Non sono solo...romanzetti!

Direttamente dalla scrivania di June Ross

Eccomi di nuovo, con la mia tastiera QWERTy, che le bloggerine odiano perche' non ha accenti, ma che io adoro perche' mi fornisce un'ottima scusante: non sono io che non so scrivere, ma e' la tastiera difettosa.
 Ricordate quella vecchia canzone di Bennato? Faceva all'incirca cosi':
" ....sono solo canzonette, non mettetemi alle strette..." Bennato si difendeva cosi'(apostrofo da intendere come accento. Contente bloggerine?). 
 E i libri che amiamo? Li consideriamo "solo romanzetti"? Oppure ci danniamo l'anima quando ci accollano la definizione di casalinghe disperate che leggono cosine superficiali, senza spessore? Oh, quanto ci intossichiamo(traduzione, incaxxiamo!)
Eppure non ci ribelliamo davvero quando gli autori peccano di inaccuratezza. Accidentaccio, ma come si fa ad aiutare questa nave che sta affondando? 
Non si puo' criticare assolutamente, niente e nessuno, altrimenti sei tacciata di invidia e altre malattie contagiose( che Dio ce ne scampi). 
Non si puo' lasciare un commento piccolissimissimissimo su Amazon, perche' anche se sei stata brava e hai comprato l'ebook( che a quel punto avresti fatto meglio a scaricare pirata), non hai il diritto di dire NIENTE. Puoi  al massimo complimentarti con l'autore che carinamente mettera' l'annuncio su tutti i social per l'ennesima stellina ricevuta al suo capolavoro letterario! 
Mah? Sapete cosa? Forse avete ragione: le nostre letture sono solo romanzetti!








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31 commenti:

  1. Allora, carissima Ross.
    It's only rock'n roll but I like it, diceva Mick Jagger.
    E aveva ragione, anche se c'è rock'n roll e rock'n roll, così come ci sono romanzetti e romanzetti.
    Non sto parlando a titolo personale, da autrice, sia chiaro.
    Sto solo dicendo che, grazie (o forse a causa) del self publishing, non ci sono mai state tante scrittrici rosa (e limitiamoci al genere che amiamo per comodità) come oggi. Prima, glii esordienti se riuscivano a finire un romanzo lo mandavano alle CE e, 100 volte su 100, se lo trovavano cestinato. Magari quegli stessi scrittori ci riprovavano, e quasi sempre con lo stesso risultato.
    Ma oggi? Le CE possono anche andare al diavolo, visto che ci si può pubblicare da soli, nel bene e nel male; e così oggi, per la prima volta nella storia, ci sono forse quasi più scrittori che lettori.
    La situazione ha raggiunto livelli interessanti (se non ridicoli), sia per quantità che per qualità. Titoli su titoli che escono ogni settimana a un prezzo che trovo mortificante per tutti coloro che cercano di offrire ai propri lettori un romanzo scritto in modo serio e professionale, con un editing professionale (anche se si tratta solo di romanzetti). Dico, 0,99 un romanzo, bello o brutto che sia, ma vi pare?
    Lo so,spesso c'è dietro una strategia furbissima: molti autori scelgono i famigerati 0,99 perché sperano di farsi notare da una CE se finiscono in cima alla classifica Amazon. Ma i tempi stanno già cambiando, non credeteci più.
    Lasciamo stare le CE, che il discorso si allungherebbe ancora.

    Se un autore SP raggiunge la classifica Amazon, da quel momento si sente Steinbeck.
    Se la gente compra il suo libro e commenta (spesso in modo sgrammaticato o chiaramente di parte) dandogli stelle a volontà, vuol dire che è uno scrittore arrivato, che scrive benissimo e che ha ragione lui. Non osate mai fargli notare che le parole fragranza e flagranza hanno significato diverso.

    Chi legge dovrebbe invece arrabbiarsi se non c'è editing, se ci sono ridicoli errori di sintassi e di grammatica, se ci sono addirittura sostantivi usati in modo sbagliato. Se il lettore non si arrabbia, perché in fondo si tratta di un autore self, poverino, significa probabilmente che di quegli errori non si accorge neppure.
    E allora, per arrivare al punto: ci sono romanzetti e romanzetti, ma, a quanto pare, ce n'è talmente tanti che oggi è difficile distinguere.
    Detto ciò, vorrei anche dire che questo momento equivale forse, per importanza storica, alla scoperta della stampa.
    Quindi, che ci sia libera concorrenza, che ci sia la possibilità per tutti di scrivere romanzi brutti e belli. Ma che il bello e il brutto rimangano categorie ben distinte. Anche fra i romanzetti.
    Viviana Giorgi
    ps: per la cronaca, non ho mai neppure pensato di auto-pubblicarmi. Sono molto contenta di aver scelto Emma Books e soprattutto che Emma Books abbia scelto me. :)

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    1. Cito le tue parole, Viv: " questo momento equivale forse, per importanza storica, alla scoperta della stampa. " E in piu' aggiungerei che il SP ha smosso acque ristagnanti, e fatto cadere tante dittature( il lettore usi discernimento). Quindi viva il SP e gli autori che coraggiosamente cercano di farsi notare.
      La nota dolente sono i lettori, genere in via di estinzione, perche' ormai non hanno piu' il diritto di dire nulla, Non si parla solo di errori grammaticali, perche' potrebbero essere anche delle sviste, ma parliamo anche di inesattezze storiche.
      Prima si poteva dare la colpa all'editor. Ora che questa figura non c'e' piu' , l'auotre deve prendersi carico delle proprie mancanze.
      Diventano romanzetti quando non c'e' ricerca storica. Quando ci si informa leggendo magari il romanzo dell'amica che ha autopubblicato che a sua volta non ha fatto alcuna ricerca.

      Il famoso 0,99 che per gli autori "veri" diventa mortificante e' il valore che la societa' ha attribuito alla lettura. E questo grazie anche, e qualcuno potrebbe dire soprattutto, a coloro che hanno sfornato ebook a livello industriali trattandoli come...romanzetti! E purtroppo la CE deve prendersi anche la sua parte di responsabilita'. Ma ne riparliamo, tranquille :)
      Grazie Viv per il tuo commento. Bisogna sempre vedere le cose in tutte le sue sfaccettature per cercare di comprenderle.

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    2. Nulla da aggiungere, mi unisco all'applauso di Lulli!

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  2. E NO, NO NO, CHE NON SONO ROMANZETTI! Demonio di un demonio, no che no lo sono!
    Sono l'opera dell'ingegno di persone che hanno il coraggio di mettere su carta, o su tastiera, le proprie idee e che, per questo, dovrebbero amarle e curarle come si cura un figlio. Voi mamme mandereste a scuola un bimbo malvestito o sporco? No, vero? E proprio perché le autrici considerano le loro storie come dei figli e si offendono se noi lettrici ne parliamo male, dovrebbero curarle meglio!
    Dovrebbero amarle prima loro di noi!
    Ecco perché io mi incaxxo quando vedo un'opera corta o lunga che sia, trascurata, buttata sul mercato in fretta o con noncuranza. Io amo leggere, amo le storie, tutte le storie, Mi spiace, ma criticherò sempre un romanzo mal scritto e l'autrice che lo ha pubblicato. E, come spesso avviene, la casa editrice che ha permesso ciò; perché non sono solo le SP che non sono accurate, ma anche le CE. Che è peggio!

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    1. Prode Sancio Panza, seguimi! Io sono il paladino, il giustiziere. Io sono Don Chischiotte della Mancia. La vittoria e' nostra!

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    2. Io gliel'ho detto a Libera che ti stava accadendo qualcosa di strano... ma forse te sei solo fatta 'na canna...
      Ma almeno potevi cercare dei personaggi femminili no? Dunque... non me ne viene in mente nessuno. Due eroine della storia. Chi potremmo essere? Boh, intanto tu interpreta Boadicea che cavalca ignuda per le vie, che io faccio la dama di compagnia e ti aspetto al castello.

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    3. lulli! noi i nemici dobbiamo sconfiggerli, mica stramortirli cona la mia innata bellezza ! movito Sancio, vedi come si agitano i nostri avversari? dicono di farci sotto....alla caricaaaaa....p.s. ma allora quella che mi hai regalata era una canna e non un incenso profumato per la casa?

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    4. Ussignur... 'spettami DonChi che mo' arivoooooo

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    5. Oddio voi due mi farete morire!
      Lulli mi unisco alla critica sempre e per chiunque! Tanto siamo educate e non offendiamo certo la gente!

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  3. Mi è capitato proprio l'opposto qualche giorno fa (mi riferisco al discorso delle recensioni). Ho l'abitudine di postare sulla mia pagina tutte le recensioni che ricevo, quindi anche quelle negative. Lo faccio per dar modo a chi mi segue di farsi un'idea del pensiero di altre lettrici (soprattutto se non ha ancora letto i miei libri). Facendo ciò, do silenziosamente il benestare ai commenti che ne conseguono. E qualcuno può non essere d'accordo, giusto?
    Bene, qualche giorno fa ho postato una recensione di una blogger che non era propriamente positiva, ringraziandola comunque (ci mancherebbe!). A quella recensione sono seguiti commenti di mie lettrici che hanno trovato la suddetta recensione contraddittoria e piena di errori e refusi...
    Morale? Sono stata accusata da questa blogger di essere 'sgradevole' perché l'ho messa "alla gogna sulla pubblica piazza"... @.@
    Come vedete, non è possibile accontentare tutti. Se condividi solo i successi sembri superba, o convinta; se posti quelli negativi sembra tu voglia farti compatire, se posti entrambi... C'è sempre qualcuno che ha da ridire!
    Comunque, ultimamente sui social c'è un clima terribile: gente che si azzanna per nulla, e non solo tra lettrici/scrittrici, ma anche in altri ambienti (cantanti, attori, comici...). Io mi sono un po' stancata di troppe polemiche e faccio il mio lavoro, facendomi i fatti miei che, come diceva mia nonna, mi farà campare 100 anni!
    Cassandra Rocca

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Cassie anche noi mettiamo alla gogna Ross e la sua tastiera QWERTY che credi!!!

      Scherzi a parte i permalosi ci sono in ogni categoria... ma sei sicura che quella blogger non è una (mancata) scrittrice?

      Ok Ok adesso sono seria davvero!

      Ribadisco che la suscettibilità è un difetto molto comune, nessuno ama essere criticato, ma tra persone che leggono, quindi con un minimo di cultura e intelligenza, mi aspetterei confronti maturi e non come tra bimbi dell'asilo!

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  4. grazie Cassandra per il tuo commento, e' importante inquadrare la situazione da tutte le angolazioni. speriamo di sentire anche le voci dei lettori
    ad ogni modo, sotto accusa non e' la scelta di mettere sui social le recensioni ricevute, pero' questo mi da l' opportunita' di dirti la mia " personale" opinione.
    ti e' mai capitato dal parucchiere di lasciare la mancia alle ragazze? ebbene da noi c'e' la terribile e imbarazzante abitudine che ogni qualvolta lasci la mancia, fossero anche solo 20 cents, tutte le phoniste ringrazino ad alta voce. E questo gia' e' tutto un discorso, non e' certo un ringraziamento sentito, sembrano scimmiette ammaestrate,. Speriamo che non ci leggano le parucchiere altrimenti e' meglio che chiudo il blog. succede pero' che non tutti lasciano la mancia. io vado tutte le settimane e non sempre la lascio. come mi sento secondo te dopo una sfilza di grazie quando e' il mio turno di pagare e non ho monetine? un cane! e credimi ho visto anche facce sprezzanti quando qualcuno non lasciava il soldino. insomma, sia che si lasci la mancia oppure no, e' imbarazzante e umiliante essere ripresi pubblicamente.
    ognuno fa quello che vuole, ma molte scelte stanno condizionando le lettrici " vere" che preferiscono allontanarsi, piuttosto che essere riprese pubblicament. e' proprio questo che volete? allontanarci?

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    1. PS: sarà che son sotto effetto di medicinali ma non mi è ben chiara la metafora delle parrucchiere. Anche perché dove vado io c'è solo lei a lavorare e perché qui la mancia si da solo ai ragazzi che ti portano la pizza (io la lascio sempre e se non ho spicci mi spiace un casino non lasciarla!)
      Cassandra Rocca

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  5. volevo risponderti con: "che c'entrano le parrucchiere", ma poi ho continuato a leggere e hai scritto una cosa troppo seria per scherzarci sopra.
    A parte gli apostrofi al posto degli accenti... aaaaaaaahhhh ah ah ah (e altre cosucce, che non ti dico che non vuoi l'editing, che poi te lo faccio per affetto... aaaaaaahhhh ah ah ah)

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  6. Io ho la sensazione che si sia arrivati a un punto di svolta anche sui social in generale, e secondo me iniziano ad accorgersene in molti. Siamo troppi, finiamo col dire quasi sempre le stesse cose, alle stesse persone e a volte anche negli stessi modi. Il SP ha una contraddizione di fondo: vuole giustamente essere considerato alla stregua delle CE ma pretende (non tutti, va da sé, sto generalizzando) di essere scusato per le proprie mancanze perché non è una CE. (Per me l'editor è una figura fondamentale, imprescindibile, nell'editoria.) E con questa contraddizione ne arriva anche un'altra, che non c'entra con il SP o forse sì: voler essere considerato scrittore, ma pretendere di essere intoccabile, non accettare la minima critica. È come voler giocare a rugby senza farsi male. Va bene nel campetto sotto casa, ma quando diventi un giocatore professionale le botte le prendi, eccome. Vale lo stesso nella scrittura, secondo me. E se non reggi alle botte, puoi arrabbiarti e strillare all'ingiustizia finché vuoi, ma dopo un paio di campionati sei fuori. Vediamo che cosa succederà, fra un paio di campionati... :)

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    1. la situazione ormai e' sfuggita di mano. purtroppo ognuno a modo suo ha ragione...vedremo cosa succedera', ma certo la situazione non e' delle migliori, sob!

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  7. A prescindere da come si pubblica, il punto è un altro: il lettore deve avere il diritto di critica. Se pago e il libro è uno schifo, usando termini non offensivi ma devo avere il diritto d poterlo recensire. Invece, l'autrice si offende a prescindere, e comincia la campagna denigratoria, aiutata dalle leccaculo che la circondano.
    Tutti invidiosi della Manzoni di turno. Scusate ma sono invidiosa solo di due cose, di chi mangia senza ingrassare e di chi può permettersi tanti gatti!
    Nel SP ci sono anche brave autrici, chissà come mai sono quelle che sanno incassare anche una critica negativa. Le mediocri s'incaxxano e cominciano a processare in ogni dove, a piangere, a lamentarsi, ecc...patetiche!

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    1. giusina, ecco perche' non riuscivi a commentare: non puoi scrivere leccaculo senza che google ti censuri. cattiva bloggerina, non si fa!

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    2. Ma se lo sono non è mica colpa mia! 😇😇😇

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    3. La mia irruente Giusyna ha ragione, se compro un prodotto ho il diritto di darne un giudizio, in modo educato ovviamente, per essere d'aiuto ad altri acquirenti.

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  8. Ci sono persone che classificano tutti i romanzi rosa come "romanzetti". Quelli mi fanno davvero arrabbiare!
    Tra i rosa ci sono romanzi di spessore, con personaggi profondi e trame intricate, che non meritano di essere classificati come "serie B". Però ci sono anche storielle più leggere, romance senza tante pretese, che..sì, possono essere anche romanzetti, ma non necessariamente in accezione negativa, semplicemente sono più leggeri.
    E poi c'è il baratro.
    Storie buttate giù in fretta, con scarse riletture, senza editing, pieni di refusi, o con trame e situazioni gestite al limite del decente. Quelli non sono romanzetti, sono bozze, forse, di romanzetti.
    Sinceramente, non so se sia colpa dei SP, perché anche leggendo libri delle CE trovo, spesso, refusi e penuria di editing. Come sono convinta che anche autrici con CE, a una recensione negativa, reagirebbero malissimo, al limite dell'isteria. Ho visto su you tube un autore, con CE, che insultava tutti i lettori perché non arrivavano a comprendere la sua alta letteratura. Solo per l'inettitudine della società moderna lui restava nel buio editoriale!?

    Il problema è la maturità di chi scrive e come utilizza il mezzo che ha a disposizione. Io ho una CE, sono felice di averla, ho imparato tantissimo e ho capito quanto sia essenziale avere una squadra alle spalle. Tuttavia, al SP ci penso (anche se mi farei fare un editing preventivo, da qualche professionista). Non perché voglia essere notata da chissà chi, ma perché, purtroppo, moltissime lettrici, ormai, leggono solo self!

    E questo che non mi spiego, mentre tante di noi sono stufe dalle recensioni da 5 stelle che sono false come la banconota da 30 euro, tante altre continuano a supportare il fenomeno, ledendo il self meritevole (alcuni manoscritti non trovano editori anche solo perché il genere non va di moda), e aiutando quello mediocre.

    Ok, scusate, ho scritto un papiro!

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    1. Grazie! :D
      Ah, ho dimenticato di firmarmi. Sono Sveva Morelli.

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    2. Mi inserisco per rivendicare il mio diritto di critica! I libri, soprattutto i cartacei, hanno un prezzo da pagare, spesso non irrisorio, per cui se ho commesso l'errore di acquistare una deiezione letteraria (o si può dire cagata?) pazzesca, devo poterlo dichiarare senza tema di censura, a condizione beninteso di usare termini non offensivi (appunto!)
      Ho letto libri e romanzi spesso senza sugo, ma la cosa più grave non sarebbe nemmeno questa: ciò che mi fa ribrezzo sono soprattutto gli errori, ortografici o di ambientazione! È questo, mi dispiace, ma deve poter essere denunciato. Perché lo scrittore possa prenderne atto ed emendarsi. Altrimenti si creerebbe davvero la letteratura di serie B, anzi, di serie Z!
      Lucilla

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  9. Che discussione interessante!
    Purtroppo ormai si fa di tutta un'erba un fascio. Quando dico a qualcuno che scrivo libro gli vedo esplodere la sorpresa in volto, poi aggiungo che sono romanzi rosa e l'espressione si tramuta in un ghigno di delusione. Avete presente quando entrate a chiedere un paio di scarpe che vi ha folgorato e poi scoprire che non c'è il vostro numero? Accade la stessa cosa e mi fa arrabbiare. Sembra che scrivere un romanzo rosa non ci voglia nulla. Siamo il genere più pubblicato e più letto, di conseguenza si trova la qualità e il romanzo brutto, magari più caro dei soliti 0,99.
    Qui in Italia siamo molto indietro rispetto alle nostre colleghe americane, ma siamo penalizzate da due fattori: i volumi di vendita esigui, che non permettono di fare della scrittura una vera professione; la mancanza di approccio professionale al progetto. Bisogna investire e non bisogna accontentarsi del giudizio dell'amica e della cover fatta dal cugino bravo col computer.
    Grazie e scusate se mi sono dilungata.
    Mila Orlando

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  10. Ciao a tutte. Pubblico da tanti anni ma mai c'è stata una situazione come quella che affligge la narrativa da quando il SP si è fatto avanti sgomitando per prendersi il suo spazio, merito o meno, idem per la preparazione tecnica. Per un certo tipo di autrici la concorrenza non si batte con le proprie qualità letterarie ma a colpi bassi, sostenute da una claque compiacente. Così la narrativa ha iniziato a scadere, a diventare sempre meno allettante e, un 0.99 dopo l'altro, a farne le spese è stato il lettore che ha scaricato ebook talmente sgrammaticati e deludenti che nemmeno i temi delle elementari li facevamo così. Non so se chi legge, e paga, incomincerà a pretendere dei buoni testi, invece di accontentarsi di quello che offre il mercato adesso, ma me lo auguro di cuore altrimenti sarà difficile essere competitivi con le autrici straniere. Per riassumere come vanno le cose faccio un esempio. Ho scritto Incantesimo a Parigi, racconto-prequel di Un sogno all'improvviso. Il racconto è offerto a costo zero e l'ho scritto tra giugno e luglio dell'anno scorso, con quel caldo micidiale che ha infierito su tutti noi. Mi alzavo presto la mattina per consegnarlo entro la data stabilita con la redazione Mondadori, e lavoravo tutto il giorno trascurando tutto il resto, famiglia compresa. La sera avevo le gambe talmente gonfie che mi facevo pena da sola.
    Per venire al dunque, il racconto, è salito subito in alta classifica Amazon e ancora ci sta, anche se io me lo tengo per me perché detesto ostentare. Ebbene, dopo i primi due mesi di permanenza tra i top 100 hanno cominciato a fioccare le recensioni fake che tentavano di affossare Incantesimo, senza per altro riuscirci. Sono cose che mi feriscono, e anche se tutti mi dicono di fregarmene è tutt'altro che facile metterlo in pratica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'ultima di queste recensioni/boicottaggio, fatta da un tizio ( ma forse è un nickname ) che scrive "lo sconsiglio". Allora, un testo può anche non piacere, per carità, e la critica ci sta. Ma arrivare a sconsigliare il mio racconto che oltretutto si scarica gratis, è proprio cattiveria allo stato puro. Non mi importa della stella data proprio perché non si poteva fare a meno, e che abbassa il valore di Incantesimo, ma demolirmi come autore, magari per dispetto o per favorire un'amica, mi ha fatto veramente male, al punto che non riesco neppure a scrivere in questo periodo.
    Detto questo, lascio tirare le conclusioni a chi legge queste recensioni assurde che ci danneggiano tutti. Cerco di alimentare la speranza che le cose finalmente possano tornare alla normalità, e che le lettrici serie si facciano rispettare dalle pseudo scrittrici che pensano di avere successo solo sparando alla schiena delle rivali, anziché sbaragliarle con la bravura, il senso di responsabilità, il sacrificio, l'impegno a migliorarsi. Mettersi in gioco con lealtà e serietà sembra ormai essere un comportamento sempre più sporadico, purtroppo. Come ripeto sempre, che soddisfazione c'è a primeggiare barando?
    Un caro saluto a tutte da Mariangela Camocardi

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  11. Personalmente, nei confronti dei romanzi SP, adotto una strategia passiva: li ignoro.
    A meno che non mi vengano caldamente consigliati da amiche di comprovata affinità "letteraria" (per ora mi è successo solo con i romanzi di Mirya e non me ne sono affatto pentita), me ne sbatto totalmente dei SP e continuo a leggere le mie autrici preferite di sempre: ho la casa piena di loro romanzi - molti dei quali non ho ancora letto - ed ogni mese le CE me ne propongono almeno 2 o 3 nuovi che non posso fare a meno di comperare... non ho bisogno affato di naufragare nel mare magnum dei SP.
    Sonia AKA Ainos

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