parte, ogni autunno, il romanzo mi “chiama”.
Si, ho detto: “mi chiama”.
Sento il vivido ricordo di quella lettura appassionata e disperata, sento la mancanza di quella donna così simile a me e non posso far altro che riprenderlo in mano e rileggerlo.
E’ come se andassi a trovare una vecchia e cara amica.
Io e le ci capiamo, rifletto, più di ogni altra persona reale che mi sta accanto.
La seconda volta che lo lessi, ero uscita da un periodo che mi aveva totalmente distrutto, stavo tentando di rinascere in qualche modo, mentre lo leggevo mi aggrappavo a lei, alla protagonista, chiedendomi che cosa avrebbe fatto lei al mio posto oppure, traevo coraggio da ciò che lei era riuscita ad affrontare a testa alta.
Per certi versi alcune mi parti mi sembrarono banali, una cosa che non avevo notato prima, ma non ci feci caso.
La terza volta che lo ripresi in mano, la mia nuova vita era in fase di progettazione, lo lessi, ma stavolta con un animo più sereno e distaccato.
La quarta volta, ovvero oggi, lo leggo con le lacrime agli occhi, ammirando questa donna in cui mi rispecchio e cercando di andare avanti, nonostante il brutto periodo che mi sto trovando ad affrontare in completa solitudine.
Adesso mi mancano solo pochi capitoli per finirlo, il romanzo sta lì, sopra una mensola della mia camera e di tanto in tanto lo guardo sospirando.
Ed qui che mi accorgo che il problema è proprio questo, vorrei che non finisse mai.

A questo punto, vi chiedo solo la cortesia di dirmi che non succede solo a me tutto questo :p
E’ drammatico lo so, ma avete mai avuto un legame così forte con un libro?
Io credo che un giorno vorrei incontrare la scrittrice, non so cosa darei per parlarle o solo per sapere qualcosa in più di questo romanzo che ha dato una netta svolta alla mia vita.

E voi? Avete un romanzo del cuore?

Un abbraccio
Margaret 


Logo di Debora Califri

14 commenti:

  1. Capisco perfettamente quello che provi, perché anch'io ho il mio libro- Bibbia, anche se in un certo senso sono più fortunata poiché si tratta di una serie. Anch'io mi identifico nella protagonista, perché lei fa quello che farei io nella sua situazione; inoltre, con le dovute differenze, mi sono trovata ad affrontare quello che lei ha affrontato.... Insomma, io sono lei! Rileggo con piacere ora questo ora quel libro della serie, traendone spesso forza ed ottimismo. Se sia normale? Non saprei.... Ma di certo, male non fa. Complimenti per il pezzo!

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    1. Grazie Lucilla:) per fortuna la pensi anche tu come me!, stavo iniziando a preoccuparmi :p
      Margaret

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    2. Mi sa che siamo in buona compagnia, tranquilla ;)

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  2. ho un cuore spazioso, con molte stanze da visitare a seconda dell'umore. In alcune conservo classici, in altri noir. ne ho alcune per i romance. E sono stata fortunata perché ho incontrato le autrici di due romance riletti molte volte: le autrici dicono di aver scritto libri migliori, forse sì. Ma al cuore non si comanda e quei due, per molti motivi, mi sono RIMASTI NEL CUORE e ogni tanto li rileggo perché sono la mia copertina calda e tazzina di caffè (non sono tipa da tè) per i momenti no.
    maria masella
    maria masella

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    1. Ciao Maria,
      Anch'io ho avuto l'opportunità di parlare con l'autrice di questo romanzo, lei dice che preferisce altri suoi lavori ma io continuo a pensarla diversamente. Quel romanzo, come hai detto tu, per molti motivi, è rimasto nel cuore.
      Margaret

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  3. Anche io ho alcuni libri del cuore. Al contrario di te non mi rispecchio nella protagonista, però mi rifugio periodicamente in essi per tranquillizzarmi. Ed è vero che, a seconda dell'umore, la percezione di una storia cambia. Mi è successo, non con un libro del cuore, ma con uno che avevo iniziato un annetto fa e che, per non so quale motivo, avevo lasciato. Riprendendolo adesso, l'ho divorato e mi è piaciuto tantissimo.

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    1. Ciao Lullibi :)

      Avevo letto un tuo articolo simile, possibile? ricordo che avevi raccontato che diversi romanzi della Keypas erano stati un rifugio per te.
      Comunque sia, è fantastico come i libri ci accompagnano passo dopo passo nei momenti più belli o brutti della nostra vita.
      Margaret

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    2. 'aspita che memoria! E sì che avevo scritto un post simile (e non me lo ricordavo) e il libro lasciato e ritrovato è Magia di un amore della Kleypas, prequel della serie Wallflowers!

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  4. ok, come al solito io sono la capra, perche' e' da tempo ormai che nin ho piu' il libro del cuore. ne conservo vari gelosamente, ma non per questo li tiro fuori quando son giu'...anzi in quei momenti ricerco la novita'. sono volubile, ahime'!

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    1. Ahaha! Ross, tu sei la classica donna temprata e altera, e ovviamente bella!
      Anche se mi riesce difficile immaginarti giù, con tutta la carica e la solarità che emani (almeno per come ti ho vista alla vie en rose!) :)
      Margaret

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  5. Sono una buona miscela di tutte voi. Ho vari libri a cui sono molto legata, alcuni li rileggo periodicamente, però non li uso come copertina, anzi, come Ross nei momenti di "calo" cerco cose nuove oppure, molto più spesso, non leggo proprio. E questa cosa mi fa stare molto male.
    È vero che lo stesso libro, letto dalla stessa persona, ma in momenti diversi, dà emozioni differenti, forse proprio per questo, quando sono in un momento davvero negativo, ho paura di leggere le pagine che amo di più.

    Libera

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  6. Ha ragione Libera, a volte è rischioso rileggere cose molto amate, specie se a distanza di tempo; una volta rilessi un racconto che avevo etichettato come il miglior lavoro horror mai visto.... Lo trovai banale, scontato e pieno di errori!!!
    Era meglio che ne avessi conservato il buon ricordo....

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  7. Bentrovate signore :)
    io credo che chi ama la lettura non può non avere uno o più libri del cuore. In ogni fase della nostra vita, piccole, adolescenti, giovani e grandi ci sono state delle storie che ci hanno preso, catturato e "costretto" a essere rilette.
    Come noi ci evolviamo, così le storie cambiano, ma non vanno perse. Rimangono impresse nella nostra parte emotiva più profonda e ci accompagnano. E' la magia della narrazione che esiste fin dai tempi dei tempi. Attorno a un fuoco, prima, su carta e in digitale adesso.
    Parlo di buone storie, ovvio. Anche se poi il buono è soggettivo.
    Noi rispondiamo alle storie a seconda del momento. C'è tutto un risvolto psicologico nell'arte della narrazione - che non è qui il caso di spiegare - molto interessante e istruttivo sia per chi legge che per chi scrive.

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    1. Ciao a te Monica e ben ritrovata anche a te, anche se ci vediamo sempre su FB, qui nel blog da piu' l'idea dell'intimo, dell'amicizia.
      Dunque, si, sono d'accordo anche con te, dico anche perche', fino a poco tempo fa, il mio libro cult era quello e non si discuteva. Ora a distanza di tempo che l'ho riletto, mi rendo conto che ha perso valore per me. Sono cambiata io, sono cambiate le mie circostanze e quindi le letture.
      In fondo, come ogni cosa che si ama, anche la lettura e' emozionale :)
      Grazie per il tuo bel commento, monica :)

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