Anna Premoli - Intervista





Dopo solo qualche scambio di email con Anna Premoli, autrice di Ti prego lasciati odiare( Newton Compton) , ti rendi conto che, benché lei si occupi a tempo pieno di  finanza e ottimizzazione fiscale, in fondo è una ragazza semplice  come noi. 
Scoprire poi che ha iniziato a scrivere durante la sua prima gravidanza, è come ripercorrere la storia di molte di noi. Io ad esempio ho iniziato a creare questo blog proprio per non impazzire durante il periodo di  maternità.

Parleremo ancora con Anna Premoli, infatti troverete l'altra parte di questa intervista  sul numero 12 della Romance Magazine, ma per ora  come lettrice e blogger sono curiosa di scoprire qualcosa di più di Ti prego lasciati odiare.


D- Ciao Anna e benvenuta in Immergiti in un Mondo Rosa!

 Non ti nascondo che sono alquanto emozionata, insomma il tuo nome è sulla bocca di tutti, sei il caso letterario italiano!

 Intanto ti butto li una domanda a bruciapelo: hai fatto il giro dei blog e dei forum per scoprire cosa si dice del tuo romanzo?


Non più di tanto. Mio marito però legge tutto e ogni tanto mi riferisce qualcosa. Non mi dice proprio tutto perché questo è un periodo già molto faticoso per chi fa un lavoro come il mio: i mercati finanziari pre-elettorali non sono proprio una passeggiata di salute. Da marzo in poi cercherò di recuperare, sempre che dalle urne venga fuori un governo stabile, che non faccia impazzire il nostro spread.

Quando un libro finisce in così tante mani com’è successo al mio è normale che arrivino anche commenti negativi. Non puoi piacere a tutti, è fisiologico. Io sono contenta di essere piaciuta comunque a molti sin dall’inizio. Ho ricevuto tantissime email molto carine dalle lettrici quando ho esordito con il self-publishing e le ringrazio. Se la Newton mi ha pubblicato lo devo esclusivamente a quelli che hanno letto il mio romanzo e al passaparola che è partito.

Chiaro, sarebbe carino se anche chi non l’ha apprezzato non scadesse nelle offese gratuite e rimanesse educato nel manifestare il proprio (sacrosanto) punto di vista, ma non si può avere tutto. E’ il prezzo da pagare quando si finisce nella top ten dei libri più venduti del paese con un libro rosa. Sono ben consapevole di aver scritto una storia che è volutamente leggera, e non penso affatto che questo sia un suo limite. Il suo pregio è proprio essere un libro di evasione e non mascherarsi da altro.



D- A dirti il vero, noi Bloggerine siamo un po’ in contrasto sul tuo romanzo. È indiscutibile che sia scritto molto bene. Ma quello che non abbiamo trovato è l’originalità  a cui facevano riferimento alcune comunicati stampa per le testate giornalistiche.Ti prego lasciati odiare è la tua creatura, ma obbiettivamente lo definiresti una storia originale?


Ho voluto scrivere un regency in chiave moderna. Da lettrice mi sarebbe piaciuto trovare libri simili, ma per quanto avessi cercato in passato non sono mai riuscita a scovarne. Da quel punto di vista penso di aver scritto qualcosa di diverso dal solito. Ho raccontato quello che avrei voluto leggere. Per il resto mi sono limitata a narrare una storia che sentivo vicina: ormai parecchi anni fa ho sposato una persona con cui ho avuto un passato molto burrascoso, prima che scoppiasse l’amore. A me è successo. Quindi chi meglio di me avrebbe potuto descrivere il lento percorso che ti porta a innamorarti di una persona da cui non vorresti essere attratta?

D-Io ho una grande pecca, ahime’, ho una restrizione mentale che male si addice ad un blogger che invece dovrebbe avere vedute piu’ ampie: non amo leggere storie raccontate in prima persona e con ambientazione contemporanea. Ecco, il tuo libro ricalca perfettamente il romanzo che io scarterei a priori! Malgrado ciò, spinta dalla curiosità,  ho iniziato a leggerlo e ti assicuro che  non sono riuscita a metterlo giù fino a quando non ho letto anche le ultime pagine con i tuoi ringraziamenti. La mia domanda nasce spontanea:come mai hai scelto di scrivere in prima persona?


Anch’io non amo sempre i libri scritti in prima persona, ma ho reputato che per questa storia fosse la scelta giusta. Una persona come Jenny sarebbe risultata troppo distante se il lettore non avesse avuto modo di seguire le vicende dal suo punto di vista, perché è lei quella che fa più fatica a cedere ai sentimenti. Ian in un certo senso era un personaggio che sentivo di riuscire a descrivere bene anche solo tramite gli occhi di Jennifer.

D- Come ti dicevo non amo il racconto in prima persona, ma devo ammettere che hai fatto un lavoro magistrale, nel romanzo si guarda tutto con gli occhi della protagonista Jennifer, ma si percepiscono anche le emozioni degli altri personaggi. Ma a proposito di Jennifer, è forse un caso che faccia un lavoro simile al tuo? Quanto di te c’è nella protagonista?


Qualcosina c’è: anch’io ho cercato di negare a lungo l’attrazione che sentivo per una certa persona. Jennifer è un avvocato fiscalista, io una consulente finanziaria. Sono lavori vicini ma non proprio simili. Ma per il resto il mio è stato davvero un lavoro più che altro di fantasia. L’ho scritto per svagarmi.


D- Accidenti, poi, se non è testarda Jennifer!  Però, forse proprio  a causa della  sua  forte personalità, Ian, il personaggio maschile mi sfugge un po’, a dirti il vero. Ad un certo punto, da  gigolo’il protagonista nella mia mente diventa....mah? Non voglio arrivare a dire un bamboccio, ci tengo alla mia pelle, ma passa decisamente in secondo piano. Ecco non potendo leggere il punto di vista di lui,  è come se perdesse la sua identità. Questa però è la mia percezione, discutibilissima. Tu invece che tipo di uomo avresti voluto far vedere con gli occhi di Jennifer?


Ian è un personaggio che ha meno da dimostrare agli occhi del mondo, che può anche permettersi qualche debolezza in più rispetto a Jenny. Purtroppo alle donne che arrivano ad alti livelli professionali si tende a perdonare poco, agli uomini molto di più. E’ un dato di fatto, e ho voluto far riflettere anche su questo. E poi, come ho cercato di raccontare, Ian è molto meno gigolò di quanto il mondo non pensi. Jennifer vorrebbe tanto che fosse davvero solo una bella confezione, ma purtroppo per lei sotto c’è molto altro.

D- Ed arriviamo a parlare  delle scene d’amore. Molto delicate, se permetti. Concedimelo, con il grande  sfoggio di conoscenza che fanno gli autori, che cercano di sorprenderci con effetti speciali, il lettore usi discernimento, tu racconti il tutto con molta “ normalità”....


Quando l’ho scritto venivo da numerose letture fin troppo hot. Carina la prima, interessante la seconda, ma alla millesima mi ero un po’ stufata. Ero arrivata al punto che leggevo quei libri quasi saltando certi particolari troppo anatomici, mi toglievano il romanticismo. Così ho scritto delle scene più leggere, puntando più sulla chimica che man mano si crea durante tutta la narrazione. Ma in futuro chissà, un pizzico di brio in più ci potrebbe anche stare.

Ultima curiosità e poi ti lascio andare, prometto! Anche le amiche di Jennifer hanno una vita amorosa alquanto particolare, leggeremo presto le loro storie? Sempre raccontate in prima persona, oppure....


Mi spiace deludere tutti quelli che me lo hanno chiesto ma questa storia non avrà un seguito. Quando l’ho pensata avevo in mente proprio un racconto “stand alone”. Anche il mio primissimo romanzo “Come inciampare sul principe azzurro” è stato scritto in prima persona. Quello che sto scrivendo adesso è invece in terza persona, ma è davvero troppo presto per parlarne. In fondo io scrivo per hobby e non per professione.

Speravamo di incontrarti alla quinta edizionede la  Vie en Rose, ma sappiamo che i tuoi impegni lavorativi e soprattutto di mamma, non ti permettono di allontanarti, ma sono certa che hai piacere di lasciare un saluto alle colleghe lettrici di Immergiti in un Mondo Rosa e a tutte coloro che saranno presenti alla VER.


Quando diventi mamma non hai quasi più tempo per te stessa. Quando poi lavori tutto il giorno ti tocca combattere anche con il senso di colpa di non poterci sempre essere per tuo figlio. Quindi per me i fine settimana sono sacri e pieni di impegni familiari. Ma voi divertitevi anche per me! E fatemi sapere quali saranno secondo voi le nuove tendenze nel rosa, che con grande fatica stiamo facendo sdoganare.

Un saluto a tutte!


 Una mamma in carriera, che scrive per hobby, e che  non si vergogna di dire che scrive romanzi rosa. 
Io da parte mia ho cercato di porle delle domande "cattive", ma avete visto bene che con molta semplicita' ha spiegato le sue scelte. Beh, se e' riuscita a conquistare una Malelingua come me, e' tutto un dire...

Juneross
 







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8 commenti:

  1. Io ho letto solo il primo romanzo di Anna Premoli e l'ho trovato molto carino, scorrevole e divertente. L'editing non era perfetto, del resto si trovano refusi ed errori anche in testi pubblicati da grosse case editrici per cui un'autrice che fa tutto da sola è ampiamente giustificata.
    Approfitto per fare una domanda a Juneross. Dal momento che tutti i chick lit sono narrati in prima persona, deduco che sia un genere che tu non ami molto. E' così? Io la pensavo come te, ma dopo la Kinsella mi sono ricreduta.
    Laura S.

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  2. Ciao Laura, anche io sono in procinto di leggere il primo romanzo della Premoli, proprio perche' Ti prego lasciati odiare, mi e' piaciuto molto. Mi ha regalato delle belle ore di lettura, non e' quello che chiediamo ad un buon romance?
    Per quanto riguarda il chick-lit, e' propio la Kinsella che me lo ha fatto odiare, acc....le sue disgrazie mi angosciavano! Pero' ho letto altre autrici, italiane, che scrivono un chick piu' soft e mi sono piaciute molto :)

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Allora... io sono tra quelle che ha avuto dubbi su questo libro di Anna Premoli. E non si tratta di gusto, tengo a precisare.
    Innanzi tutto, dico che la Premoli scrive veramente bene e ho letto molto scorrevolmente e(come la Ross) in un baleno l'intera storia. Lo stile mi piace molto e la prima persona non mi infastidisce affatto, anzi mi fa immergere al meglio nella lettura.
    Ma... a un certo punto, mi dispiace proprio dirlo, mi è sembrato di entrare in un dejà vu.
    E dico proprio dejà vu, perché non so identificare se ho già letto o visto una storia simile. Ma il pensiero, lo ammetto, mi è passato per la testa.
    Con questo, non voglio offendere l'autrice, né dire che il libro è un a scopiazzatura. Dico solo le mie impressioni dopo la lettura.
    E la storia mi è piaciuta, anche se la assimilo molto agli Harmony vecchio stile.
    Un in bocca al lupo a Anna Premoli e che possa regalarci altre storia con la stessa eleganza di stile sia letterario che personale.
    Lucia

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  5. Io l'ho letto da poco (settimana scorsa) e mi è piaciuto molto. E' scorrevole, divertente, leggero... Dopo le prime 70 pagine, il resto l'ho divorato in una sera!
    Anch'io, come Anna, mi sono ritrovata a fare lo stesso passo (parlo dell'autopubblicazione) e come lei non immaginavo di ottenere tanti consensi.
    Inoltre, come ho già detto in altre sedi, sono anch'io per i dissensi costruttivi ed esposti in modo educato. Il mondo è bello perché è vario, non si può piacere a tutti, ma ben venga!
    Un saluto ad Anna e a tutte voi!
    Cassie

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  6. Un romanzo assolutamente frizzante e divertente...che in pochissimo tempo ha scalzato meritatamente E. L. James dalla classifica di iTunes. Anna Premoli se lo merita il primo posto in classifica.

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  7. Io non l'ho ancora letto, ma non mi dispiacciono affatto i libri scritti in prima persona; le autrici italiane non hanno niente da invidiare alle scrittrici d'oltreoceano, anzi, essendo calate nella nostra realtà quotidiana probabilmente ci risultano più "vicine", in un certo Senso. Credo che Anna Premoli sia da tenere d'occhio....
    Ciao
    Lucilla

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  8. Ecco perchè la Ross è il Boss!!!!!! Solo lei poteva redimere la Premoli dal marketing che la fa sembrare una con la puzza sotto al naso... Cara Anna è un peccato che tu non possa venire a LVER sarebbe stato bello conoscerti di persona! ;)

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