Sotto la stessa luna di Ornella Albanese


Recensione di Libera



con le incursioni di quella rompi di Lullibi


Una bravissima autrice italiana di romance, una Rosa Nostra, ha deciso di autopubblicarsi e uscire con un romanzo contemporaneo, con una protagonista che passa un po' di guai e una "nemesi" di cui comprendiamo lo scopo, e l'importanza in corso di lettura. Un chick­lit forse, ma non del tutto. Ornella Albanese mette sempre un tocco personale.


SOTTO LA STESSA LUNA di Ornella Albanese
Editore: Youcanprint-Self Publishing
ISBN: 9788891196774
prezzo € 2,99
Cosa succede se un romanzo rosa diventa il protagonista di un romanzo rosa? Detta le regole, crea imprevisti e seduce completamente Lucrezia, che lo ha acquistato per noia e storcendo un po’ il naso. Così lei si trova a imitare la protagonista del libro che, guarda caso, ha il suo stesso nome. L’Altra Lucrezia diventa il suo spirito guida e le soffia all’orecchio di lasciare il fidanzato perfetto e di dire il primo no al suo capo, dopo anni passati a strisciare. Ma l’Altra Lucrezia, smagliante tra le pagine del romanzo, brancola penosamente se si misura con il mondo reale e nessuno dei suoi consigli sembra andare a buon fine. Forse pitturare di azzurro mare le pareti di casa, potrà servire ad arginare il vortice degli eventi negativi? O sarà la luna a operare il sortilegio, regalando un lieto fine persino più sfolgorante di quello di un romanzo rosa? L'autrice Dopo aver pubblicato otto romanzi contemporanei (ed. Le Onde), dodici romance storici (I Romanzi Mondadori) e due thriller storici (Fanucci Leggereditore), Ornella Albanese si cimenta in un romanzo diverso da tutti i precedenti, anche se aveva già sperimentato la commedia brillante in più di cento racconti e romanzi brevi. Con Sotto la stessa luna l'autrice ha voluto fare un divertente omaggio al romanzo rosa e alle sue numerose lettrici, che amano vivere e sognare con ironia e romanticismo.

Un romanzo rosa può diventare il catalizzatore delle azioni di una persona?
Secondo me solo in apparenza. Infatti l’autrice è una vera volpe, ha studiato bene i tempi per le mosse decisive. A una lettura superficiale potrebbe sembrare davvero che le svolte nella vita della protagonista siano conseguenza della lettura del romance, ma se si è più attenti si colgono ben altri riferimenti!


“No... va be’...buhaaaaahhh... ma perché il tempo verbale al presente??? E in terza persona...




Eccola che arriva! La solita pipina viziata. Secondo me il tempo presente ha un suo scopo preciso!
Hai visto che oltre che di Lucrezia si parla anche di un’altra persona no? Il presente dà miglior risalto alla contrapposizione.
Lucrezia e la propria Nemesi vengono raffrontate meglio nell’immediatezza dell’azione e usare il passato non avrebbe reso altrettanto bene questa sfumatura.
Comunque io cercavo di esprimere un concetto importante!


E niente... non riesco a entrarci in questa storia, ha tutti i difetti stilistici che non sopporto: narratore onnisciente, tempo verbale al presente in terza persona! Cara Ornella, mi sa che sarà il primo romanzo che non apprezzerò!



Il narratore onnisciente ha dato un po’ noia anche a me, insieme alla scelta dell’autrice di non usare virgolette o corsivo per i pensieri, direi che sono stati dei sassolini nei sandali in questa splendida camminata estiva che è stata la lettura del romanzo.
Comunque torniamo a noi e al concetto fondamentale che volevo scrivere...
La maturazione emotiva di Lucrezia è il vero filo conduttore.
Solo quando si ritrova al confronto diretto con le proprie paure e debolezze fa un bilancio e mette a soqquadro la propria vita, sentimentale e lavorativa. Si ritrova insoddisfatta, ma non perché glielo suggerisce la protagonista del romanzo rosa (come potrebbe sembrare), piuttosto è conseguenza del primo conflitto con se stessa! Che parte a livello inconscio fino a deflagrare.


Maremma, dire bello è dir poco!




Ah ah ah l’incantatrice Ornella Albanese colpisce ancora eh!
Ti ha conquistata come al solito. Anzi di più visto che non sopporti questo stile di scrittura!
È un incantesimo questo però da cui sono felice di essere ammaliata e spero di non trovare mai il controfiltro.


Cavolo, stavo quasi piangendo di paura all’inizio, non sapendo come dire a Ornella che questa storia proprio non mi andava giù e invece, a poco a poco, sono entrata nella trama, mi sono incuriosita per i due punti di vista, appassionata allo svolgimento e intestardita a capire chi fosse quell’Alice lì. E poi, boh?, non so come spiegare l’arcano, prima un muro di gomma mi impediva di immedesimarmi e dopo ci sono entrata dentro di botto, anzi risucchiata e fino alla fine non ne sono uscita. Ho capito una cosa dei romanzi di Ornella Albanese, che, per leggerli e apprezzarli bisogna possedere una sensibilità particolare in modo da viverli e comprenderne tutte le sfumature e gli intrecci, anche psicologici, nascosti, senza lasciarsi fregare dalle apparenze.
Più che bello. Questo è un racconto “scaltro”, nulla è semplice e tutto ha un senso.
Bella storia, però a me non sembra un chick-lit.


Un’ultima cosa sulla maturazione di Lucrezia e le scelte narrative di Ornella: finché non risolve il conflitto interiore e non viene a patti con le proprie paure non riesce a vedere altro che ciò che la vita le ha tolto.
Ad esempio solo quando ammette di essere conquistata dal romance e decide di comprarne un secondo a viso aperto e senza sembrare una ladra, scopre che non c’è nulla di cui vergognarsi e anzi è un ottimo mezzo di coesione. Che anzi le mostra com’è facile legare con i colleghi quando invece prima temeva di essere vittima di invidia e nefandezza!
In conclusione, un romanzo all’apparenza semplice, una storia che fila con naturalezza, dietro ha un mondo di tecnica e un lavoro di rifinitura davvero notevole. I dettagli, anche i più insignificanti, i tempi e l’armonicità di tutte le scelte, sono parti di un meccanismo ben congegnato che testimonia la bravura di Ornella Albanese.


Questo romanzo ci ha tanto coinvolto e suscitato curiosità che dobbiamo fare qualche domanda all’autrice:


Un bell’esperimento questo del chick­lit autopubblicato. Per nostro gusto possiamo anche dire riuscito. Ma a te cosa ha spinto verso questa scelta?



Ci pensavo da un po', ma sono fondamentalmente pigra e continuavo a rimandare. Poi, a un tratto, mi sono decisa e ho voluto provare con un romanzo completamente diverso dagli storici scritti negli ultimi dieci anni. Ha giocato anche la nostalgia per i miei primi otto romanzi pubblicati, che erano contemporanei. Principalmente, però, mi ha spinto la voglia di seguire il mio lavoro in tutte le sue fasi, da quella creativa agli aspetti più tecnici: cover, quarta, date etc.


Perché hai scelto proprio questa piattaforma per autopubblicarti e quali garanzie e vantaggi nei hai ricavato? Quando hai fatto ricerche, prima di scegliere, cosa cercavi?



Direi che ho cominciato a informarmi poco prima di decidermi. Il primo motivo della mia scelta è che questa piattaforma si appoggia alle librerie fisiche. Ha influito anche la recente esperienza di una mia amica e infine, ma non ultimo, il fatto che la sede è in Salento, dove vado in vacanza. Per questa prima volta mi è stato utile un rapporto non solo virtuale. Comunque potrò dare una valutazione più completa di questa esperienza solo più avanti, adesso siamo solo agli inizi.


L’hai definito “chick­lit con qualche sorpresa” e come sempre è difficile catalogare i tuoi romanzi in un genere solo. Com’è nata l’idea? Qual è stato il passo iniziale?



La prima idea è stata quella di voler fare un omaggio a tutte le mie amiche lettrici, quelle che ho conosciuto negli anni, lettrici di romance ricche di sensibilità e di ironia. Dopo è venuto il romanzo, ma non in questa forma. Io faccio delle cose pazzesche: era molto più complesso perché aveva tre protagonisti e quindi tre storie, ma alla fine il romanzo mi sembrava troppo affollato e l'ho cambiato rinunciando al terzo protagonista. Direi che è stata una decisione crudelissima (nessun autore taglia senza che il cuore sanguini) ma il romanzo che è venuto fuori mi è sembrato molto più coinvolgente, ci hanno guadagnato la fluidità della storia e il ritmo della narrazione. Anche le due protagoniste hanno goduto di un maggiore approfondimento, tu Libera hai colto perfettamente la Lucrezia che appare e quella che invece “è”.


Libera ha un sospetto sul motivo per cui hai scelto il tempo presente, ma io ti chiedo PERCHE’???




Ho scritto al passato il primo capitolo, l'ho fatto d'istinto perché, scrivendo storici, era logico che partissi così, ma ho capito subito che non funzionava. Secondo me un romanzo così scattante non poteva essere rallentato dal tempo al passato. Il presente dà immediatezza all'azione, elasticità al pensiero. Anche per questo non ho voluto isolare il pensiero con le virgolette canoniche, ma mescolarlo all'azione con fluidità. Lullibi, sai che quando ne ho parlato con una mia cara amica blogger, la primissima domanda che mi ha rivolto è stata: prima o terza persona? Quando le ho detto terza, ha fatto un sospiro di sollievo. Ma questa cosa è davvero così determinante? Secondo me, è solo la storia che richiede se usare la prima o la terza persona. La storia e l'estro dell'autore.


Hai creato una storia con due protagoniste alternate, perché hai deciso di utilizzare il narratore onnisciente invece del PDV alternato?



Diciamo che quando comincio un romanzo vado solo d'istinto. A tavolino non decido niente. Tutto ciò che sembra perfettamente programmato è invece frutto di quello che chiamo “il mio caos creativo”. Anche nei miei thriller storici. Ne L'Oscuro mosaico ero arrivata quasi alla fine e ancora non trovavo il collegamento essenziale, quello tra tra il delitto e il mosaico di Otranto. Quando scrivo, spesso è il caso che dirige i giochi, quindi il narratore onnisciente è semplicemente “capitato”, ma arricchito dai mille pensieri che regalano sprazzi di punti di vista.


Ma l’intreccio, prima lento e poi, dopo il punto di svolta, così coinvolgente, lo hai deciso dall’inizio o la storia ti si è palesata a poco a poco?



A poco a poco. Nella mia prima idea, c'era un'unica storia, poi ho preferito la particolare struttura delle due storie portate avanti contemporaneamente. Mi sembrava un'idea più originale, e perfetta per suscitare curiosità e impazienza di sapere. Come mi hai confermato anche tu, Lullibi.


... scaltra..

Grazie Ornella per la bella lettura che ci ha divertito e permesso di discuterne tra noi, facendoci trascorrere momenti distensivi e di riflessione.


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7 commenti:

  1. Ho letto il romanzo di Ornella tutto d'un fiato, tra una pagina e l'altra di studio o alla sera, prima di addormentarmi. Sapete, durante il periodo degli esami universitari non si ha per nulla voglia di leggere dopo aver trascorso ore e ore su appunti,riassunti, tomi e quant'altro...
    Serve qualcosa di facile, veloce e leggero per spingere noi "povere" studentesse incallite alla lettura, in un periodo del genere.
    E Ornella ci è riuscita.
    Come ho scritto sulla pagina Facebook dedicata al romanzo, "Sotto la stessa luna" è una ventata di freschezza: suscita un po' di sano ottimismo, qualche sogno e tanti sorrisi, incarnando la leggerezza di una storia dichiaratamente non impegnata che sdogana il romanzo rosa come genere additato dal pubblico come "frivolo"...
    In fondo, un po' di frivolezza non ha mai fatto male a nessuno, anzi...!
    Irresistibili le protagoniste e deliziosa la storia, per nulla banale benché facilissima da leggere, senza troppi arzigogoli o virtuosismi stilistici.
    E' stato veramente bello fare la conoscenza di Lucrezia e Alice!
    Per chi ama la penna di Ornella Albanese, quindi, non posso che consigliare la lettura di "Sotto la stessa luna"!
    Valentina C.

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    1. ciao valentina,mi trovi d'accordo con le tue parole....
      p.s, che stai studiando?

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Grazie di essere passata e di aver lasciato qui il tuo commento. Ornella è, infatti, un'autrice che fa sognare e anche "pensare". Sono d'accordo con tutto quello che hai detto!
    Buono studio!

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  3. Passo anch'io a salutarvi e a ringraziarvi per la bellissima recensione/dialogo/intervista!
    Valentina, sono davvero felice di aver "alleggerito" il tuo studio!
    Un abbraccio a Ross!
    Ornella Albanese

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  4. e' piaciuto tanto anche a me, aanche se a dirla tutta ero quasi pronta a mollarlo , sembrava uno dei soliti contemporanei...ed invece ad un certo punto..puff! non ho potuto metterlo piu' giu'!
    Grazie Ornella per questa bella lettura

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    1. Ross, sono sempre molto felice quando ti piacciono i miei lavori. Anche questo, come tutti gli altri, entra piano nella storia. Un abbraccio grande!

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